La legge è uguale per tutti? Ciò che vale per l’Ilva non conta se c’è di mezzo De Benedetti

Di Redazione
21 Settembre 2013
A Vado Ligure i morti per tumore sono il doppio della media nazionale ma non è scattato alcun provvedimento sulle centrali di cui è socio il padrone di Repubblica

A Vado Ligure, vicino a Savona, «si registrano mille morti in più per cancro rispetto ai parametri scientifici presi a riferimento. (…) I cittadini, gli ambientalisti, gli esperti, la magistratura, perfino la curia puntano il dito sulla centrale a carbone della Tirreno Power, che da quarant’anni brucia fino a 4.000 tonnellate di carbone al giorno». Così si legge in un articolo pubblicato dal Giornale e scritto dall’inviato Stefano Filippi, che sembra raccontare una storia simile all’Ilva, ma con differenze importanti.

C’È ANCHE DE BENEDETTI. Nel 2002 l’impianto inaugurato da Enel nel 1971 passa a Tirreno Power, «una cordata di imprenditori tra i quali primeggia Carlo De Benedetti, che però non ne ha il controllo». Nonostante le riconversioni a gas di due gruppi termici, le unità a carbone bruciano ancora e ci vuole Greenpeace «per attirare l’attenzione sulle due enormi ciminiere bianche e rosse che scaricano nell’aria enormi quantità di polveri sottili: è il luglio 2009».

QUI NIENTE CONFISCHE. La procura di Savona «apre un fascicolo per omicidio colposo, lesioni colpose e disastro ambientale» e viene realizzata una consulenza da tre esperti depositata a fine giugno. Ma se a Taranto, per l’Ilva, sono scattati dalla magistratura provvedimenti clamorosi, in Liguria «niente sequestri, niente arresti, niente confische»: «Mancano ancora conferme sui legami tra emissioni della centrale termica ed effetti sulla salute pubblica».

ILVA SÌ, TIRRENO POWER NO. La differenza di trattamento tra Ilva e Tirreno Power è forse dovuta a «un intreccio tra politica e imprenditoria». A Vado Ligure, infatti, la sinistra governa da sempre ma soprattutto nella centrale è fortemente implicato Carlo De Benedetti. L’editore di Espresso e Repubblica, tessera numero uno del Pd, «controlla il 39 per cento della centrale attraverso Sorgenia (gruppo Cir). Tirreno Power appartiene a due società al 50 per cento: da un lato i francesi del gruppo Gdf Suez, dall’altro Energia Italiana Spa. Le cui quote sono così ripartite: 78 per cento a Sorgenia, 11 per cento ciascuna alle multiutility quotate Hera e Iren, ex aziende municipalizzate di città storicamente in mano alla sinistra come Torino, Genova, Bologna e l’intera dorsale emiliano-romagnola». Anche Legambiente è «socia di De Benedetti: ha il 10 per cento della società Sorgenia MenoWatt che si occupa di soluzioni per l’efficienza energetica». Sta qui il motivo della disparità di trattamento tra Tirreno Power e Ilva?

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5 commenti

  1. Roberto

    Che cosa orribile la politica, solo discorsi di colore, come ai nostri parlamentari, degli italiani non importa niente, lottiamo per chiudere un altro posto di lavoro solo perchè di altro colore politico…combinazione c’è una ditta che vive accanto alla centrale e che usa prodotti forse molto più cancerogeni ma non ne parla nessuno, e di quello che brucia di notte dalla sua ciminiera? Solo di notte, Perché? C’è la proposta di un nuovo gruppo a carbone che inquina molto molto meno di quello che fà la centrale adesso, ma tutti contro!!! si pavoneggiano i 1.000 morti nei titoli ma non si dice che attualmente, forse dopo le ristrutturazioni della centrale e la chiusura di altre ditte poco pulite la situazione è rientrata nella normalità! I titoli fanno scalpore… Certo, è di un altro colore chi autorizza e poi Tirreno Power non “unge” chi deve? Tutti sventagliano la bandiera della salute ma in realtà è solo per “comprare” simpatie politiche e vendere giornali in più.

  2. Piccola

    Certo che devono avere il pelo dello stomaco alto un metro per digerire tutte quelle morti che hanno sula coscienza!!!

    1. omac

      Se cancella l’ultima parola che ha detto il quadro le sarà più chiaro

  3. omac

    Se provato,(possibile) incriminato,(sperabile)e condannato,(auspicabile) sarebbe bellissimo mettere la tessera N1 del pd in cella con la tessera N1816, del non so come si chiama ora,nella stessa cella, che belle chiaccherate si farebbero.

    1. omac

      Scusate ho espresso lo stesso desiderio 2 volte,spero che non sia come per le stelle cadenti

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