Quale sarà l’effetto della legge Scalfarotto? Ve lo racconto io, vittima di bullismo omofobo

Di Eliseo Del Deserto
23 Settembre 2013
«I bulli sono stronzi in modo trasversale, non preferiscono gli omosessuali. Sono convinto che sia necessario ripartire dalla dignità della persona»

Con questo articolo non voglio descrivere la violenza che ho subito nella mia adolescenza. Nella lettera che ho indirizzato alla scrittrice Costanza Miriano ne ho già parlato abbastanza. Vorrei raccontarvi invece di quello che è successo dopo, cioè di come si è tentato di risolvere il problema e di come in realtà la mia situazione si aggravò.

Stavo per compiere 13 anni, l’estate volgeva al termine. Arrivato a casa, corsi subito in camera e scoppiai in un pianto convulso. Mia mamma mi scoprì voltato di spalle, aggrappato al calorifero, in preda al panico. Ero appena stato picchiato, ma ero riuscito a fuggire. Ricordo le grida delle amiche “Scappaaa!”, ed io che correvo verso casa, senza fermarmi, anche quando il fiato non c’era più. Mia madre nel ritrovarmi in quello stato telefonò immediatamente al parroco, anche lei presa da una crisi di nervi. Il sacerdote non fu di grande aiuto. Questa banda, alla quale appartenevano ragazzi di tutte le età, anche maggiorenni o quasi, impaurivano pure lui.

Bisogna pensare che all’inizio degli anni Novanta il bullismo non faceva ancora notizia.

La situazione precipitò quando tornò a casa mio padre. Già mia sorella, come un’amazzone, tratto che la caratterizza ancora, era andata a farmi giustizia, ma era pur sempre una ragazzina, poco più grande di quei teppistelli.

Quindi arrivò il turno di mio padre. Immaginatevi: la furia di Zeus. Davanti alla rabbia e alle minacce di mio papà le violenze nei miei confronti cessarono definitivamente. Tutti pensavano che la storia sarebbe terminata così. Formalmente, mio padre arrivò dove nemmeno l’istituzione scolastica ed ecclesiale era riuscita ad intervenire. L’unico che continuò a vivere nel terrore ero io. Il problema del bullismo per me si risolse solo quando all’età di 18 anni cambiammo quartiere.

Un ruolo determinante nel fenomeno del bullismo è quello degli “spettatori”: cioè coloro che non prendono posizione. Questa massa neutra in realtà si divertiva molto nel vedermi vittima di angherie e quando poteva, si univa ai più coraggiosi per, almeno, spaventarmi.

Da quando mio padre intervenne ponendo fine alle aggressioni e alle umiliazioni pubbliche, mi ritrovai completamente isolato dai ragazzi di tutto il quartiere. Il bullismo si trasformò: da sfacciato divenne subdolo. I loro sguardi carichi di odio mi avvertivano di stare alla larga. Ricordo le mezze risatine, i commenti sottovoce; non riuscivo a sentire quello che dicevano, a volte percepivo qualche parola, “gay”, “culattone”, “finocchio”, mi pareva. Sono sicuro che lo dicessero, ma in realtà non ne avrò mai le prove.

Avevo paura di camminare solo per strada ed ancora oggi mi infastidisce passare vicino ad un gruppetto di ragazzi, se poi li sento ridere, nel fragore di quella risata mi sembra di sentire affiorare imperterrita, quella parola orribile, che come la lingua di un serpente, si insinua nell’orecchio e mi mortifica: “frocio”.

Della gita in terza media ho raccontato. La loro brillante strategia consisteva nel tormentarmi senza darmi la possibilità di denunciarli con delle prove evidenti. Mi camminavano dietro e si raccontavano film pornografici dove veniva coinvolto un ragazzo gay: soffermarsi sulla descrizione dell’omosessuale era il loro modo di umiliarmi. Potevo anche dirgli che la smettessero, ma se, come io protestavo, non ero gay (ed effettivamente ancora non ne ero consapevole) perché la cosa avrebbe dovuto darmi fastidio? Non parlavano di me e nemmeno con me. Ancora una volta mi impedivano di reagire.

Gli anni successivi, alcuni di questi ragazzi, firmarono con me apparenti armistizi. Non riuscii mai a tessere vere relazioni con nessuno di loro.

Una sera passeggiando per le strade del centro mi capitò di incontrare uno dei ragazzi più feroci. Ero all’università e non abitavo più nel mio quartiere da molto tempo. D’indole pacifica ed ostinatamente ingenuo, invece di far finta di niente, dato che stavamo camminando l’uno verso l’altro, lo chiamai per nome e lo salutai. Il ragazzo si irrigidì d’un tratto e cominciò a gridare: “Cosa cazzo saluti!” e di seguito lanciò una serie di bestemmie tremende, lasciandomi desolato a guardarlo mentre si allontanava.

Erano passati quasi dieci anni da quando mi aveva picchiato, eppure l’odio che gli provocò il mio saluto non si era assopito. Come brace su cui viene versata della benzina, il mio gesto aveva fatto divampare di nuovo un incendio.

Racconto questo perché sono sicuro che sarà l’effetto della legge contro l’omofobia, nella migliore delle ipotesi, cioè in quella che nel nostro paese una legge funzioni veramente. Mezze parole, risatine, isolamento, odio assopito che aspetterà l’occasione giusta per deflagrare nuovamente.

Se veramente esiste il problema dell’omofobia, come credo, si deve trovare una soluzione diversa. Nel mio caso ad esempio la banda dei bulletti più aggressivi proveniva da famiglie che vivevano forti disagi economici e sociali, come droga e alcolismo.

I bulli sono stronzi in modo trasversale, non preferiscono gli omosessuali.

Sono convinto che sia necessario ripartire dalla dignità della persona. Nelle scuole: educare alla dignità. In politica: assistere le famiglie, incrementare l’occupazione, migliorare le condizioni di vita, diffondere la cultura. Non basta parlare! La dignità va creata, coltivata e diffusa. Sì anche difesa: ma si difende solo ciò di cui ci si sente responsabili e, come dice Saint-Exupéry, si è responsabili di quello di cui ci prendiamo cura. Questo credo sia più importante di una legge che può solo arginare il problema temporaneamente, ma rischiare di farlo diventare un Vajont.

Ci dobbiamo prendere cura anche dei bulli, e non solo delle loro vittime.

tratto dal blog di Eliseo del Deserto

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23 commenti

  1. cornacchia

    Ma non dicevate che le discriminazioni contro gli omosessuali non esistevano?

    1. omac

      Se per discriminazione intende :accoglimento,comprensione,empatia,rispetto dei loro diritti umani, sociali, estesi in tutte le forme, no, si figuri,magari gli augurano di finire all’inferno,ma non li discriminano.

      1. H.Hesse

        Che razza di ragionamenti!
        Ricordare la prospettiva dell’inferno ai peccatori è l’esatto contrario che augurar loro di andarci.
        Se lungo la strada tu trovi un cartello che segnala una curva pericolosa, tu lo consideri un augurio di finire fuori strada?

        1. omac

          che siano peccatori è una visione di parte, poi un cartello in quanto tale non offende nessuno sta zitto immobile,ma se il cartello mi segue per strada,ammorbandomi con sue personali convinzioni,(indicandomi il mio destino “presunto”) dettate da una visione teologo-centrica,slegata dal reale,credo che non sia tanto un cartello amichevole,sopratutto in considerazione dei vari post strabordanti di amore e compassione,affatto offensivi della dignità umana

          1. H.Hesse

            Senti cicciobello, a me la gente che cambia le carte in tavola mi sta sulle balle: l’hai scritto o non l’hai scritto che i cristiani “augurano di finire all’inferno”, si o no?!
            Io ti ho risposto a tono che avvertire uno il quale, se continua così, finisce male non equivale certo ad augurargli il male, ma esattamente il contrario!
            Ora ti lamenti di un’altra cosa!
            Tu vuoi che i cristiani se ne stiano zitti senza parlare di peccato!
            Insomma tu vuoi che il cartello si giri dall’altra parte quando passi tu.
            E invece cartello sta fermo immobile, senza rompere le balle a nessuno, ma quello che ha da dire lo dice chiaramente, almeno a chi ha la patente!
            Se uno non crede che dopo il cartello ci sia una curva pericolosa, si comporti di conseguenza e vada a finire nel burrone, se gli aggrada, ma poi non se la prenda col cartello che fa solo il suo dovere!
            Basta mettere la testa sotto terra come gli struzzi.
            P.S.: puoi togliere tutti i cartelli del mondo, ma all’inferno ci finisci lo stesso.

          2. omac

            mi perdoni sig,hesse ho volutamente risposto alla seconda parte delle sue affermazioni
            tralasciando la prima per evitare un inutile loop di botta e risposta,inutilmente ,ma allora:
            “l’hai scritto o non l’hai scritto che i cristiani “augurano di finire all’inferno””, si o no?! se ti rileggi il post, evidentemente no,per molti motivi 1) non penso che” i cristiani” vogliano augurare L’inferno agli omosessuali perciò non posso dire”I CRISTIANI”
            posso dire “alcuni cristiani “,non posso generalizzare e non l’ho fatto,2) “magari gli augurano di andare all’inferno” sarebbe un assoluto se avessi detto “gli augurano di andare all’inferno”
            non volevo dirlo e non l’ho detto 3)dettaglio non trascurabile NON RITENGO CHE TUTTI I RELIGIOSI SIANO OMOFOBI non lo penso e non lo dico 4)
            il motivo per cui non volevo rispondere alla sua “Ricordare la prospettiva dell’inferno ai peccatori è l’esatto contrario che augurar loro di andarci” per non iniziare una discussione basata su opinioni personali,magari valide,ma davvero insostenibili per un credente. spero di essermi spiegato nel modo migliore

          3. omac

            Scusi di nuovo da come ho scritto sembra che volessi evitare di rispondere di nuovamente, ma mi premeva affermare con la massima sincerità che non ritengo i cattolici una massa di omofobi ignoranti,comunque mi è venuta in mente una risposta neutra alla sua domanda si molta differenza come tra uno schiaffo e una carezza,ma il fine è lo stesso.

          4. omac

            Scuse parte 2, sono fuso per il lavoro, ignori quello che ho detto “delirio puro” mantenga pure “come tra uno schiaffo ed una carezza”, erano solo pensieri stupidi in libertà.

    2. H.Hesse

      Il bullismo, ovvero il vero problema di cui si tratta in questo pezzo, si sceglie come bersaglio tutti i “diversi”: gli handicappati, gli obesi, i miopi ecc.
      Se si fa una legge per proteggere gli omosessuali e non si fa per proteggere tutte queste altre categorie si vien meno al principio che i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge.
      Ma il vero motivo per cui si vuol fare la legge anti-omofobia è perché la si vuole usare come strumento per creare il clima di terrore ideologico necessario a trasformare ulteriori pretese in diritti.

      1. omac

        Si rilegga il post delle ore 18:43 espongo chiaramente le mie opinioni sulle tutele e sui diritti

      2. cornacchia

        Iniziamo ad affermare perentoriamente che la diversità è parimenti libera della normalità, sia che si tratti di una condizione, che di una scelta. E, parimenti, affermiamo con altrettanta perentorietà che la diversità deve essere integrata e vissuta liberamente nella società al pari della normalità.

  2. omac

    Le leggi, intese come forme di tutela esistono per diverse ragioni,ovviamente il cervello di certa marmaglia infame ed indegna non puoi cambiarlo nemmeno con la psicochirurgia figurati con una legge, (già più di duemila anni fa, uno piuttosto potente disse che non bisognava uccidere e rubare eppure)ma se si abbassano o non si intensificano le tutele (per tutti) chi si riterrà vittima di un sopruso/violenza non vedendosi protetto nei suoi diritti potrebbe pensare che l’unico modo di avere giustizia sia farsela da solo,paradossalmente molti di noi rinunciano nel vendicarsi “sperando” nelle istituzioni proprio in virtù di tutele sociali.

  3. 1984

    Sarebbe bello risolvere i problemi partendo “dall’educazione alla dignità”.
    Questa è una premessa necessaria, ma non sufficiente.

    E’ un approcio molto 68ino, pensare sia sempre colpa della società e che si possa risolvere SOLO con l’educazione, l’informazione etc. etc.

    Quelli erano bulli, venivano da famiglie “disagiate: molte volte invece sono ragazzi di famiglie “bene”, educati “bene”: ma se uno è una carogna è una carogna, per quanto istruito, educato, consigliato, messo a confronto con modelli positivi possa essere stato.

    E’ per gente come questa che dovrebbe servire la legge contro l’omofobia. Per la punizione ci sono già gli strumenti, vero, ma le aggravanti proposte non fanno male.

    Perchè l’omofobia non è un concetto astratto, una disquisizione filosofica o un esercizio di teoria della giurisprudenza. E’ qualcosa che esiste nel reale.

    E’ a questo che dovrebbe servire, altro che stupidaggini del tipo “non posso più leggere seneca”, “citare San Paolo” oppormi a matrimoni gay: queste sono cose che con l’omofobia non c’entrano nulla.

    1. Biper

      Come si vede che non sei Cattolico.

    2. Italo Sgrò

      E allora perché in Inghilterra già 4 predicatori da luglio a oggi sono finiti in galera per aver citato san Paolo?

      1. remoq

        veramente T. Miano e gli altri non sono per niente finiti in galera, sono si stati arrestati, ma nei paesi anglosassoni l’arresto viene effettuato per qualsiasi tipo di reato, anche quelli che prevedono una sanzione amministrativa, la classica multa. Quindi si viene arrestati anche perchè si butta un pezzo di carta in terra. Per specificazione Miano è stato invitato a pagare una sanzione di 90 sterline, ha rifiutato quindi è stato interrogato così come la normativa prevede. alla fine è stato rilasciato senza nessun altro tipo di addebito. L’arresto è avvenuto su segnalazione di una donna che lo ha accusato di usare frasi omofobe

        1. Gmtubini

          Dunque 90 sterline (106 euri e spiccioli al cambio odierno) per aver detto su una pubblica via che i sodomiti se non si pentono vanno all’inferno.
          Il giorno dopo che un caso simile si verificherà in Italia grazie alla legge anti-omofobia ci sarebbe da inviare un esposto alla magistratura per ogni bestemmia scritta o orale di cui si viene a conoscenza.
          Dopo tre giorni verrebbe abolita la legge Mancino e tutti i suoi deleteri corollari.

          1. Remo

            La bestemmia è già sanzionabile nel nostro ordinamento con una ammenda fino a seicentomila lire (309.87€)

          2. Gmtubini

            E allora prepara il portafogli!

          3. 1984

            per natura diffido il citare casi di cronaca di cui non sono assolutamente chiari i contorni.

            esempio:

            i tifosi della Roma stanno entrando allo stadio, un tifoso laziale, pitturato di biancoceleste fino alla punta dei piedi si avvicina al corteo. Stai sicuri che i celerini lo allontanano, se insiste lo fermano, se continua a piantare grane fanno il fermo. Se il giorno dopo leggi sull’ Eco del Laziale” “violata la libertà di passeggio su suolo pubblico” e “violata la pubblica manifestazione di fede laziale” qualche dubbio ti viene.

            Allora, in base a quali norme sono stati fermati? Cosa dicono le norme in questione? Sono la copia esatta del testo che si esaminerà al senato? Ha citato San Paolo, ma il resto del discorso quale era? Era in evidente stato di agitazione/esaltazione? Ha opposto resistenza di qualche tipo agli agenti (tipo, gridare “servi delle lobby gay non avvicinatevi?)

            Inoltre: il citare testi sacri mi rende AUTOMATICAMENTE immune da controlli? Se sento un mussulmano citare il Corano su infedeli da eliminare ed è chiaramente agitato chiamo il 112 di filato, altro che libertà religiosa.

            In francia hanno sfilato milioni di persone contro i matrimoni gay: ci sono stati arresti di massa? Come si sono risolti? (sono ancora rinchiusi nella bastiglia, rilasciati, lo hanno fermato solo per il controllo documenti. Quanti casi di fermo si sono verificati?
            Uno, quello della maglietta o centinaia? E la notizia è stata esposta nella sua interezza?

            E in ultimo, sig. Gmtubini, lei pensa che essere contrario ai matrimoni gay è omofobo? Pensa che gli scritti di S. Paolo siano omofobi?

          4. Gmtubini

            Io sono per la Fiorentina e del derby capitolino me ne frega il giusto, anzi, a dire il vero i derby in genere mi danno un senso di fastidio, dal momento che è impossibile che entrambe le squadre perdano quella partita.
            Io penso che è contrario al matrimonio gay non sia omofobo, ma semplicemente realista.
            Io penso che “gli scritti di S. Paolo” non siano omofobi, ma semplicemente realisti.
            Già che ci sono ti ricordo che lo pseudonimo che hai scelto è il titolo di un libro di Geoge Orwell che ti consiglio di leggere in quanto assai illuminante specialmente con riferimento a questioni che, come questa, riguardano la libertà di espressione.
            Infine, mi domando per quale diavolo di motivo tu mi tiri in ballo visto che in alcun modo (almeno per quanto mi concerne) quello che ho scritto si riferiva al tuo post.

          5. cornacchia

            Leggi i commenti che compaiono su Internet in merito all’omosessualità ed agli omosessuali da parte di taluni (fortunatamente una netta minoranza) lettori omofobi e capirai che cosa si intende per omofobia.
            Gli stessi commenti si leggono per i cristiani, ma lì la legge Mancino è già applicabile.

        2. mike

          io sapevo diversamente. un predicatore ha patteggiato con una somma di 1000 sterline perché doveva tornare in america. se andava a processo non ricordo bene ma poteva starci, se perdeva (e tanto perdeva) anche qualche giorno di galera. per carità diciamo che poter patteggiare non sarà poco anche se… 1000 sterline…. che non so se sono 1000 euro. poi ci sono i sindaci francesi che alla fine cedono dato che sono previsti 75.000 euro di multa e fino a 5 anni di carcere. ma di sindaci obiettori ce sono sempre più e anzi qualcuno tiene duro. non a caso in francia si sta valutando il concedere l’obiezione di coscienza. giusto per evitare che qualche animo (=parecchi animi) si scaldino. come si vede le pene non sono tipo le noccioline.

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