
Libia. Ribelli vendono petrolio rubato allo Stato: il premier viene sfiduciato. La Nato voleva questo dalla “Primavera araba”?
Il primo ministro della Libia Ali Zeidan è stato rimosso dal suo incarico, al suo posto è stato nominato ad interim il ministro della Difesa Abdullah Al Thinni. La decisione è stata presa in seguito alla crisi tra governo e ribelli innescata dal tentativo (riuscito) di una nave nordcoreana di acquistare petrolio libico da un porto occupato dalle milizie.
EST IN MANO AI RIBELLI. I ribelli guidati da Ibrahim Al Jathran hanno occupato nei mesi scorsi i porti di Es Sider, Ras Lanuf e Zueitina, fondato una compagnia petrolifera indipendente (Libya Oil and Gas Corporation) e hanno offerto petrolio alle compagnie straniere con il nome altisonante di “Governo della Cirenaica“.
Lo scorso 8 marzo la nave nordcoreana “Morning Glory” ha attraccato nel porto di Es Sider per comprare il greggio e il ministro della Difesa ha ordinato alle sue unità di fermarla.
BLOCCATA NAVE NORDCOREANA. Il governo ha affermato che la nave, che ha caricato barili di greggio per un valore pari a 36 milioni di dollari, è stata intercettata e bloccata dalle forze governative ieri dopo uno scambio a fuoco con i ribelli. Secondo l’ex premier Zeidan, «la nave fermata a 20 miglia da Es Sider è stata messa in sicurezza e domani verrà condotta in un porto della Libia occidentale».
Ma oggi i ribelli hanno confermato che la nave è sfuggita alle forze di sicurezza governative e ha preso il largo. Ora si troverebbe in acque internazionali.
PRIMAVERA ARABA. Con le dimissioni del premier, cresce ancora il rischio che la Libia piombi nel caos. A causa dell’occupazione dei porti petroliferi da parte dei ribelli, oggi Tripoli vende appena 546 mila barili di petrolio al giorno, contro i 1,5 milioni dell’era Gheddafi. Il governo per ora ha escluso una guerra a viso aperto con le milizie ribelli, che sembrano superiori e meglio armate, ma dal momento che il 90 per cento dell’economia nazionale si basa sull’oro nero il conflitto potrebbe scoppiare.
Il paese potrebbe allora essere costretto a smembrarsi in tre parti, come chiedono i ribelli di Bengasi: la Tripolitania, la Cirenaica e il Fezzan. Con conseguenze drammatiche che la Nato e l’Occidente non aveva previsto quando decisero di appoggiare la “Primavera araba” contro Gheddafi.
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4 commenti
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Si. onu, nato, cameron, sarkozy e napolitano volevano proprio questo.
Sono d’accordo con Francesco.
che sia NATO o ONU poco cambia: un branco di squali.