
Nigeria, ancora sangue su Natale. Quindici cristiani sgozzati nel sonno
Non sono bastati i metal detector piazzati fuori dalle chiese, stavolta quindici cristiani nigeriani sono stati uccisi nelle loro case, sgozzati nel sonno a motivo della loro fede. Il terribile ed ennesimo attentato è avvenuto nel nord est del paese, nel villaggio di Musari, vicino a Maiduguri, quartier generale dei militanti della setta islamica di Boko Haram. E anche questa volta tutti gli indizi portano agli islamisti, che in un anno hanno ucciso più di 277 persone e distrutto 430 chiese.
UCCISI PER LA LORO FEDE. L’attacco è avvenuto venerdì scorso, ma la dinamica terribile è stata chiarita soltanto oggi dalle autorità nigeriane, che, in un primo tempo, avevano parlato di sette vittime complessive in due distinti attacchi avvenuti a Maiha e a Musari per mano di uomini armati sospettati di militare nelle fila di Boko Haram. Una fonte umanitaria, che ha chiesto l’anonimato all’agenzia Afp, ha spiegato che «le vittime sono state scelte perché erano di fede cristiana».
UN ALTRO NATALE DI SANGUE. Anche l’anno scorso gli attentati contro i cristiani hanno conosciuto una escalation proprio nella settimana di Natale, per questo i fedeli si apprestavano a festeggiare nella paura con i metal detector piazzati fuori dalle chiese, come ha raccontato qualche giorno fa a tempi.it il direttore di Aiuto alla Chiesa che soffre Massimo Ilardo. Non è bastato. Non è bastato il giorno di Natale, quando sei persone sono morte in un attentato contro una chiesa. Non è bastato mercoledì scorso, quando altri sette cristiani hanno perso la vita a Maiduguri. E non è bastato venerdì scorso.
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