
Nichi Vendola avrà un figlio? Così diventa un capitalista che sfrutta il proletariato

Nichi Vendola avrà un figlio? È da qualche giorno che i giornali riportano voci di palazzo, confidenze di compagni, sussurri di amici dell’ex presidente della Regione Puglia che assicurano che Vendola e il compagno Eddy Testa siano negli Stati Uniti (altri dicono in Canada) per acquistare un figlio. Secondo queste voci, i due vi rimarrebbero qualche tempo per sbrigare tutte le pratiche e – si aggiunge – per evitare di tornare in Italia col bimbo in braccio, che inevitabilmente sarebbe preso di mira dai paparazzi. I due, insomma, vorrebbero tutelare il bambino – spiegano – in un momento in cui nel paese si discute animatamente di unioni civili, stepchild adoption, ddl Cirinnà.
Che affidabilità possiamo dare a questa notizia? Per ora, mancando le conferme dei diretti interessati, nessuna. Tuttavia, vista l’insistenza con cui se ne parla, si può almeno condividere lo stupore del filosofo marxista Diego Fusaro che, nel suo blog su Il Fatto quotidiano, racconta il proprio sgomento e incredulità rispetto a queste confidenze di amici.
Scrive Fusaro:
La guida di un movimento che, se ricordo bene, si autoproclama comunista cede alla pratica ultraclassista dell’adozione di un bambino mediante la mercificazione integrale della donna resa possibile dall’utero in affitto? Sarebbe un controsenso totale, ed è per questo che è bene sollevare il dubbio: non può essere vero, sarebbe la dissoluzione immediata e irreversibile di Vendola e del suo partito; sarebbe la prova che si tratta di un partito al servizio del capitale e della mercificazione, dello sfruttamento dei corpi e dell’umiliazione permanente delle donne. Sarebbe la prova che Vendola e i suoi seguaci sono passati dalla lotta contro il capitale alla lotta per il capitale. No, non può essere vero. Aspettiamo che qualcuno smentisca. Aspettiamo che ci mostrino che era solo propaganda tesa a oltraggiare un partito che ha fatto della difesa dei deboli e degli offesi del pianeta la propria bandiera.
‘Comprare’ un figlio con l’utero in affitto, sappiamo, è cosa da ricchi: costa migliaia di euro. Specie se lo fai in America. Insomma, non è da proletari, ma da capitalisti. Non è pratica degna del Servo, ma del Signore.
Pensate, poi, alle povere donne proletarie che devono mettere in affitto l’utero per arrivare a fine mese. Pensate ai bambini ridotti ad articoli di commercio, a enti sradicati venuti al mondo per capriccio dell’individuo consumistico portatore di volontà di potenza.
No, Vendola non può legittimare quest’orrore. È sicuramente una montatura, un vile attacco ai danni suoi e del suo partito: che presto smentirà, immagino.
Vendola, del resto, è uomo colto e sicuramente si ricorda di questo passaggio storico: “si lacerano per il proletario tutti i vincoli familiari, e i figli sono trasformati in semplici articoli di commercio e strumenti di lavoro”.
Questa citazione non è tratta da un’Enciclica o da qualche manifesto cattolico in difesa della famiglia tradizionale. È, invece, desunta dal “Manifesto del partito comunista” del 1848 di Carlo Marx e Federico Engels. Due comunisti, di quelli veri: di quelli che lottavano col proletariato contro il capitale; di quelli cioè per cui il comunismo consisteva nell’abbattimento del classismo e dello sfruttamento, del colonialismo e della reificazione. Due comunisti veri, che non avrebbero certo evitato di condannare l’utero in affitto e i bambini in vendita come pratica abominevole dell’individualismo capitalistico e della mercificazione integrale, del classismo e dell’umiliazione della dignità umana.
Insomma, speriamo che Vendola smentisca presto e riveli di essere in lotta contro il capitale e non per il capitale.
Foto Ansa
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