
Lewis e un armadio chiamato mondo
Nato con una sola falange al pollice, per lui le ordinarie attività pratiche, dai lavoretti in casa al disegno, erano imprese titaniche. Eppure è a questo piccolo handicap che devono dire grazie milioni di lettori: perché fu per trovare un mezzo espressivo che non gli fosse reso impraticabile da quel difetto fisico che Clive Staples Lewis iniziò a scrivere racconti. Gli aneddoti raccontati con leggerezza e precisione da Edoardo Rialti servono a capire e conoscere la figura del grande scrittore che fu fraterno amico di Chesterton e Tolkien.
La lunga serie di articoli scritti per Il Foglio da Rialti è stata raccolta in un libro edito da Cantagalli in collaborazione con il giornale diretto da Giuliano Ferrara. Un’infinita sorpresa. La vita e le opere di C. S. Lewis (Cantagalli-Il Foglio, 159 pagine, 13 euro) è perfetto per chi frequenta abitualmente lo scrittore e le sue opere, ma anche per chi si è fermato al mondo di Narnia amato da bambino. Il tentativo, scrive Rialti nell’introduzione al volume, è quello di comporre una biografia letteraria a puntate tutta imperniata alla messa a fuoco del “segreto” che viene fuori da solo dalla cose. «Nella consapevolezza serena che – e sono parole sue – “gli uomini non si possono studiare, si può solo arrivare a conoscerli”, e conoscere un uomo vuol dire iniziare qualcosa che si può continuare ad approfondire e apprezzare sempre di più, senza fine e senza secondi fini, giacché ogni storia umana è un invito, come l’armadio di Narnia, a sfogliare “l’unico grande libro che narra la storia eterna e che, di pagina in pagina, si fa sempre più avvincente e straordinario” e di cui tutte le fiabe e le opere d’arte più commoventi non sono che una gloriosa rifrazione».
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