21 Gennaio 2010
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Giovanni Cantoni
«L’arte divorzia dalla fede quando la fede si separa dalla vita». Il fondatore di Alleanza Cattolica e l’avventura di dirsi cristiani
di
Valerio Pece
Imparare a leggere gli eventi della storia, in una sorta di “preveggenza calcolata” intuire quali saranno i problemi che interesseranno la Chiesa e il mondo, quindi studiarne a fondo cause e rimedi e – infine – formare. Formare formatori. È il motto stesso di Alleanza Cattolica a spiegare come sia possibile che un’associazione di laici cattolici che conta circa 400 aderenti possa aver “sfornato” nel corso degli anni una folta schiera di docenti universitari, sociologi, politici, giornalisti. Noti sono nomi come quelli del sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano o del giornalista Massimo Introvigne. Non è un caso che molte personalità cresciute culturalmente in Alleanza Cattolica conducano rubriche di successo in quel popolarissimo (e indispensabile) network radiofonico che è Radio Maria, o scrivano sul mensile di apologetica il Timone. Fondatore e anima di Alleanza Cattolica, nonché ideatore della casa editrice Cristianità e della rivista omonima, è il piacentino Giovanni Cantoni, classe 1938. «Mi sono convertito – ha detto il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi – dopo aver conosciuto Giovanni Cantoni, una delle dieci persone che hanno cambiato la mia vita». «Ringrazio l’amico Gotti Tedeschi dell’attestazione che mi riguarda – si schernisce Cantoni parlando con Tempi –, ma al sasso, che è stato utile per lastricare la strada, basta e avanza l’esser servito per mettere sulla via verso la meta». Quella di Cantoni è infatti una vita spesa con speciale ardore apostolico a servizio della verità, ma anche come prezioso divulgatore del pensiero cattolico iberoamericano: Plinio Corrêa de Oliveira e Nicolás Gómez Dávila su tutti.
Ciò che Fernanda Pivano ha costituito per certa letteratura nordamericana, lei ha fatto per molti autori iberoamericani. Come si è innamorato di loro?Rispondo con un verso di Thomas Moore, poeta irlandese vissuto a cavallo dei secoli XVIII e XIX: «Puoi rompere, puoi distruggere il vaso, se vuoi,/ ma il profumo delle rose continuerà a restare nell’aria». Ho sentito in quei “vasi”, in quegli autori, il profumo della cultura e della civiltà cristiane “rotte” da cinque secoli di Rivoluzione, e ho pensato di aiutarli a compiere il “quinto viaggio di Colombo”, riportandoli a modello dove i loro antenati erano partiti cinque secoli fa.
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Inserito da Rita F. il 24 Gennaio 2010 - 10:18pm
Ogni tanto nei miei disordinatissimi approfondimenti sono inciampata in questo Giovanni Cantoni ma non avevo ancora avuto modo di leggerlo. Solo citazioni, rimandi..
Cacchio ma è un grande!!! E' una grande scoperta per me.. e poi denso, tutto sugo..
Grazie molte!