Grillo a Parma per festeggiare il sequestro dell’inceneritore. Che però non c’è stato

Di Chiara Sirianni
19 Settembre 2012
Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha promesso in campagna elettorale di fermare i lavori di costruzione dell'inceneritore. Ma non c'è ancora riuscito, nonostante gli annunci, e ora Grillo di cosa parlerà?

Il cantiere dell’inceneritore di Parma non sarà fermato. Il gip Maria Cristina Sarli ha respinto la richiesta di sequestro presentata a fine luglio dalla Procura, nell’ambito di un’inchiesta per abuso d’ufficio e abuso edilizio che vede indagate una decina di persone tra dirigenti e amministratori pubblici.Una bella gatta da pelare per Federico Pizzarotti, sindaco a cinque stelle che il 22 settembre attendeva Beppe grillo a Parma, proprio per fare il punto su quella che sembrava una vittoria annunciata.

PROMESSE ELETTORALI. L’inceneritore è stato di fatto il simbolo della campagna elettorale per le amministrative: il candidato del centrosinistra, Vincenzo Bernazzoli, ha sempre sostenuto la necessità dell’impianto, («se blocchiamo l’impianto chi paga i 180 milioni?») mentre Pizzarotti ne ha sempre chiesto la chiusura, con una ricetta alternativa, che prevede il trattamento meccanico biologico dei rifiuti. Il tutto  grazie a un’azienda olandese «che si offre di portare i rifiuti in Olanda e riconvertire l’inceneritore, che produce tonnellate e tonnellate di cenere, alcune delle quali tossiche». Nessuno si aspettava il “no” del giudice, e ora il comizio di Grillo deve adattarsi allo scenario mutato.

GRILLO A PARMA. Non si tratterà quindi di un comizio, ma di un incontro di approfondimento sulla gestione dei rifiuti, del “modello Iren” e sul rapporto tra Multiutiliy e Comuni. Il Movimento 5 Stelle vuole l’eliminazione degli inceneritori in quanto «dannosi per la salute e assolutamente non convenienti dal punto di vista economico». Pizzarotti rischia però di essere ricordato come “il sindaco dell’inceneritore”, pur essendosi sempre opposto alla sua costruzione. Probabile che si pensi comunque a un sistema di smaltimento alternativo. «Il sequestro ci avrebbe agevolati, ma andiamo avanti» ha dichiarato il capogruppo Marco Bosi.

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