Don Giussani, che ci ha insegnato a fare della fede un incontro con la realtà

Di Massimo Camisasca
18 Febbraio 2015
«In lui ogni istante era avvenimento. Lo animava profondamente la tensione a non vivere mai nulla come scontato, come abitudine, ma come domanda a una Presenza»

Il 22 febbraio è il decennale della scomparsa di don Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione. Qui di seguito vi proponiamo la lettura del ricordo scritto per i sacerdoti della Fraternità San Carlo da don Massimo Camisasca, vescovo di Reggio Emilia-Guastalla. Camisasca, oltre a essere stato uno dei suoi più stretti collaboratori, è anche autore di diversi libri su don Giussani e sulla storia del movimento ecclesiale.

Don Giussani è stato un genio dell’umano. A questa conoscenza dell’uomo egli è arrivato attraverso molte strade. Certamente attraverso una sua capacità di osservazione e penetrazione, attraverso l’ascolto, ma anche attraverso tanti maestri: i suoi insegnanti di seminario; i grandi della letteratura, della musica, dell’arte; e anche noi stessi, perché egli ha accettato di imparare (quasi di rubare) qualcosa da chiunque. La sua conoscenza dell’uomo, che ha descritto ne Il senso religioso attraverso un’apologia della ragione e del cuore, lo ha reso capace di dire cose che possono interessare persone di ogni cultura, etnia, tradizione. È stato un uomo che cercava se stesso in ogni uomo, curioso dell’umanità di tutti e assieme un uomo che mendicava Cristo in ogni cosa. Così ne è diventato testimone. In lui ogni istante era avvenimento. Lo animava profondamente la tensione a non vivere mai nulla come scontato, come abitudine, ma come domanda a una Presenza.

L’opera dello Spirito suscita il dono di ciascuno. Don Giussani ha contribuito a suscitare il dono personale in migliaia e migliaia di uomini e donne. Non ha creato una realtà massificata, in cui tutti erano uguali, come sotto un coperchio, ma ha generato una realtà variegata, ricca delle personalità diverse che lui ha evocato e che ha condotto all’unità. Questa è veramente l’opera divina. I grandi uomini della terra sono capaci di chiamare al proprio fianco persone valide, ma non sono capaci di condurre a unità le differenze. Invece il segno profondo che ciò che è nato intorno a don Giussani è opera dello Spirito, è proprio l’unità. Egli ha creato un popolo. Questo è profondamente divino.

La potenza culturale di don Giussani era enorme. Descriveva fin dall’inizio la sua idea di cultura commentando la frase di san Paolo ai Tessalonicesi: Vagliate ogni cosa, trattenete ciò che è buono (1Ts 5, 21). Ci ha educati a fare della fede un incontro con la realtà. Dall’incontro con Cristo per Giussani nasce una cultura nuova, chiamata ad incidere negli ambienti in cui vivono gli uomini. Essa divenne una delle tre dimensioni che, insieme alla carità e alla missione, costituì l’anima della nuova GS nata intorno a lui.

Ci ha sempre educati alla carità. Tutto infatti nasce dalla carità, dal nostro cuore che accetta di condividere la vita con quella degli altri, come Dio ha condiviso la nostra. Le opere di carità nate da don Giussani sono tantissime: scuole, centri di accoglienza, associazioni di famiglie, iniziative missionarie. Già dalla fine degli anni Sessanta aveva pensato a una missione in Brasile. Fu sicuramente un’apertura importante perché egli era convinto della necessità della missione come vero ecumenismo: condividere con altri fratelli che vivono in orizzonti lontani e diversi quello che viviamo noi.

Tutta l’esistenza di Giussani è stata dedicata a documentare il metodo della trasmissione del cristianesimo. Una sintonia impressionante con quello che fu il tentativo del Concilio Vaticano II, un concilio pastorale voluto per indicare la strada attraverso cui vivere il cristianesimo. Desiderava lanciare i giovani verso il futuro, voleva portare un cambiamento, non una rivoluzione, una novità nella continuità. Tema centrale di questo passaggio verso una tradizione rinnovata è stato l’esperienza dell’autorità. Egli ne fu un estremo sostenitore, soprattutto dopo il Sessantotto, quando essa fu duramente contestata. Era fermamente convinto che senza autorità non c’è educazione, perché educare è trasmettere qualcosa che si è ricevuto. Combatté tuttavia anche ogni forma di autoritarismo e di clericalismo, mettendo in luce il valore affettivo dell’autorità.

Don Giussani resta presente in mezzo a noi in molti modi. Attraverso il suo insegnamento, che è ben lungi dall’essere stato scoperto in modo esauriente. Attraverso l’opera di conversione di intere esistenze umane. Un insegnamento vero, autentico, mira infatti al cambiamento dell’esistenza. Resta presente, dunque, attraverso il popolo che da lui è nato. Attraverso tutto ciò che il fiume dello Spirito, incontrandosi con la storia, farà sorgere ancora dal suo dono.

Articoli correlati

14 commenti

  1. maurizio

    Carissima agnostica,scusami la confidenza-non so neppure se sei giovane o già adulta-ma mi ha molto incuriosito la tua risposta alla sig.Giovanna e dunque….
    Io ho 65 anni e sono nato e cresciuto in una famiglia cattolica,sono stato anche in seminario,..poi,però,per un po’tutto si é inaridito ed é proseguito in modo formale e abitudinario.Poi,all’ultimo anno del liceo ho incontrato qualcuno che mi ha parlato di un certo D.Giussani:dentro di me avevo sì delle domande ma si erano assopite.Curioso,però,sono stato a quell’incontro,in seguito ho anche conosciuto,di persona sia pure di sfuggita,lo stesso D.Giussani:non me ne sono più staccato.Perché,dirai tu?!Per quella vibrazione umana di fronte alle circostanze,per quella passione per la persona-la mia-con tutte le aspettative e domande che sono nel cuore di ogni essere umano,per quel suo continuo richiamo e provocazione alla mia ragione ed alla mia libertà in ricerca.Così é iniziata una storia,un cammino-non da solo ma in compagnia-che,pur zoppicando,cadendo e rialzandomi più volte,continua tuttora.Nulla era ed é stato da me programmato,nulla sembra rispondere ad un calco ed una logica puramente umana,razionalistae meccanicistica,eppure é accaduto,accade!Dunque ragionevole perché mi fa essere piu vivo,compiuto e consapevole dentro e rispetto al reale,alle circostanze della vita-belle o brutte che siano-con tutte dentro,comunque,una positività cioè un significato ed un valore per me.
    Opera mia?No! Opera del caso?Neppure,anche perché il caso non esiste…tutto ha un significato,tutto risponde ad un disegno-nostro o di qualcun Altro-magari ad un Mistero! Chiamalo come vuoi..entità superiore,indecifrabile…I Greci,ai tempi di Gesù,avevano posto nell’Areopago,ad Atene,tra le altre una statua”Al Dio ignoto”.S.Paolo,recatosi lì,la notò e disse loro:”Quel che voi adorate senza conoscerlo,io l’ho incontrato e sono qui a testimoniarvelo”.S.Paolo era la stessa persona che,prima,da fervente e rigido osservante della legge ebraica,perseguitava i primi cristiani…poi,qualcosa gli é successo e tutto é cambiato in lui.Cosi é stato per me e per centinaia,migliaia di giovani(e meno giovani) in 60anni di storia del movimento di Cl ed anche ora,a 10anni dalla sua morte-meglio salita al cielo,il dies natalis dice la Chiesa-ciò continua ad accadere in ogni parte del mondo,anche per persone che manco hanno fatto in tempo a conoscerlo o ascoltarlo! Questo si chiama rapporto Fede e realtà.Questo é quello che ci ha insegnato e continua ad insegnarci-strano no?!-D.Giussani e ciò che,seguendo lui nel movimento ed in D.Carron che ne é la guida,faccio io e
    facciamo tutti esperienza.C’é una sola condizione da osservare:andare a fondo delle proprie domande di significato,di compimento della vita e,dunque,di verità,di felicità di libertà vera-toccato e ferito dalla Bellezza,disse di lui,al suo funerale,l’allora Card.Ratzinger-mettendo in gioco cuore e ragione cioè passione e serieta’,libertà e affezione per sé e la propria vita.Tutto rimanda ad un Altro! Ti auguro che anche tu possa trovare e percorrere questa strada e sperimentarne la convenienza.In questi giorni é in uscita con “Il Corriere della Sera”un dvd su D.Giussani:prova a procurartelo e a guardarlo con sana curiosità!!..ciao!

  2. Agnostica

    Per la sig.ra Giovanna

    ‘La realtà del fatto che non ci facciamo da soli, la realtà della presenza di un bambino nella pancia della mamma, la realtà della nostra insoddisfazione umana, la realtà che siamo uomini o donne, la realtà che dice che 1+1 fa sempre 2.’

    Sarà anche vero che nessuno puô decidere da solo di nascere, ma da questo a dire che ció sia opera di Dio ce ne passa! Forse sarebbe più corretto sostenere che non siamo in grado di spiegare l’origine della vita. E magari tra mille anni si scoprirà che dietro ci sta una spiegazione logica e molto meno astratta di una presunta divinità generatrice. O magari si scopriranno le prove inequivocabili della presenza di Dio!
    Di fatto oggi, a proposito di realtà, non possiamo certo dire che logicamente Dio esiste come logicamente 1 piú 1 eguale a 2

    1. giovanna

      Cara Agnostica, non riuscirò certo a convincerti in poche righe, dopo che su queste faccende si discute da millenni ! Ti dico solo che a me basta osservare un cagnolino per ammirare la sua complessità, la sua bellezza, la sua “perfezione ” ! Da solo non si è fatto di sicuro, figurati se posso pensare che io mi sono fatta da sola, che il cielo e il mare si sono fatti da soli, che i miei figli si sono fatti da soli !
      Il vertice della ragione è riconoscere che non ci facciamo da soli ! Senza questo riconoscimento, non solo teorico, si affermano le brutture più impensabili.
      Lo sai che la Filomena barbuta in altro post sostenne che 1+1 non è detto che faccia sempre 2 ? Ecco la base delle peggiori dittature : cambiare la realtà a proprio piacimento, impipandosene di chi ci rimette le penne, è la legge del più forte.
      Ciao Agnostica, o chiunque tu sia !

  3. Edo

    “non bisognerebbe confondersi con la realtà oggettiva delle cose!”
    Ahahahahahha Filo!
    Ha parlato quella che, pur avendo la barba e presumibilmente il birillo tra le gambe, si fa chiamare come una donna!

    1. giovanna

      La fede c’entra , eccome , con la realtà ! Tanto è vero che la signorina o signorino Filomena ha affermato poco tempo fa che secondo lei non è detto che 1+1 faccia sempre 2 : ecco come si riduce chi non fa i conti con la realtà.
      La realtà del fatto che non ci facciamo da soli, la realtà della presenza di un bambino nella pancia della mamma, la realtà della nostra insoddisfazione umana, la realtà che siamo uomini o donne, la realtà che dice che 1+1 fa sempre 2.
      Realtà che non si può stravolgere a nostro piacimento, come nel caso della Costituzione che va bene solo quando va bene a noi e poi si dileggia e si deride quando afferma qualcosa che non ci piace: il sostegno ai sindaci che vanno contro la costituzione è una delle cose più ridicole prodotte da questi tizi che vanno contro la realtà e vivono in un loro mondo fatto di prevaricazione e aridità che vogliono imporre anche agli altri.

  4. maurizio

    Eh no! Filomena,tu hai parlato di fede e realtà come di due cose inconciliabili ed invece la fede c’entra con la realtà ma non come insieme di dogmi che s’impongono arbitrariamente alla realtà.La fede é un fatto reale,razionale perché c’entra con la vita delle persone,con la visione della vita,é intessuta di esperienze umane,di bisogni e domande di significato della persona,é fatta di esseri umani non di teorie anche perché sono i dogmi che hanno seguito l’esperienza di fede,l’hanno-per così dire-istituzionalizzata e non viceversa.Il cristianesimo é un avvenimento,una realtà di vita ,non semplicemente qualcosa di storico da studiare. Se cosi fosse si ridurrebbe a qualcosa da studiare come la rivoluzione industriale o francese ecc.Invece é una realtà presente,tanto presente che il 900’é stato il secolo con più martiri di sempre ed anche il nuovo secolo non scherza. Non si perseguitano i dogmi ma le persone che li vivono.

  5. filomena----

    Maurizio leggi bene quello che ho scritto. Non ho parlato di cristianesimo che è giustamente come sostiene anche tu una realtà storica. Io ho parlato di fede nei dogmi della religione del fatto che la realtà oggettiva delle cose che ci circondano sarebbe derivata da volontà divina ecc. Tutti valori in cui ognuno è libero di credere ma che è difficile sostenere che siano in stretto collegamento con la realtà oggettiva e tangibile.

    1. stefano

      Grazie Filomena, hai centrato il punto della questione! Occhio però che la fede cristiana non è credere in qualcosa ma riconosce Qualcuno presente qui ed ora. Quando per Grazia di Dio questo accade diventa estremamente interessante la realtà così com’è senza censurare nulla piuttosto che qualsiasi lotta per cercare di trasformare la realtà in quello che noi pensiamo dovrebbe essere.
      Ci vuole proprio “molto coraggio” ad affermare ciò, come peraltro ci stanno testimoniando i cristiani massacrati dall’isis che piuttosto che abiurare sono disposti a morire!
      Ti auguro che accada anche a te di riconoscerLo. Ciao.

    2. gianni

      Anche la tua stupidità non è tangibile, ma oggettivamente riscontrabile nella realtà.

  6. maurizio

    Filomena,ma cos’é per te la realtà?L’impero romano é passato,le varie dominazioni sono passate,le varie correnti di pensiero e d’arte,di scienza e di letteratura si sono succedute nel tempo e noi le consideriamo parte della realtà e della storia,le varie rivoluzioni(industriale,francese,americana,russa ecc)sono storia che ancora studiamo ….e il cristianesimo che da duemila anni resiste,nonostante tutto,e continuerà a resistere non é realtà…ma dove stai? su Marte o sulla Luna..no la Luna no perché é troppo vicina..scendi,per favore e apri gli occhi,la mente ed il cuore!!

  7. Filomena>>>>

    Ci vuole molto coraggio per sostenere che la fede abbia qualcosa a che fare con la realtà. Poi ognuno è libero di credere in quello che vuole, non bisognerebbe confondersi con la realtà oggettiva delle cose!

    1. stefano

      Filomena, sono d’accordo con te: ci vuole proprio “molto coraggio” ad affermare ciò, come peraltro ci stanno testimoniando i cristiani massacrati dall’isis che piuttosto che abiurare sono disposti a morire!
      Occhio però che la fede cristiana non è credere in qualcosa ma è riconosce Qualcuno presente qui ed ora. Quando per Grazia di Dio questo accade diventa estremamente interessante tutta la realtà così com’è senza dover censurare nulla. L’alternativa è invece un’angosciosa ed estenuante lotta per cercare di trasformare la realtà in quello che noi pensiamo dovrebbe essere.
      Ti auguro che accada anche a te di riconoscerLo. Ciao.

    2. Ciardy

      Buongiorno Filomena, a mio parere fede e realtà sono strettamente legati. Per spiegarle perché le racconto una riflessione fatta pochi giorni fa.
      Mi trovavo in autostrada, c’era un po’ di traffico e, pur restando nei limiti, procedevo ad una velocità abbastanza sostenuta. Ad un certo momento sono stato costretto ad effettuare una frenata piuttosto decisa a causa di un improvviso rallentamento del traffico. Non so spiegarle perché ma in quel momento mi è venuto il seguente pensiero: meno male che il mio meccanico cambiando i dischi dei freni ha fatto bene il suo lavoro.
      Ora, riflettendo su questo episodio, mi rendo conto che tutta la mia giornata è piena di atti di fede, verso il meccanico che fa bene il suo lavoro, verso il barista che mi serve il caffè senza metterci dentro sostanza pericolose, al ristoratore che mi serve il pranzo a mezzo giorno senza avvelenarmi, agli autisti di altri mezzi che non pensano di investirmi, ecc. ecc.
      Insomma mi sono reso conto che senza fede non sarebbe possibile vivere nella realtà.
      Cordialmente.

I commenti sono chiusi.