Dove l’aborto è illegale muoiono meno donne. Lo dimostra il Cile, che supera gli Usa per qualità della salute materna

Di Benedetta Frigerio
28 Dicembre 2014
In Cile le morti materne causate dall'aborto sono scese dal 10,8 allo 0,39 su 100 mila nati vivi. Negli Stati Uniti ci sono 17,8 decessi ogni 100 mila nati vivi

cile-abortoNei Paesi dove l’aborto è illegale muoiono meno madri di quelli in cui l’interruzione di gravidanza è stata legalizzata per la “sicurezza delle donne”. Lo confermano i dati del Cile, dove l’aborto è stato proibito nel 1989 in seguito dopo un periodo di legalizzazione. Il Paese sudamericano, infatti, per quanto riguarda la qualità della salute materna supera gli Stati Uniti dove il numero di decessi legati alla gravidanza è in costante aumento: da 7,2 morti materne ogni 100 mila nati vivi nel 1987, si è passati a 17,8 decessi ogni 100 mila nati vivi nel 2009 e nel 2011. In Cile invece i decessi sono attualmente 0,39 ogni 100 mila.

SEMPRE MENO MORTI. Secondo una nuova ricerca del MELISA Institute, condotta da Elard Koch, dopo che l’aborto è stato vietato in Cile la mortalità materna è diminuita, insieme al numero delle donne che si sottopongono ad aborti illegali. Lo studio, che analizza i dati degli ultimi 50 anni, mostra come la mortalità materna sia diventata un fenomeno eccezionale in termini epidemiologici (0,4 morti materne causate dall’aborto ogni 100 mila nati vivi). Tra il 1979 e il 1989 il tasso di mortalità materna si è abbassato da 23,4 a 10,8 morti materne su 100 mila nati. Dopo il cambiamento della legge nel 1989, le morti sono diminuite ancora, passando da 10,8 a 0,39 morti materne ogni 100 mila nati vivi (una riduzione del 96,3 per cento in soli 20 anni).

PROGRAMMI DI SOSTEGNO. Cosa dire dell’aborto clandestino? Secondo i dati del ministero della Salute cileno, riportati in una precedente ricerca del medesimo autore, il Paese registra una continua riduzione dei ricoveri per complicazioni dovute ad aborto clandestino, con un tasso del 2 per cento all’anno costante dal 2001. Emerge infine che le donne che desiderano abortire presentano un profilo di vulnerabilità dovuto a coercizione o paura (quasi il 70 per cento delle ragioni date da chi vuole interrompere una gravidanza). Ma i numeri suggeriscono anche che i programmi di sostegno rivolti alle donne vulnerabili possono prevenire gli aborti clandestini: tra il 69 e il 94 per cento delle donne aiutate hanno portato a termine la gravidanza, dando il bambino in adozione o meno.

@frigeriobenedet

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73 commenti

  1. Filomena...

    Toni sarebbe abbastanza facile fare una rapida ricerca in rete tra le donne di rilievo per aver compiuto cose importanti in campi diversi ed essersi dichiarate a favore dell’aborto. Non ho intenzione di farlo anche se un paio di nomi li ho già in testa ma so che tu non li condivideresti. Non è questa una gara a chi spara più nomi. Il mio era solo un esempio per dire che normalmente le persone sono sempre buone e cattive assieme perché questo fa parte della complessità della personalità di ogni individuo. La cosa che mi stupisce di te è come sia possibile che questa banale evidenza, tu non l’abbia mai incontrata. Alla nostra età avremmo dovuto aver ben capito che qualche volta 1 più 1 non fa sempre 2 e che accettarlo è segno di maturità.

    1. Toni

      Spiego sempre male quello che voglio dire.
      Eppure ci provo a soppesare le parole che scrivo.
      Poi quando questo mio difetto si incontra con il tuo “abbastanza facile” (difetto di semplificare), il disastro è assicurato.

      Tu parlavi di grandi che fanno cose riprovevoli e nessuno mette in discussioni la loro grandezza: a chi ti riferisci? Perché da questa sei partita. Altrimenti m fai brancolare nel buio.

      Certo non nera mia intenzione negare (per esempio) che un grande grande oncologo ex ministro non è bravo nel mestiere che fa. Ma quando afferma che l’amore gay è più puro di quello etero in quanto liberato dalla difetto procreativo, o quando parla di rifiuti e termovalorizzatori che non inquinano, e poi di essere a favore dell’aborto ….. ritengo che le sue opinioni valgono quanto quelle mie e dell’ortolano vicino di casa.

      Se poi mi dici che la Montalcini dice che era del “parere che lo zigote (l’ovocita fecondato) allo stadio di morula o di blastula (i primi stadi di moltiplicazione delle cellule dopo la fecondazione) non sia una persona.” Ritengo che dice “solo” che è del PARERE . Esprime una opinione non esente da dubbi, ma non una convinzione. Mi dirai che il suo PARERE ha preso il premio Nobel …. ma temo che questo premio, nell’assegnazione, negli ultimi anni segue determinati orientamenti ideologici. Se la Montalcini avesse scoperto le stesse cose per cui è stata premiata ma si fosse dichiarata contro l’aborto e sperimentazioni staminali embrionali …. se lo sognava il premio e probabilmente neanche le sue ricerche sarebbero state finanziate. La vicenda di Jerome Lejeune dice qualcosa in merito.
      Simone de Beauvoir era a favore dell’aborto, ma pure della pedofilia.
      Ma forse hai ragione… lasciamo stare i nomi.
      Io comunque nello scrivere che “Nessuna grande personalità riuscirebbe a costruire la propria grandezza su questa miseria (leggi aborto) …. “ intendevo dire altro e ad pensarci non mi sembra neanche tanto oscuro nel significato.

      PS : Per me 1+1 fa sempre 2. Non è un bell’esempio il tuo. Nel 1984 Orwell fa dire ad un personaggio O’Brien grossomodo la stessa cosa (2+2=5) . Il personaggio si occupava di torture con l’aiuto della psicopolizia . Dice pure questa frase, a te familiare :”Tu ti sei messo in mente che esista qualcosa come una natura umana che verrebbe talmente oltraggiata da ciò che noi stiamo facendo …….. “

  2. Filomena......

    Carissima Giovanna, non solo io, ti ho riportato l’esperienza comune a molte donne sull’aborto, tu invece che vivi nel mondo delle fatine non te ne sei resa conto eo più probabilmente nessuna te lo ha raccontato esplicitamente. Continua pure a credere ciò che ti fa comodo compreso il fatto che chi invece ha gli occhi aperti e prende atto della realtà deve essere per forza una persona disturbata. A mio parere la persona disturbata incapace di confrontarsi sei tu, comunque non è un problema mio, ognuno nella vita fa quello che vuole. Personalmente l’unica cosa che disturba del tuo atteggiamento è il tuo comportarti da Madonnina infilzata che si permette di giudicare gli altri senza fare mai un minimo di autocritica. So che tu non lo puoi ammettere ma ci sono donne splendide che hanno fatto tanto per le persone a loro vicine e che ammettono candidamente di aver avuto un aborto e altre con più figli che trattano male ma “sono sempre state aperte alla vita”. Io non so quanti anni hai ma deduco che tu sia abbastanza matura per capire che nella vita la realtà quasi sempre più che buona o cattiva è complessa e spesso contraddittoria. Se non capisci questo non crescerà mai. Le persone vanno prese per come sono, e come spero avrai notato le grandi personalità hanno spesso anche compiuto gesti che magari tu o Toni considerate riprovevoli ma questo nulla toglie alla loro grandezza. Sull’aborto con te non entro più nel merito del tuo considerarlo un omicidio perché è evidente che partiamo da presupposti diversi e finché non c’è una legittimazione reciproca delle diverse posizioni, la discussione non porta a nulla se non ad attaccarci vicendevolmente. Io da parte mia pur non condividendo le tue affermazioni, le rispetto, ma tu non fai altrettanto quindi la discussione è sterile. Amicone direbbe “non si può discutere con chi mette sul tavolo la pistola” e tu appena senti la parola aborto perdi l’uso del cervello probabilmente perché parlarne serenamente di farebbe uscire dal mondo delle fatine.

    1. Toni

      A me piace andare a fondo delle discussioni, mi puoi dire quali grandi personalità hanno compiuto gesti riprorevoli ma hanno conservato ” grandezza”. Io non riesco ad andare oltre a ai soliti noti ( napoleone, hitler stalin, mao …alludi a questi?). Diversamente credo che con la solita facilità assommi ( non considerando contesti motivazioni fini, responsabilità di chi decide) le cose in maniera indistinta. Intendo che ci sono personalità che fanno cose riprorevoli, ma che agiscono in condizioni eccezionali e poi bisogna vedere se dopo che le hanno compiuto ne sono andati fieri (Oppenheimer, per esempio, si pentì del contributo dato per realizzare la bomba atomica) o si sono spinti al punto di chiamare giusto le cose sbagliate .
      L’apologia che fai tu dell’aborto (male necessario come rimedio al condom rotto) è nella scale delle abiezioni al primo posto. Non ha rapporti con altri pensieri opere ed omissioni abietti. Nessuna grande personalità riuscirebbe a costruire la propria grandezza su questa miseria se si eccettuano gli gnomi politici di oggi che giganteggiano dai loro trampoli e che trovano in elettorato fatto di persone come te il loro humus.

      Che le “persone non si prendono così come sono”, solo una irresponsabile lo può pensare, chi non ha cura nessuno. Ognuno cambia in base alle attenzioni che riusciamo avere l’uno dall’altro e questa l’unica cosa che ci consente di migliorare. Tu questo non lo consideri perché non hai a cuore nessuno (o la hai per finta) e, non ultimo, perché la tua nascita è avvenuta in un presepe di mortiferi abortisti. Prendi il mondo con il grigiore che ti è stato donato e non puoi vederci oltre. Questo mi dispiace.

      Conseguenza: non conosci nessuna donna meravigliosa e vitale che può essere abortista di vocazione. La tua esperienza di meraviglioso è equiparabile all’esperienza di meraviglioso che ha un mafioso alla vista di Riina (il suo eroe).

    2. giovanna

      Hai ragione, appena sento parlare dell’uccisione di un figlio nel ventre materno, non riesco a non provare disgusto, ma non nei confronti delle povere donne che magari non sono state sostenute da alcuno e magari sono state circondare da avvoltoi par tuo, e che ne soffriranno per tutta la vita, ma provo disgusto proprio nei confronti di persone come te, che godono nel vederle affogare, non sognandosi di tendere loro una mano. Mille, milioni di volte più colpevoli di tante povere donne, ingannate e abbandonate a loro stesse.
      Se spendessi un pochino delle tue chiacchiere a far del bene nella vita, invece che a tifare per la morte, non saresti ridotta così, chiusa nel tuo mondo arido e glaciale.
      Ti auguro un anno nuovo in cui un bagliore di calore, di affetto, di amore , di gioia, di colore, ti colga, tuo malgrado ! Io credo nei miracoli !

      ( per Toni : il paragone con Orwell è da brivido ! ci hai azzeccato in pieno ! i punti in comune sono tanti e anche il tipo umano che paventiamo , allineato al potere, ottuso, cattivo, è quello ! )

    3. giovanna

      Ti dirò, poi, che ci sono stati fior di esempi di nazi sti splendidi coi loro figli, che avevano amma zzato o fatto amma zzare migliaia di persone ! Ma che razza di argomento è il tuo ? Se una persona elimina una vita umana, un figlio nel suo grembo, e tanto peggio chi la istiga e non muove un dito, anzi la informa nel dettaglio, fino a consigliarle di girare la testa per non vedere il figlio nel monitor e rendersi conto che è un figlio, un essere umano, dunque se una mamma ucci de il proprio figlio, bisognerebbe farci sopra un balletto perché è una brava persona al lavoro ? Certo che si può redimere, certo che si può perdonare, soprattutto perdonare lei stessa, certo che c’è una speranza per tutti, ma l’atto resta ! Il figlio è stato ucci so ! A volte, anzi spesso, dai l’impressione di essere un pochino pochino fuori di cocuzza !
      ( io di legittimare la posizione di chiunque al mondo propugni l’ucci sione degli innocenti, non ci penso proprio, ma neanche lontanamente , che siano bambini, che siano schiavi, che siano e brei, che siano malati, che siano anziani…proprio no )

  3. lo statistico

    “….dalla propaganda abortista da eoni a questa parte,….”
    forse il vocabolario lo dovresti consultare tu….

    1. Anonimo

      Lo Statistico,

      A onor del vero, eone è una parola italiana.
      Dal vocabolario Treccani: “Unità di misura dei tempi geologici, corrispondente a un miliardo di anni”

      Che poi sia opportuno usarla in questo contesto, non saprei.

    2. Giannino Stoppani

      O esimio “Statistico” (speriamo non di Trilussa), mea culpa!
      Purtroppo mi diletto assai ad esprimermi per iperboli!
      E più le mie bischerate sono a sproposito, più la cosa mi garba!
      D’altra parte, anche tu converrai che non è scritto da nessuna parte che si debba morire tutti di regressione lineare… O no?!

  4. lo statistico

    Troppo facile così, dimostra nel merito dove anonimo ha sbagliato a “maneggiare” i dati statistici

    1. Giannino Stoppani

      Se permetti non ne ho voglia e non me ne importa una beneamata sega di mettermi confutare le arrampicate sugli specchi di gente che pretende “argomentazioni” invece di consultare un vocabolario.
      Quello che conta è che, contrariamente a quanto strombazzato dalla propaganda abortista da eoni a questa parte, almeno secondo la ricerca di cui si dà conto nell’articolo, risulta inequivocabilmente che, in seguito all’introduzione di una legge “proibizionista” le morti delle donne in seguito ad aborto non aumentano, ma continuano a diminuire seguendo, più o meno, il trend precedente.

      1. Anonimo

        Stoppani,

        Sono lieto che, dopo aver continuato a limitarti a lanciare strali sulla presunta ignoranza altrui, entri nel merito e arrivi con uno straccio di argomentazione. Finalmente.

        Sostieni che “almeno secondo la ricerca di cui si dà conto nell’articolo, risulta inequivocabilmente che, in seguito all’introduzione di una legge “proibizionista” le morti delle donne in seguito ad aborto non aumentano, ma continuano a diminuire seguendo, più o meno, il trend precedente.” Sono d’accordo: pare proprio che, perlomeno in Cile, non ci sia stato un aumento di morti di madri per aborto dopo l’introduzione del suo divieto. Né, però, c’è stata una diminuzione legata allo stesso (“the reduction in the MMR is not related to the legal status of abortion.”) Non mi pare di aver mai detto il contrario.

        Questo però non è quanto sostiene l’articolista, la quale dice che “nei Paesi dove l’aborto è illegale muoiono meno madri di quelli in cui l’interruzione di gravidanza è stata legalizzata per la “sicurezza delle donne”. Oppure riesci a indicare dove, nelle ricerche in questione o altrove, ci sono conferme alla tesi della giornalista e ai “dati” statistici che la sostengono?

        1. Giannino Stoppani

          Probabilmente il fatto è tra il titolo, il contenuto dell’articolo e la ricerca di cui si vorrebbe dar conto, c’è un “nesso casuale”!
          Eppure io ricordo un tempo felice in cui si diceva che all’analisi dei dati statistici solo gli sciocchi traggono conclusioni, mentre i savi, solo se costretti, al massimo arrivano a formulare delle ipotesi, senza però mai scordarsi di pregare con tutte le forze l’Altissimo di far sì che tali ipotesi risultino, prima o poi, quantomeno ragionevoli.

          1. Annonimo

            Vedo che concordi con il mio sospetto: il nesso tra articolo e ricerca è proprio casuale.

          2. Anonimo

            Stoppani, allora confermi il mio sospetto: il collegamento tra articolo e ricerca è casuale.

          3. Giannino Stoppani

            Caro Anonimo, a me pare da incoscienti sputar sentenze sul confronto tra il dato rilevato l’anno x e il dato rilevato l’anno x+1, perché se mi metto a considerare il numero di fattori che concorrono a determinarla vado in estasi matematica, figuriamoci se condivido la generalizzazione sparata a palle incatenate nel titolo dell’articolo.
            Ma siccome nell’articolo in ogni caso son forniti gli strumenti per farsi un’idea di come stiano le cose, io non ho voglia di mettermi a bacchettare le dita di nessuno constatandone l’incompetenza in un campo specifico oggettivamente ostico ai più o, men che meno, di voler vedere la mala fede dove magari c’è solo approssimazione.
            Eppoi, detto tra noi, anche la “somiglianza culturale ed economica” che tu hai buttato lì, se ci ragioni un po’ su, ti dovrebbe far venire le vertigini: pensa se un altro anonimo si incaponisce a “dimostrare” che anche certe tue comparazioni sono fuorvianti e si mettesse a sciorinare dati in proposito…
            Perciò, stante il mio disilluso approccio metodologico testé descritto, mi comprenderete se, invece di “argomentare” (che verbo odioso!), preferisco di gran lunga farmi una risata sugli involontari ma comici refusi di qualche malcapitato.

          4. Anonimo

            Stoppani,

            A proposito della scelta dei paesi da confrontare, ho preso nazioni con la legislazione sull’aborto più permissiva e che fossero vicine, culturalmente e geograficamente. La scelta è stata fatta prima di confrontare i dati.

            L’Uruguay risultava l’unico stato del Sud America con queste caratteristiche. I legami tra Regno Unito e Irlanda mi sembrano abbastanza evidenti. La scelta della Repubblica Ceca per il confronto con la Polonia si basa su similitudini economiche e culturali (anche se la Polonia sembra essere più religiosa).
            In ogni caso vedo più somiglianze tra questi paesi rispetto a quanta ne passa tra Cile e USA. E poi c’è la classifica mondiale che ho citato.
            Per il resto, buona risata.

          5. Giannino Stoppani

            Grazie!
            E sarei ben felice di dire altrettanto!

  5. Anonimo

    La tesi di questo articolo è che, “nei Paesi dove l’aborto è illegale muoiono meno madri di quelli in cui l’interruzione di gravidanza è stata legalizzata per la “sicurezza delle donne””

    A una mia prima obiezione, per cui confrontare solo due paesi non abbia molto senso per trovare un nesso causale, Giovanna ha citato gli esempi di Irlanda e Polonia.

    Bene, sono andato a cercare i dati di questi tre paesi, confrontandoli con i dati di tre paesi dove l’aborto è permesso.

    Prima di tutto, una sorpresa: il tasso di mortalità materno (MMR) in Cile non è di 0,4 (su 100000 nati vivi) come messo nell’articolo (dove viene definito “un fenomeno eccezionale in termini epidemiologici”) ma di 22 su 100000 secondo l’OMS (dati 2013 – Fonte: http:// www. who.int/gho/maternal_health/countries/en/)
    Dati simili vengono forniti nel Factbook della Cia e nel sito della Banca Mondiale. L’articolista ha (volutamente?) preso i dati delle donne morte per aborto (che si trovano nella ricerca che ha linkato”la muerte por aborto provocado ha llegado a ser un fenómeno excepcional en términos epidemiológicos”) del Cile, confrontandoli con tutte le morti per parto (legate o no alla pratica dell’aborto) degli Stati Uniti. Il dato del Cile è di 0,4 madri morte per aborto ogni 100.000 nati vivi; quello degli USA è di 10 donne morte a causa di un aborto legale nel 2010 (e nessuna per aborto illegale) (dati: CDC: http: //www. cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/ss6311a1.htm?s_cid=ss6311a1_w#Tab25). Visto che nel 2010 ci sono state 3.952.841 nascite, possiamo calcolare un tasso di 0,25 morti per aborto ogni 100000 nati vivi, quindi, salvo errori da parte mia, quasi la metà del Cile).

    1. giovanna

      Caro Anonimo, il dato finale è che nei pesi dove l’aborto non è legale, la salute materna, in generale, è migliore. E non peggiore come pretendono i fautori dell’aborto.
      Se poi ti vuoi arrampicare sugli specchi, mi spiace, non ho né tempo né voglia di seguirti nei tuoi arzigogoli.

      1. Anonimo

        “il dato finale è che nei pesi dove l’aborto non è legale, la salute materna, in generale, è migliore.”

        I dati che ho riportato dimostrano che questa correlazione non esiste, smentendo quanto sostenuto nell’articolo.

        “Se poi ti vuoi arrampicare sugli specchi, mi spiace, non ho né tempo né voglia di seguirti nei tuoi arzigogoli.”

        Peccato. Speravo avessi qualche argomento più solido, invece del niente. Addio.

        1. Giannino Stoppani

          Se maneggi i dati statistici come sfogli il vocabolario puoi stare tranquillo, o geniale anonimo: non ci può esser nulla di più solido dei tuoi “nessi casuali”!

  6. Anonimo

    La tesi di questo articolo è che, “nei Paesi dove l’aborto è illegale muoiono meno madri di quelli in cui l’interruzione di gravidanza è stata legalizzata per la “sicurezza delle donne””

    A una mia prima obiezione, per cui confrontare solo due paesi non abbia molto senso per trovare un nesso causale, Giovanna ha citato gli esempi di Irlanda e Polonia.

    Bene, sono andato a cercare i dati di questi tre paesi, confrontandoli con i dati di tre paesi dove l’aborto è permesso.

    Prima di tutto, una sorpresa: il tasso di mortalità materno (MMR) in Cile non è di 0,4 (su 100000 nati vivi) come messo nell’articolo (dove viene definito “un fenomeno eccezionale in termini epidemiologici”) ma di 22 su 100000 secondo l’OMS (dati 2013 – Fonte: http:// www. who.int/gho/maternal_health/countries/en/)
    Dati simili vengono forniti nel Factbook della Cia e nel sito della Banca Mondiale. L’articolista ha (volutamente?) preso i dati delle donne morte per aborto (che si trovano nella ricerca che ha linkato”la muerte por aborto provocado ha llegado a ser un fenómeno excepcional en términos epidemiológicos”) del Cile, confrontandoli con tutte le morti per parto (legate o no alla pratica dell’aborto) degli Stati Uniti. Il dato del Cile è di 0,4 madri morte per aborto ogni 100.000 nati vivi; quello degli USA è di 10 donne morte a causa di un aborto legale nel 2010 (e nessuna per aborto illegale) (dati: CDC: http: //www. cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/ss6311a1.htm?s_cid=ss6311a1_w#Tab25). Visto che nel 2010 ci sono state 3.952.841 nascite, possiamo calcolare un tasso di 0,25 morti per aborto ogni 100000 nati vivi, quindi, salvo errori da parte mia, quasi la metà del Cile).

    Ecco però a confronto i dati di Cile, Irlanda e Polonia con quelli di tre paesi dove l’aborto è permesso a richiesta: Uruguay, Regno Unito e Repubblica Ceca (scelti per somiglianza culturale ed economica).

    Cile 22
    Irlanda 9
    Polonia 3

    Uruguay 14
    Regno Unito 8
    Repubblica Ceca 5

    Quindi non vedo queste grosse differenze.
    La classifica della Banca Mondiale per minor tasso di mortalità materna (dati 2013, sovrapponibili a quelli della WTO, fonte:

    http: // data.worldbank.org/indicator/SH.STA.MMRT?order=wbapi_data_value_2013+wbapi_data_value+wbapi_data_value-last&sort=asc

    ) vede al primo posto la Bielorussia (dove l’aborto è permesso) seguito da Israele e un po’ tutti i paesi europei. Da notare che tra quest’ultimi, mentre la Polonia si trova al terzo posto, l’Irlanda e Malta (altra nazione europea dove l’aborto non è permesso e che registra un tasso di 9) sono ben dopo stati dalla legislazione abortiva permissiva (come, tra gli altri, i paesi scandinavi). Il risultato sarebbe diverso se l’assunto di questo articolo fosse vero.

    Quindi, salvo controdeduzioni argomentate, questo articolo è fuorviante.

    1. Michele

      Dando un occhio ai link sopra mi pare che le tue analisi siano corrette. Mi permetto di osservare che se, dal link della Banca Mondiale, si va a vedere il delta di MMR tra il 2010 e il 2013 si scopre che, ad esempio, l’abortista Danimarca aveva un tasso nel 2010 di 9 e che l’ha dimezzato (5) e che l’abortista Estonia ne aveva uno di 6 è l’ha portato a 11. Queste oscillazioni (avvenute senza che occorresse alcun cambiamento legislativo) a mio avviso dimostrano che aborto legale o meno, la mortalità materna, ovviamente considerando paesi omogenei per condizioni di vita, subisce variazioni minime.

  7. Anonimo

    La tesi di questo articolo è che, “nei Paesi dove l’aborto è illegale muoiono meno madri di quelli in cui l’interruzione di gravidanza è stata legalizzata per la “sicurezza delle donne””

    A una mia prima obiezione, per cui confrontare solo due paesi non abbia molto senso per trovare un nesso causale, Giovanna ha citato gli esempi di Irlanda e Polonia.

    Bene, sono andato a cercare i dati di questi tre paesi, confrontandoli con i dati di tre paesi dove l’aborto è permesso.

    Prima di tutto, una sorpresa: il tasso di mortalità materno (MMR) in Cile non è di 0,4 (su 100000 nati vivi) come messo nell’articolo (dove viene definito “un fenomeno eccezionale in termini epidemiologici”) ma di 22 su 100000 secondo l’OMS (dati 2013 – Fonte: http:// www. who.int/gho/maternal_health/countries/en/)
    Dati simili vengono forniti nel Factbook della Cia e nel sito della Banca Mondiale. L’articolista ha (volutamente?) preso i dati delle donne morte per aborto (che si trovano nella ricerca che ha linkato”la muerte por aborto provocado ha llegado a ser un fenómeno excepcional en términos epidemiológicos”) del Cile, confrontandoli con tutte le morti per parto (legate o no alla pratica dell’aborto) degli Stati Uniti. Il dato del Cile è di 0,4 madri morte per aborto ogni 100.000 nati vivi; quello degli USA è di 10 donne morte a causa di un aborto legale nel 2010 (e nessuna per aborto illegale) (dati: CDC: http: //www. cdc.gov/mmwr/preview/mmwrhtml/ss6311a1.htm?s_cid=ss6311a1_w#Tab25). Visto che nel 2010 ci sono state 3.952.841 nascite, possiamo calcolare un tasso di 0,25 morti per aborto ogni 100000 nati vivi, quindi, salvo errori da parte mia, quasi la metà del Cile).

    Ecco però a confronto i dati di Cile, Irlanda e Polonia con quelli di tre paesi dove l’aborto è permesso a richiesta: Uruguay, Regno Unito e Repubblica Ceca (scelti per somiglianza culturale ed economica).

    Cile 22
    Irlanda 9
    Polonia 3

    Uruguay 14
    Regno Unito 8
    Repubblica Ceca 5

    Quindi non vedo queste grosse differenze.
    La classifica della Banca Mondiale per minor tasso di mortalità materna (dati 2013, sovrapponibili a quelli della WTO, fonte:

    http: // data.worldbank.org/indicator/SH.STA.MMRT?order=wbapi_data_value_2013+wbapi_data_value+wbapi_data_value-last&sort=asc

    ) vede al primo posto la Bielorussia (dove l’aborto è permesso) seguito da Israele e un po’ tutti i paesi europei. Da notare che tra quest’ultimi, mentre la Polonia si trova al terzo posto, l’Irlanda e Malta (altra nazione europea dove l’aborto non è permesso e che registra un tasso di 9) sono ben dopo stati dalla legislazione abortiva permissiva (come, tra gli altri, i paesi scandinavi). Il risultato sarebbe diverso se l’assunto di questo articolo fosse vero.

    Quindi, salvo argomentazioni contrarie, questo articolo è fuorviante.

  8. Anonimo

    Trarre delle conclusioni generali (” Dove l’aborto è illegale muoiono meno donne “) , confrontando solo due nazioni (e senza dimostrare un nesso di casualità tra i vari fenomeni) mi sembra nella migliore delle ipotesi un po’ azzardato e nella peggiore delle ipotesi pura malafede.

    1. giovanna

      Caro Anonimo, il caso del Cile è appunto una ennesima conferma, ci sono altri esempi, tutti in quella direzione, Irlanda e Polonia in primis, informati, non è che in un articolo ci possono stare tutti, l’aggiornamento era rispetto al Cile. Poi, il nesso di casualità c’è eccome : se la cultura dell’aborto arranca, arrancano anche gli aborti clandestini e arrancano anche i rischi connessi comunque all’aborto.
      Ma dico io, da dove deriva tutto questo accanimento nel dolersi per dei mancati aborti, per l’affermazione della vita ? Uno penserebbe che sia una bella notizia, una notizia gioiosa, meno figli uccisi nel ventre materno, meno donne morte in seguito a complicanze , una strada da seguire rispetto ai numeri impressionanti degli Stati Uniti e c’è qualcuno che si dispiace !
      Ti dispiace anche l’ultima considerazione : “Ma i numeri suggeriscono anche che i programmi di sostegno rivolti alle donne vulnerabili possono prevenire gli aborti clandestini: tra il 69 e il 94 per cento delle donne aiutate hanno portato a termine la gravidanza, dando il bambino in adozione o meno” ?
      Non c’è niente da fare, c’è una carenza di umanità impressionante.

      1. Anonimo

        Giovanna,
        scrivi: “il caso del Cile è appunto una ennesima conferma” della teoria per cui dove l’aborto è illegale muoiono meno donne.

        Ora, questa tesi viene chiaramente confutata dall’ultimo link nell’articolo, dove si dice chiaramente il contrario:

        “The reduction in the MMR (maternal mortality ratio) is not related to the legal status of abortion”

        Quindi il nesso di causalità non è confermato. Tutt’altro.

        1. giovanna

          Senti, Anonimo, le chiacchiere stanno a zero, le cifre sono quelle, ma la cosa raccapricciante è che invece di essere contento che al diminuire della mentalità abortista, aumenta la salute femminile, questo a te non va giù.
          Ma io dico, ma che prendete dei soldi o avete qualsiasi tipo di vantaggio per ogni bambino ucciso nel ventre materno ? Ma che uomini e donne siete ? Io mi stupisco che oggi ci si stupisca che sia potuto accadere il nazismo, che sia potuto accadere e accada il comunismo….se ancora oggi si odia la vita in modo così plateale, la vita del più piccolo e vulnerabile tra gli uomini.

          1. Anonimo

            ” le chiacchiere stanno a zero, le cifre sono quelle”

            No, le cifre non sono quelle. Sono molto diverse (v. mio intervento sotto).

            Il resto del tuo intervento sembra partire dal pregiudizio infondato, secondo il quale tutti coloro che contestano un articolo come questo, unicamente perché riporta dati in modo fuorviante, sia necessariamente, immancabilmente, sicuramente a favore dell’aborto. Cosa che, se ci pensi un attimo, non ha molto senso (penso infatti che anche molte persone contro l’aborto possano criticare quanto scritto dall’autrice dell’articolo).

            Ti invito, invece a intervenire sui contenuti.

    2. Giannino Stoppani

      In effetti, caro Anonimo, io non saprei proprio di dove cominciare per dimostrare un “nesso di casualità”.
      Forse con un “nesso di causalità” varrebbe la pena di fare un tentativo…

      1. Anonimo

        Stoppani,
        Neanch’io saprei “di” dove cominciare.
        Forse potrei provare a capire “da” dove cominciare.

        O forse potremmo concentrarci sui contenuti.

        1. giovanna

          Caro Anonimo che si è finito i nick, sono proprio i contenuti, totalmente assenti ( se almeno non vogliamo chiamare contenuti delle considerazioni inutili e pretestuose ), il tuo problema !
          Oltre ad una totale mancanza di ironia e auto-ironia : se hai toppato ( come me, che ti ho ripreso incautamente ), non allargarti a criticare Giannino Stoppani, che usa con maestria un toscano colto e divertente !

          1. Anonimo

            Stai dicendo che questo attaccare la forma sia un surrogato alla mancanza di obiezioni sui contenuti?

          2. Giannino Stoppani

            Anche da come usi a sproposito il verbo “attaccare” si capisce che la proprietà di linguaggio ti difetta assai.
            Io non ho “attaccato” proprio nessuno.
            Io ho semplicemente preso per le mele uno che si vuol da arie da esperto di statistica e scrive “nesso casuale”.
            Figuriamoci se uno con vita lavorativa e familiare nella norma trova il tempo di contraddire puntualmente i frutti dell’onanismo mentale tipico degli specialisti del controcanto a cottimo.

        2. Giannino Stoppani

          Ah, ah, ah!
          Con tutto il rispetto per il nobile quadrupede…
          Che ciuco!!!

          1. Anonimo

            Stoppani,
            Non leggo ancora nessuna obiezione nel merito, ma un passaggio agli epiteti personali…Mancanza di argomentazioni?

          2. Giannino Stoppani

            In questo caso non ti servono “argomentazioni”, ma un vocabolario della lingua italiana.
            Quanto agli “epiteti personali”, però, non hai tutti i torti: visto il campione di ignoranza e supponenza a cui l’ho incautamente paragonato, chiedo scusa al ciuco.

    3. Toni

      Credo che ci sia molta più mala fede nel cercare nessi di casualità tra gli aborti clandestini e la presenza di obbiettori coscienza, secondo lo schema propagandistico degli abortisti per fede, che nel riconoscere che dove c’è attenzione alla vita ci sono meno morti. Si nota che nel primo caso si diventa molto meno perspicaci.

  9. Filomena....

    Cerco di rispondere ad entrambi. Ho detto che non si è responsabili perché avendo messo in atto tutte le possibilità disponibili per evitare un fatto, se questo succede ugualmente non si può sostenere che io non ci abbia pensato e abbia compiuto degli atti responsabilmente. Sarei d’accordo con il sanzionare l’aborto se i metodi contraccettivi dessero una copertura totale. In questo caso, tranne nei casi di violenza, la gravidanza diventa una precisa responsabilità. Siccome però la medicina non garantisce al momento la garanzia dei metodi contraccettivi ecco che in determinati casi mi sembra giusto prevedere la possibilità di ricorrere all’aborto.
    Ad Edo che dice di rivedere in questo caso tutto il codice penale rispondo che il risarcimento del pedone investito riguarda la sfera civile, non penale. Inoltre anche nel campo del penale la responsabilità prevede diversi gradi. Un illecito penale non si può considerare volontario se non c’è una precisa volontà di compierlo.
    Nel caso di investimento di un pedone solitamente si parla di un reato colposo che prevede una responsabilità molto inferiore.

    1. Edo

      Filo, come al solito non rispondi alla mia obiezione: perché devi far pagare le conseguenze all’unico che non ne può nulla?
      Te lo dico io perché: perché tu che sei nata hai il coltello dalla parte del manico e puoi fare la voce grossa contro qualcuno che non solo non ha voce in capitolo, ma non si può neanche difendere. Ti piace vincere facile, eh?

      1. giovanna

        Caro Edo, si può riuscire a compatire sinceramente questa signora : non è mai stata amata, non ha mai sentito uno sguardo amoroso su di sé, né dai genitori, né dagli elettrodomestici con cui pare viva.
        Tra l’altro, ci sono abbastanza evidenze che soffra di un disturbo della sfera autistica.
        Anche nella sua versione “iena “, si dimostra una donna sofferente, cattiva dentro, veramente cattiva col più piccolo e indifeso degli uomini, ma sofferente. Questo sfogo quotidiano su Tempi magari le fa bene, le può servire per non affogare, concediamoglielo.
        E non ti fa nemmeno un pochino pena quando arranca davanti agli ennesimi dati incontestabili, quanto prevedibili per chiunque sia in buona fede ? Ma d’altronde per lei ogni aborto mancato è un’offesa per la donna , senza rendersi conto che è proprio il contrario, sotto tutti i punti di vista. Ma chi non ha mai conosciuto la bellezza e il calore della vita, fa fatica a rendersene conto.

        1. Edo

          Gio e Toni, grazie di esistere

          1. Toni

            @ Edo

            🙂

        2. Michele

          Rimango dell’opinione che buttarla sul personale fa l’effetto opposto a quello sperato. Provate ad immaginare un lettore, abbastanza neutrale, che arrivi su questa pagina. Leggendo i commenti capirà che i difensori della posizione cattolica sono astiosi e senza argomenti. Pensateci.

          1. Toni

            Fai conoscere Filomena al lettore “abbastanza neutrale” … e gli verrà il desiderio di picchiarla (metoricamente) dopo un paio d’ore.
            Filomena è una dipendente assunta con una sola missione: il dileggio . Nella sua apparente “moderazione” ci disprezza dal profondo del proprio essere. Non leggerà mai qualcosa di bello o di buono in quello che diciamo.
            Dopo parecchi mesi che l’apprezzo mi sento un filomenogo e con la coscienza a posto in quello che scrivo (ed in grado di renderne conto).

          2. Toni

            Perdonami : la specializzazione è “filomenologo”.

          3. giovanna

            Caro Michele, potresti avere anche ragione, ma ti assicuro che dopo mesi che si leggono le cose più raccapriccianti e disumane, è difficile mantenere un atteggiamento distaccato.
            Voglio dire, io sono una persona in carne e ossa, non un’abile propagandista , e delle volte non è facile non reagire a certe robe. Per esempio, come rimanere impassibile a chi continua a parlare di gravidanza come fosse una malattia da eradicare, riuscendo a non nominare mai e poi mai il bambino che muore con l’aborto ? Ecco, il pensare che chi si comporti così, con questo accanimento, sia una poraccia ( e lo penso veramente ) , mi dà una chiave di lettura : non si può essere così disumani se non avendo parecchi problemi e grossi pure, come d’altronde ha raccontato più volte lei stessa, senza manco rendersi conto di comunicare una vita arida e vuota.
            Ciò non toglie che se tu riesci a mantenere l’aplomb davanti a certe aberrazioni, e soprattutto a mantenerlo nel tempo ( Toni, per esempio, c’è riuscito per mesi, poi non ha retto più la malvagità glaciale di questa tizia ) , tanto di cappello.
            E magari, dai un’occhiata all’archivio, cerca ” aborto” e ne leggerai di belle, di Filomena e delle altre i-ene. Però, attento al fegato.

          4. filomena

            Giovanna la tua “chiave di lettura” è semplicemente sbagliata ma tu e Toni siete così autoreferenziali che avete bisogno di credere che se una persona è diversa da voi, deve per forza essere una con gravi problemi! In questo modo evitate di mettervi in discussione, ma allora è inutile cercare il dialogo se pur non condividendo il pensiero altrui, non siete in grado di legittimare il vostro interlocutore. Qui non si sta parlando ne’ di me ne’ di voi, si sta discutendo in astratto dei presupposti di una legge dello Stato. Possibile che non siate capaci di parlare serenamente senza perdere le staffe e scendere sempre nel personale? Capisco che ognuno abbia la propria sensibilità però mi risulta che siate grandicelli per razionalizzare un fatto che non vi tocca personalmente.

          5. Toni

            Mi trovo disarmato difronte a questi argomenti.
            “autoreferenziali che avete bisogno di credere che se una persona è diversa da voi, deve per forza essere una con gravi problemi.” Una persona che parla con incuranza di distribuire morte in una società (sostenendo, per indifferenza cronica, che non è vero) vederla come pericolosa è essere autoreferenziali? Credi che bisogna avere una atteggiamento tollerante e democratico da considerare un fatto come questo come una a semplice diversa “visione delle cose”? Tu, quando continui a parlare in fatti di questo tipo come “in astratto” e come fatto “che non vi tocca personalmente” mi confermi propriamente l’incapacità di dare un contenuto reale al mondo fuori di te se non a costo di filtrarlo attraverso l’uso strumentale che ne puoi fare. Non riesci a concepire che gli altri da te hanno una sensibilità e delle ragioni che sono assolutamente altro da quello che pensi. Come fai a dire che non “vi tocca personalmente”. A me (personalmente) ferisce profondamente il fatto che donne abortiscono, e trovo che sia una tragedia per tutti il fatto che si crea un mondo sempre più vecchio, brutto e cattivo, e non riesco a capire come puoi pensare che devo accettarlo solo perché va bene al tuo egoismo ed alla tua atrofia emotiva.

          6. giovanna

            Scusa Filomena, quando ti hanno chiesto cosa c’era di bello nella tua vita, hai parlato di faccende domestiche condivise ! E più volte hai raccontato di essere cresciuta in mezzo a parenti e vicine di casa che abortivano come andare dal dentista. Io ho bisogno di credere che la tua posizione disumana nasca da una mancanza d’amore e di educazione al bene, anche per vedere una speranza per te, per te che parli dell’uccisione dei figli nel grembo materno come una persona normale parlerebbe dell’uccisone di zanzare fastidiose. Sai, se molti tedeschi se la fossero presa un po’ di più per una insignificante faccenda che non li riguardava personalmente, forse 6 milioni di persone non sarebbero state sterminate. Hai mai provato ad andare da uno psicologo ? In genere non sono una fautrice della psicoterapia ad ogni costo, ma credo che nel tuo caso ti permetterebbe di aprirti all’altro e alla vita, forse ti colorerebbe un po’ la vita. Certo, ci vorrebbe un amore grande, in primis, da riconoscere e vivere, ma intanto una psicoterapia potrebbe alleviare almeno quel grigiore e quel piattume che comunichi, anche se non ho conoscenze specifiche nel campo dei disturbi autistici. Più che altro sono mossa da compassione, in tutta sincerità.

          7. filomena

            Giovanna io non ho nessun bisogno di andare da nessuno psicologo, forse ne hai bisogno tu che fai diagnosi di autismo senza avere nessuna competenza. E mi sento già amata dalle persone che amo. Il fatto che abbia detto di conoscere delle donne che hanno abortito è esperienza comune alla maggioranza delle persone tranne forse tu e pochi altri qui a Tempi. Semplicemente io sono sincera e il fatto di venirne a conoscenza non mi ha mai sconvolta. Altri probabilmente con molta ipocrisia non ne parlano e a giudicare dalla vostra reazione forse non hanno tutti i torti. Ma possibile che non vi prendiate conto che fuori da Tempi il mondo reale è altro. Sui tedeschi poi hai veramente stufato ed è veramente grave che anche solo pensi di paragonare quello che hanno fatto con l’aborto, vergognati, la disumana sei tu.

          8. giovanna

            Anonimo, ti stai comportando in modo infantile: dì al tuo alter ego, che tu avevi detto “addio ” !
            Cioè, mettiti d’accordo con te stesso !
            ( giusto per farti smettere di piagnucolare, ti ripeto che l’articolo afferma che la qualità della salute materna è superiore in Cile, paese in cui l’aborto è illegale, rispetto agli Stati Uniti, e tu questo non l’hai smentito assolutamente : in ogni caso non hai dimostrato che nei paesi in cui l’aborto è legale la salute materna sia migliore, uno dei principali argomenti degli abortisti, se poi non sostieni l’uccisione a piacimento del figlio nel ventre materno, come sembri adombrare, che ti devo dire, dovresti usare altri modi )

          9. Toni

            I nazi-tedeschi mentre facevano quello che facevano non ritenevano di fare una cosa grave. I nazisti tra di loro si amavano e si sentivano amati. I ladri ed assassini scambiano la complicità per amore. Se il mondo fuori da Tempi è quello che dici tu siamo messi male, ma noi non perdiamo mai la speranza.

          10. giovanna

            No, cara, tu non hai detto di conoscere delle donne che hanno abortito, ma di esserne ed esserne stata circondata fin da piccola, hai parlato di zie, di parenti, di vicine di casa a profusione e nella totale indifferenza di tutti ! Non vuoi che ti riporti le parole precise, vero ? Come non potevi venire su non disturbata in un ambiente simile ? Ci voleva un miracolo, che è sempre possibile, fino all’ultimo respiro. Inoltre, l’evidenziarsi della tua problematica psichica non porta , da parte mia, ad un giudizio negativo su di te, semmai ad una compassione. Anche se magari non riesco ad esprimerla nel modo giusto, ma è quello che provo per te.
            Per quanto riguarda il paragone con l’eccidio degli ebrei, hai ragione, non è paragonabile l’uccisione di adulti con quella dei bambini.
            Quella dei bambini è peggio pure, pur nella comune parvenza di legalità.

    2. Michele

      Sono stato io a tirare in ballo il codice penale, il quale appunto prevede la responsabilità soggettiva anche, ad es., per l’omicidio colposo, che non porta con sé la volontà di uccidere, ma comunque non esenta il soggetto dalla sua responsabilità, in quanto agente dell’azione volontariamente omicida. Prima tu scrivevi che chi compie un atto i cui effetti non sono da lui voluti, non ne è responsabile. Ora vedo che hai corretto il tiro.
      Tornando invece all’aborto, mi pare che la tua obiezione sia pretestuosa. A parte il fatto di sostenere di non sapere che i contraccettivi non sono sicuri al 100% (ci si può facilmente informare al riguardo), anche se si fossero messe in atto tutte le precauzioni possibili, resta ineliminabile il fatto, dal quale sorge la responsabilità, che il rapporto sessuale è stato consumato consapevolmente e sapendo che esso può portare alla procreazione. Questa è la ragione della responsabilità soggettiva. E poi, tornando ai contraccettivi, la ragione principale per cui non garantiscono la copertura totale è che la loro applicazione è demandata, com’è ovvio, alla libertà dell’uomo e della donna, e pertanto un uso non congruo può portare ad una diminuzione dell’efficacia; e qui si torna alla responsabilità soggettiva…

      1. Leo Aletti

        Se non si è aperti all’accoglienza si fanno ragionamenti da azzeccagarbugli: La Vita va sempre accòlta, il resto sono paturnie. Buone feste,

  10. filomena*

    I rapporti sessuali a maggior ragione se all’interno di un rapporto affettivo, oltre che rispondere ai bisogni individuali fanno parte della relazione e consolidano l’unione tra due persone. Detto questo che giustifica in primo luogo il rapporto sessuale, è vero anche che può dar luogo al concepimento, ma è anche vero che quest’ultimo può avvenire senza un rapporto sessuale per cui io non li legherei necessariamente assieme. Se si vuole procreare evidentemente la via meno complicata è il rapporto sessuale ma deve essere una decisione della coppia e non una mera conseguenza di un rapporto sessuale che risponde in primo luogo ad altri bisogni fondamentali della persona e della coppia, solo in una fase diversa del bisogno alla genitorialitá in modo consapevole e responsabile.

    1. Michele

      Anche se il rapporto sessuale avviene con intenzioni non procreative, è ben risaputo da chi lo compie che può portare ad una gravidanza. Ciò è ancor più evidente se la coppia ha adoperato misure contraccettive, le quali non avrebbero ragion d’essere nel caso la procreazione non fosse una possibilità concreta.
      Pertanto non ci si può ritenere sollevati da responsabilità se al rapporto consegue poi una conseguenza non voluta, ma senz’altro nota e prevedibile; e ciò ricade pienamente sotto la responsabilità soggettiva delle 2 persone che compiono l’atto sessuale consapevolmente e conoscono le conseguenze delle proprie azioni.

      1. filomena--

        Questo ragionamento sarebbe corretto se i sistemi contraccettivi fossero infallibili. Purtroppo anche se raramente ma talvolta non è così. In questi casi non è giusto pagare le conseguenze di qualcosa di cui oggettivamente non si è responsabili

        1. Michele

          Ma come non si è oggettivamente (a parte che io ho parlato di responsabilità soggettiva, che è altra cosa) responsabili?! Edo ha già spiegato sotto le conseguenze di un simile ragionamento. Se si sa che una tale azione porta a delle conseguenze, prevedibilissimi anche se non volute, si è responsabili di tali conseguenze perché si è posto in essere un atto (liberamente e consapevolmente) che questi effetti li cagiona. Per inciso, il riferimento ai contraccettivi non sottintendeva che fossero infallibili, ma era la controprova che chi li utilizza sa bene che il rapporto sessuale può tranquillamente portare alla procreazione, e dunque non può ritenersi “ignaro” dei suoi esiti.
          Se si seguisse il tuo filo logico occorrerebbe ridiscutere tutto il diritto penale. Non solo, dal punto di vista morale ciò porterebbe ad una diminuzione incredibile delle responsabilità del soggetto, ridotto ad essere un bambino od un adolescente che non risponde (quasi) mai di nulla. E’ questo l’esito dell’etica laica?

          1. Toni

            La parola “responsabilità” a Filo non piace perché impone un ordine nella vita che nella sua visione non è concepibile. Infatti per lei il rapporto sessuale è un bisogno primario al pari del defecare e non riesce proprio ad umanizzarlo.
            Obbedendo a questo principio anche se esistesse un metodo contraccettivo naturale sicuro al 100% (uso di un termometro che ti dice sicurissimo un oggi “no” …. pochi giorni al mese) lei comunque l’aborto lo vuole perché ha stabilito perché non ha forza emotiva di quello che fa e non vuole nessuna inibizione
            Per cui ha super ragione Edo… si perde tempo a discutere con lei … parli con una moribonda emotiva, l’anticamera del nulla.

          2. Toni

            …. lei comunque l’aborto lo vuole perché ha stabilito così, perché non ha forza emotiva di quello che fa e non vuole nessuna inibizione.

      2. Edo

        Michi, non perdere tempo a ragionare con Filo, alla quale anche un bambino (nato) può farle questa obiezione: io non ho intenzione di ammazzare nessuno, voglio solo recarmi in un luogo con la mia auto; malauguratamente, però, investo un pedone o faccio un incidente. Secondo il “ragionamento” di Filo, il responsabile dell’incidente non deve risarcire il pedone o l’incidentato, perché non era nella sua volontà investire il pedone o provocare un incidente.
        “In questi casi non è giusto pagare le conseguenze di qualcosa di cui oggettivamente non si è responsabili”, quindi facciamo pagare le conseguenze all’unico che non ne può nulla: il bambino.
        Filo, fai schifo!

        1. Michele

          Benché sia d’accordo con il tuo ragionamento, eviterei del tutto espressioni offensive come l’ultima frase, che finiscono solo per esacerbare gli animi ed impedire la discussione, col rischio di buttarla in caciara.

          1. Edo

            Michi, come le definiresti le persone che uccidono o sono d’accordo ad uccidere un bambino, innocente e disarmato? In nome di cosa poi? Solo perché si vuole scopare senza un briciolo di responsabilità? Perché “il il corpo è mio e lo gestisco io”, quando anche un cieco riconosce che i corpi in questione sono due? C’è solo un aggettivo per definire queste persone: quello che ho usato io.

  11. Filomena...

    In primo luogo non tutte (per fortuna) le donne che abortiscono clandestinamente vanno incontro a complicanze, quindi per logica se i dati sono rilevati sul numero di ricoveri ospedalieri per le conseguenze di un aborto, un numero non quantificabile di casi sfugge alle statistiche. In secondo luogo come vengono quantificati i dati per dire che le donne che vengono sostenute a portare avanti una gravidanza sono più in salute di quelle che ottengono di poter interrompere una gravidanza imprevista e non voluta? E il presupposto che è sbagliato nel momento in cui si da per scontato che tutte le donne devono prioritariamente e necessariamente essere felici di mettere al mondo tutti i figli che vengono concepiti. Anche no. Cosa facciamo di quel 30% che vorrebbe abortire unicamente perché non vuole portare avanti la gravidanza? Le costringiamo o facciamo loro il lavaggio del cervello sul destino che una natura matrigna avrebbe deciso per loro?

    1. Michele

      Natura matrigna avrebbe deciso per loro? La gravidanza avviene a seguito di un rapporto sessuale, non di una paturnia della natura.

    2. Lela

      Ma l’aborto clandestino non era una piaga sociale che portava alla morte migliaia di povere donne? Se sì, allora il numero dei casi senza complicazioni non dovrebbe essere una cifra paragonabile come ordine di grandezza al numero di ricoveri e di morti (e quindi la stima della diminuzione si potrebbe ritenere corretta). Se invece fosse un numero paragonabile o superiore, allora l’aborto clandestino non è questa ecatombe (materna). Decidiamoci.

  12. recarlos79

    però non è solo una legge che può fermare l’aborto. forse i preti svolgono un’opera nella società che va oltre la mensa per i senzatetto.

  13. Leo Aletti

    Se rispetti il figlio che deve nascere anche la madre sta meglio.

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