Cosa deve tenere presente un cattolico sulle unioni civili

Di Aldo Vitale
17 Gennaio 2016
Occorre che sappiano anche perché e come devono assumere una posizione sulla scena pubblica in difesa della famiglia

unione-gay-lesbiche-shutterstock_77825764Oltre ai motivi di ragione per dire no e opporsi al disegno di legge sulle unioni civili, vi sono specifici motivi di fede che chiamano in causa e interpellano ogni singolo cattolico, sia esso un laico o un chierico.

I cattolici che hanno perduto la battaglia del divorzio, quella dell’aborto e pareggiato quella sulla procreazione medicalmente assistita non possono permettersi, per motivi di coscienza, di perdere anche le prossime, cioè quella imminente sulle unioni civili, la prossima sull’utero in affitto, la successiva sulla liberalizzazione delle droghe e la ventura sull’eutanasia.

Tra la silente ambiguità di parte della gerarchia ecclesiastica e l’immobilismo quasi totale di diocesi e parrocchie a cui si contrappone l’animazione e il fermento del movimentismo laico, sembra che i cattolici siano quasi del tutto assenti dal dibattito culturale, politico e giuridico sulle unioni civili.

Occorre, invece, non solo che prendano posizione, ma che sappiano anche perché e come devono assumere una posizione sulla scena pubblica in difesa della famiglia contro le aberrazioni del mondo secolarizzato odierno che la vuole precipitare in un coacervo di insensatezze e strabismi giuridici.

Si devono distinguere a tal fine motivi generali e motivi particolari.

I motivi generali devono sempre essere tenuti nella massima considerazione poiché orientano e devono orientare l’attività del cattolico in questa delicata epoca storica.

In primo luogo: da cattolici bisogna opporsi alle unioni civili in quanto è il mondo che si deve adeguare alla Chiesa e non la Chiesa al mondo, per due ordini di ragioni: 1) se si è cattolici si deve ritenere che la Chiesa fondata da Cristo sia la depositaria della verità circa il bene dell’umanità; 2) se ci accetta tale premessa, sempre da cristiani, occorre, come suggerisce S. Paolo, ammonire e correggere i fratelli che sbagliano.
Bisogna, come ha tuonato più volte lo stesso papa Francesco, abbandonare la mondanità, cioè lo spirito del mondo, e opporsi al pensiero unico, cioè a quel pensiero che tende a cancellare l’identità cristiana cominciando dalla famiglia.
Papa Francesco per ben due volte, infatti, così ha precisato: «La mondanità è fare ciò che fa il mondo. È dire: “Mettiamo all’asta la nostra carta d’identità; siamo uguali a tutti”. Così, molti israeliti rinnegarono la fede e si allontanarono dalla Santa Alleanza» (Omelie di Santa Marta, 16/11/2015). Precedentemente così aveva avvisato: «Anche oggi c’è l’idolatria del pensiero unico. Oggi si deve pensare così e se tu non pensi così non sei moderno, non sei aperto» (Omelie di Santa Marta, 10/04/2014).
Occorre quindi mobilitarsi, mobilitare la Chiesa e lasciarsi mobilitare dalla Chiesa per questa resistenza al pensiero unico che solo i cristiani possono intestarsi per il bene di tutta l’umanità.

In secondo luogo: se il motivo dell’iniziativa individuale basata sulla coscienza non fosse sufficiente, deve e non può non esserlo il motivo della obbedienza che come cattolici si deve alla dottrina teologica e morale della Chiesa, senza ignorarla, dunque, e, soprattutto, evitando che sia sovvertita.
Occorre quindi che i cattolici, se davvero tali, siano in prima linea nei casi come l’approvazione delle unioni civili, proprio per evitare che il mondo, così lontano da Dio, distrugga non solo e non tanto la loro identità quanto soprattutto se stesso.

In terzo luogo: il cattolico deve sempre essere pronto, con l’esempio dei santi e dei martiri a difendere la propria fede e la propria Chiesa, non esclusa, ovviamente, la dimensione dottrinale e morale del cattolicesimo.
Opporsi alle unioni civili che deturpano il santo volto della dottrina morale cattolica, significa, quindi, prendere coscienza della lotta tra la luce divina e l’oscurità del mondo a cui partecipa l’uomo con tutto il proprio essere, come ricorda la Gaudium et spes: «Tutta intera la storia umana è infatti pervasa da una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre; lotta cominciata fin dall’origine del mondo, destinata a durare, come dice il Signore, fino all’ultimo giorno. Inserito in questa battaglia, l’uomo deve combattere senza soste per poter restare unito al bene, né può conseguire la sua interiore unità se non a prezzo di grandi fatiche, con l’aiuto della grazia di Dio. Per questo la Chiesa di Cristo, fiduciosa nel piano provvidenziale del Creatore, mentre riconosce che il progresso umano può servire alla vera felicità degli uomini, non può tuttavia fare a meno di far risuonare il detto dell’Apostolo: “Non vogliate adattarvi allo stile di questo mondo” (Rm. 12,2)» (n. 37).

Oltre i motivi generali vi sono poi quelli particolari.

In primo luogo: viene in rilievo un motivo biblico per cui il cattolico non può e non deve accettare le unioni civili.
La Sacra Scrittura (Gen. 1,26-28), infatti, insegna che l’amore gratuito di Dio trova il suo culmine l’ultimo giorno, con la creazione dell’uomo come maschio e femmina, a cui è affidato il compito di popolare la terra co-partecipando al disegno creatore di Dio, istituendo il modello archetipico e prototipico di relazione famigliare secondo il diritto divino e secondo quello naturale.
Opporsi alle unioni civili, per un cattolico, significa dunque difendere la creazione divina da una tracotanza prometeica che la vuole sovvertire.

In secondo luogo: emerge un motivo teologico per cui il modello famigliare che un cattolico può e deve accettare è solo quello fondato sull’unione di uomo e donna nel matrimonio indissolubile e monogamico, motivo teologico che è perfettamente spiegato da S. Agostino: «Col trarla dall’uomo fu raccomandata l’unità, e col trarla in quel modo sono stati simboleggiati, come è stato detto, Cristo e la Chiesa».
In sostanza, l’unione di uomo e donna riflette l’unione di Cristo con la Chiesa.
Il cattolico che si oppone alle unioni civili, insomma, si oppone al quel tentativo di sovvertire la santità di questa relazione fondata sulla santità della relazione tra la Chiesa e il suo divino Fondatore.

In terzo luogo: per un cattolico non può essere ininfluente il motivo etico che può essere riassunto con le parole della Congregazione per la Dottrina della Fede per la quale, infatti, il cattolico non può «pensare di delegare ad altri l’impegno che gli proviene dal vangelo di Gesù Cristo perché la verità sull’uomo e sul mondo possa essere annunciata e raggiunta […]. Devono essere salvaguardate la tutela e la promozione della famiglia, fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso e protetta nella sua unità e stabilità […]: ad essa non possono essere giuridicamente equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali un riconoscimento legale» (Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica, 24 novembre 2002).
Un cattolico, dunque, deve opporsi alle unioni civili per evitare l’equiparazione alla famiglia di relazioni che dell’unione famigliare nulla condividono poiché non ne posseggono gli elementi strutturali.

In quarto ed ultimo luogo non si può non menzionare il motivo magisteriale, cioè l’insegnamento ufficiale dei Papi, almeno quello, imprescindibile, degli ultimi tre Pontefici.
S. Giovanni Paolo II, quasi all’indomani della sua elezione, tracciò l’importanza dell’impegno dei cattolici in difesa dei principi cristiani come la vita, la famiglia, i più deboli (nascituri, bambini, anziani e malati), scrivendo e descrivendo l’inno alla vita che dovrebbe ispirare ogni cattolico ad agire e a reagire in un simile contesto: «Reagiremo ogni volta che la vita umana è minacciata. Quando il carattere sacro della vita prima della nascita viene attaccato, noi reagiremo per proclamare che nessuno ha il diritto di distruggere la vita prima della nascita. Quando si parla di un bambino come un peso o lo si considera come mezzo per soddisfare un bisogno emozionale, noi interverremo per insistere che ogni bambino è dono unico e irripetibile di Dio, che ha diritto ad una famiglia unita nell’amore. Quando l’istituzione del matrimonio è abbandonata all’egoismo umano e ridotta ad un accordo temporaneo e condizionale che si può rescindere facilmente, noi reagiremo affermando l’indissolubilità del vincolo matrimoniale. Quando il valore della famiglia è minacciato da pressioni sociali ed economiche, noi reagiremo riaffermando che la famiglia è necessaria non solo per il bene privato di ogni persona, ma anche per il bene comune di ogni società, nazione e stato. Quando poi la libertà viene usata per dominare i deboli, per sperperare le ricchezze naturali e l’energia, e per negare agli uomini le necessità essenziali, noi reagiremo per riaffermare i principi della giustizia e dell’amore sociale. Quando i malati, gli anziani o i moribondi sono abbandonati, noi reagiremo proclamando che essi sono degni di amore, di sollecitudine e di rispetto» (Omelia, 7 ottobre 1979).
Benedetto XVI, dal canto suo, ha scritto richiamando il dovere del cattolico di opporsi ad ogni forma di relativizzazione del matrimonio derivante dall’approvazione di unioni diverse da quella matrimoniale tra uomo e donna: «Non posso tacere la mia preoccupazione per le leggi sulle coppie di fatto. Molte di queste coppie hanno scelto questa via, perché – almeno per il momento – non si sentono in grado di accettare la convivenza giuridicamente ordinata e vincolante del matrimonio. Così preferiscono rimanere nel semplice stato di fatto. Quando vengono create nuove forme giuridiche che relativizzano il matrimonio, la rinuncia al legame definitivo ottiene, per così dire, anche un sigillo giuridico. In tal caso il decidersi per chi già fa fatica diventa ancora più difficile. Si aggiunge poi, per l’altra forma di coppie, la relativizzazione della differenza dei sessi. Diventa così uguale il mettersi insieme di un uomo e una donna o di due persone dello stesso sesso. Con ciò vengono tacitamente confermate quelle teorie funeste che tolgono ogni rilevanza alla mascolinità e alla femminilità della persona umana, come se si trattasse di un fatto puramente biologico; teorie secondo cui l’uomo – cioè il suo intelletto e la sua volontà – deciderebbe autonomamente che cosa egli sia o non sia. C’è in questo un deprezzamento della corporeità, da cui consegue che l’uomo, volendo emanciparsi dal suo corpo – dalla “sfera biologica” – finisce per distruggere se stesso. Se ci si dice che la Chiesa non dovrebbe ingerirsi in questi affari, allora noi possiamo solo rispondere: forse che l’uomo non ci interessa? I credenti, in virtù della grande cultura della loro fede, non hanno forse il diritto di pronunciarsi in tutto questo?  Non  è piuttosto il loro – il nostro – dovere alzare la voce per difendere l’uomo, quella creatura che, proprio nell’unità inseparabile di corpo e anima, è immagine di Dio?» (Discorso alla Curia romana, 22 dicembre 2006).

Papa Francesco, infine, non è stato meno incisivo, come attestano le sue parole, che si possono adesso adattare al caso italiano, allorquando nel 2010 ancora da cardinale scrisse una lettera ai monasteri di Buenos Aires in occasione dell’approvazione delle unioni civili in Argentina: «Il popolo argentino dovrà affrontare nelle prossime settimane una situazione il cui esito può seriamente ferire la famiglia. Si tratta del disegno di legge che permetterà il matrimonio a persone dello stesso sesso. È in gioco qui l’identità e la sopravvivenza della famiglia: padre, madre e figli. È in gioco la vita di molti bambini che saranno discriminati in anticipo e privati della loro maturazione umana che Dio ha voluto avvenga con un padre e con una madre. È in gioco il rifiuto totale della legge di Dio, incisa anche nei nostri cuori […]. Qui pure c’è l’invidia del Demonio, attraverso la quale il peccato entrò nel mondo: un’invidia che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, cioè l’uomo e la donna che ricevono il comando di crescere, moltiplicarsi e dominare la terra. Non siamo ingenui: questa non è semplicemente una lotta politica, ma è un tentativo distruttivo del disegno di Dio. Non è solo un disegno di legge (questo è solo lo strumento) ma è una “mossa” del padre della menzogna che cerca di confondere e d’ingannare i figli di Dio».

Il momento è dunque grave e cruciale, richiedendo l’impegno politico e culturale, diretto e in prima persona, di ogni singolo cattolico che davvero pensa o spera di essere tale e che proprio per questo non può esimersi dall’opporsi con fermezza, con parole, con manifestazioni pacifiche, culturali, perfino con il proprio voto all’occorrenza, alle unioni civili in corso di approvazione (e a tutte le altre nefandezze giuridiche e antropologiche che seguiranno nel prossimo futuro).

I cattolici non devono temere di essere bollati come retrogradi, oscurantisti, intolleranti o perfino nemici dello Stato e della democrazia, poiché al giudizio del mondo devono preferire la difesa della Via e della Verità, tenendo sempre ben a mente il precetto del Vangelo che è chiarissimo in questa prospettiva: «Chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio» (Lc. 12,8).

Proprio per questo, in conclusione, risuonano forti e vive le parole di Papa Leone XIII che così ha scritto sull’impegno giuridico e politico che spetta ad ogni cattolico: «Facciano tutti bene attenzione: svolgere la propria attività ed usare la propria influenza per indurre i governi a modificare in meglio leggi inique o scriteriate, è testimoniare il proprio attaccamento alla patria in modo intelligente e coraggioso, senza perciò dare motivo alcuno di ribellione ai pubblici poteri. Chi penserebbe mai di incriminare come nemici dell’impero romano i cristiani dei primi secoli, perché essi si rifiutavano di sottostare a leggi idolatriche e si davano da fare per ottenerne l’abrogazione?» (Notre consolation, 3 maggio 1892).

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55 commenti

  1. lcll

    E che è diavolo c’entra la verità?
    Qui si sta parlando di comportamenti sociali, di relazioni fra umani.
    E’ inaccettabile che in base alle convinzioni di alcuni si vogliano imporre o vietare per tutti comportamenti che non arrecano danno agli altri.
    Come se i vegano vietassero per legge a tutti di mangiare carne e uova e latte.
    Come se i rocciatori vietassero per legge di aprire sentieri che portano alle vette.
    Come se i talebani vietassero… esatto! come i talebani.
    Siete i talebani senza maggioranza, e non vi comportate come i talebani solo perché non ne avete la possibilità, ma questo è il vostro modello.
    Bagnasco andrebbe arrestato, i cattolici privati del diritto di voto, le scuole confessionali chiuse. Siete un pericolo per la collettività.

    1. Toni

      Danno agli altri lo fanno …e pure tanto. Ti prendi un bambino gli levi una madre e gli dai un MicheleL… che disgrazia.
      Sol che tu non avendo consapevolezza dell’altro neppure lo percepisci che segni e determini , in base al capriccio di alcuni, il destino di persone.
      Tu sei un talebano, versione coniglio .

      1. MicheleL

        Il mio pensiero va a tutti i bambini che crescono tra genitori omofobi (e in quanto tali spesso squilibrati), che faranno soffrire figli disadattati al mondo civile, le vittime della loro omofobia e di quella dei figli, per non parlare delle migliaia di figli innocenti che soffrono enormemente e spesso sono scacciati dalla famiglia omofoba quando si scoprono omosessuali.

        La stima che lei ha nella mia efficacia genitoriale è del tutto ricambiata mio caro To_Ni. Delle scuse ovviamente la riqualificherebbero. Io la porta la lascio aperta.

  2. Erpes labiale

    Non occorre certo essere cattolici per capire l’assurdità dei matrimoni gay (per non parlare delle adozioni, ovviamente).
    Fermo restando il rispetto e l’inclusione sociale dovuti cmq agli omosessuali, anche un bifolco capisce che andare contro natura non è normale.
    Ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma non pretenda il bollino di “normalità” dalla società civile.

    1. MicheleL

      Anche un bifolco capisce che la terra è piatta e il sole ci gira intorno e tipicamente intuisce che i neri sono diversi e ne diffida, oltre ad una serie di altri pregiudizi alimentati dall’ignoranza.

      Io non mi baserei sull’opinione degli sciocchi ma su quella dei sapienti, che infatti sull’omosessualità dichiarano che non è una malattia (APA, Ordine Italiano degli Psicologi), che è naturale (OMS, oltre alla comunità dei biologi), che rappresenta coppie di potenziali genitori capaci (AAP, APA, What We Know Blog della Columbia University).

      Nessuno si pretende alcun bollino, ma semplicemente l’opportunità di poter contribuire alla crescita sociale (l’inclusione di cui parla, ovvero favorire i legami tra le famiglie di origine dei coniugi, cementate dalla garanzia di un legame solido), venendo distinti da coppie effimere che non desiderano alcun riconoscimento.

      1. Giovanni

        Riguardo la legittiamazione “scientifica” dell’omosessualità, non bisogna dimenticare che a partire dal ’68 gli attivisti gay riuscirono a partecipare alle riunioni dell’APA (l’ordine degli psichiatri americani), in seguito a una serie di manifestazioni volte a far pressione sulla commissione incaricata di esaminare la questione gay.
        Da quel momento la discussione cominciò gradualmente a trasferirsi da un ambito scientifico ad uno invece meramente ideologico. Tale situazione sfociò addirittura in un referendum interno (perlomeno singolare per un approccio medico scientifico), dove una risicata maggioranza degli psichiatri decretò l’eliminazione dell’omosessualità dal manuale DSM (le malattie mentali americane) del ’73, e da cui è scaturita l’omologazione anche in ambito OMS.
        Un po’ come se si mettesse ai voti per decidere se la Terra è piatta o tonda, come disse Bieber (eminente psichiatra americano del tempo), a conferma di come la decisione fu politica/ideologica, non scientifica.
        Lo stesso presidente della commissione, Spitzer, nel 2001 cambiò opinione riguardo il “guarire” dall’omosessualità e riconobbe le pressioni ideologiche del ’73 (quando anch’egli si espresse per la cancellazione dell’omosessualità dal manuale).

        1. MicheleL

          Un mito sbugiardato dalla scienza e dai fatti. La votazione fu voluta dai conservatori che si opponevano alle evidenze scientifiche, ovvero gli studi di E. Hooker, che per prima negli anni 60 studiò gli omosessuali fuori dai manicomi e non solo dentro come si era fatto prima, presumendo la malattia (sic!). I profili psicologici di etero ed omo non sono distinguibili, come dovettero rincrescere li esperti, incapaci di farlo.
          I risultati furono ripetuti più volte e da studi indipendenti, portando alla decisione dell’APA.

          50 anni sono passati e nessun evidenza è emersa in senso contrario a livello scientifico ma ancora più importante a livello sociale, con omosessuali sempre più aperti a confermare il loro orientamento. Infatti anche il nostro Ordine degli Psicologi riconosce queste verità.

          Rimase per alcuni anni il dubbio che il cambiamento fosse possibile, e diversi studi manipolati sembravano confermarlo. Robert Spitzer vi credette, contro molte altre evidenze, ma nello studiare la questione dovette ammettere che la plasticità dell’orientamento sessuale è rarissima e non inducibile.Questo con grande delusione di molti gruppi pseudo-scientifici che infatti chiusero i battenti chiedendo scusa per i danni causati (e.g. EXODUS USA)

          Infatti le terapie dell’omosessualità, sono inutili e nocive e sono anti-etiche secondo tutte le associazioni di psicologi del mondo occidentale, a conferma che di malattia non si tratta assolutamente.

          1. Toni

            E continua in tutte le discussioni con il tuo paraponzi.
            Non è vero, non hai nessuna scienza , solo cialtroni a servizio ed epurazioni. Ve la cantate e suonate….punto. Perseguitate il dissenso: a livello “scientifico” , livello politico, professionale ecc.
            Questo caccone che hai scritto te l’hanno smentito mille volte e parossisticamente l proponi quotidianamente.

          2. MicheleL

            Per smentire la scienza serve altra scienza To_Ni. Dov’è tale scienza? Lei si illude che bastino i suoi insulti? Perchè ad oggi le “smentite” che lei millanta consistono in questo: “paraponzi”, “cialtroni”…

          3. Toni

            Il supporto ai mie paraponzi cialtroni ecc trovano fondamento nella persecuzione, defenestrazione, ingiurie , violenze ecc attivate contro ogni dissenso

            Indovina indovinello:

            «L’APA ha permesso che la correttezza politica trionfasse sulla scienza, sulla conoscenza clinica e sull’integrità professionale. Il pubblico non può più fidarsi della psicologia organizzata per parlare di prove, piuttosto si deve basare per quel che riguarda l’essere politicamente corretti. Al momento la governance dell’APA è investita da un gruppo elitario di 200 psicologi che si scambiano le varie sedi, commissioni, comitati, e il Consiglio dei Rappresentanti. La stragrande maggioranza dei 100.000 membri sono essenzialmente privati dei diritti civili. Alla Convenzione APA del 2006 a New Orleans, ho tenuto un discorso intitolato “Psicologia e la necessaria riforma dell’APA”, che è stato ampiamente diffuso nei listserves di psicologia ma è stato totalmente ignorato dalla leadership dell’APA».

            PS: scommetto che chi l’ha scritto è “cattivo”… “omofobo” … sua madre faceva il “mestiere più antico del mondo” …. un “molestatore ” ecc

          4. MicheleL

            Cerco di spiegarle la situazione: l’APA è un organismo politico, e nel dubbio, come in questo caso, occorre tornare alla fonte, ovvero alla letteratura e andare studio per studio, come faccio io quando invito a leggere il What We Know Blog della Columbia University, piuttosto che le affermazioni dell’APA, che lo riflettono, ma sono una fonte scientifica “secondaria”. Nessuno cita l’APA negli articoli scientifici e l’APA basa le sue affermazioni sulla letteratura, ma non solo, perchè cerca di mediare anche le posizioni dei suoi membri, solo in parre ricercatori, ma con una esperienza significativa.

            L’APA è quindi condizionata nel bene e nel male da diverse correnti di pensiero, non sempre scientificamente giustificate. Prenda ad esempio L’Ex Presidente dell’APA Dr. Nicholas Cummings, che lei cita. Cummings sostiene che il cambiamento dell’orientamento sia possibile, contro ogni evidenza scientifica odierna. Si tratta di uno psicologo di 91 anni, che iniziò l’università l’anno che Freud morì…
            Cummings non rappresenta esattamente il percorso del mondo scientifico, ma il suo passato, cui è tenacemente attaccato, come accade spesso ai (molto) vecchi studiosi (i.e. i nostri famosi Baroni universitari). Cummings, che al consiglio comunale di San Francisco negli anni 80, per arginare l’HIV, propose di chiudere i locali gestiti da gay…

            Comunque, nel dubbio, basta tornare alla sorgente, alla letteratura. Dove sono gli articoli che confermano Cummings? Non ci sono o sono di 20 anni fa, con vistose falle metodologiche. Infatti gli articoli li ha raccolti e analizzati negli anni Robert Spitzer, che aveva in orgine la stessa convinzione di Cummings (e fu più autorevole, pubblicando studi in materia), ma infine accettò il responso dei dati, dei fatti, e ammise che l’orientamento sessuale non è plastico nella quasi totalità dei soggetti e forzare questa plasticità procura danni senza risultati apprezzabili. Ci si può fermare alle affermazioni dell’APA o dell’Ordine Italiano degli Psicologi, ma se si hanno dubbi, gli studi ci sono:

            Shidlo, Ariel; Schroeder, Michael (2002a), “Changing Sexual Orientation: A Consumers’ Report”, Professional Psychology: Research and Practice 33 (3): 249–259, doi:10.1037/0735-7028.33.3.249

            Shidlo, Ariel; Schroeder, Michael (2002b), Sexual conversion therapy: ethical, clinical, and research perspectives, p. 137, ISBN 978-0-7890-1911-0, retrieved 2011-05-17

            Bright, Chuck (December 2004), “Deconstructing Reparative Therapy: An Examination of the Processes Involved When Attempting to Change Sexual Orientation”, Clinical Social Work Journal 32 (4): 471–481, doi:10.1007/s10615-004-0543-2

            Per citarne alcuni.

          5. Toni

            Robert Spitzer è stato costretto a cambiare idea.
            Se gli “articoli” sono di 20 addietro è perché con un articolo, oggi, si muore.

          6. MicheleL

            E se io dico che non è vero, come facciamo?

          7. Toni

            Niente.. chi vorrà verificare chi ha ragione può farlo.

          8. MicheleL

            Se lei sapesse di aver detto la verità e io la negassi, che interesse avrebbe nel non ribadirla, ma lasciare una traccia di falsità, che rischierebbe di diffondersi, sopratutto presso chi è incline a chiedere qualsiasi cosa, pur di corroborare un pregiudizio?

            Io credo che quando si fa una affermazione la si debba giustificare o per lo meno inquadrala nella sua dimensione di credibilità. Viceversa, non trovo onesto sperare di “farla franca”.

            Io credo che lei sappia che non ha alcuna vera ragione per dire che Spitzer sia stato costretto. Credo che lei sappia quanto fragile sia la letteratura a favore della conversione degli omosessuali e penso anche cha sappia che non è vero che sia rischioso dire il contrario, che uno studio serio a proposito, se fosse possibile sostenere la tesi con dati concreti (vere “conversioni”), tale studio esisterebbe. Ma penso anche che lei sappia che i soggetti studiati da Spizter erano già i miglior possibili prodotti da associazioni come EXODUS, che infatti chiusero i battenti.

            O forse lei non sa nulla di quanto sopra, forse ha provato a informasi ma si è reso conto rapidamente che le sue idee non trovavo conferma, e si è convinto per difesa di una ferita netta quanto insostenibile.

            Meglio di tutte le mie ipotesi varrebbe una sua spiegazione, perché non trovo onesto fare affermazioni controverse, come ho detto, senza alcuna giustificazione.

      2. giovanna

        Trollona, hai deciso di calare con tutti gli horror nick , ognuno con la solita brodaglia puzzolente che ammannisci da anni , sempre quella, sempre la stessa robaccia, sempre la stessa muffa ?
        Solo una messa male come te non coglie il ridicolo di presentarsi come celso, carla, aldo, lucillo, xyzwk, micheleL …quando si capisce benissimo che sei sempre la povera trollona dal tuo argomentare fotocopia , piatto e impermeabile a qualsiasi scambio ?

        Ribadisco, possibile che non si possa far nulla per questi caso umano e clinico ?
        Mi fa una pena immensa.

        ( giovanni, scusa, tu fai benissimo a ricordare quella vicenda dell’alzata di mano, ma qui ne abbiamo parlato centinaia di volte e la trollona, alias michelel ecc ecc , conosce la faccenda perfettamente, ma non è interessata a discutere, solo trollare, trollare, trollare.)

    2. ROLLI SUSANNA

      Erpes Labiale?!?

  3. lucillo

    Leggo
    ” da cattolici bisogna opporsi alle unioni civili in quanto è il mondo che si deve adeguare alla Chiesa e non la Chiesa al mondo ” e presumo che l’Italia faccia parte del mondo

    meno male – forse, meno male – che anche all’interno della Chiesa ormai siete una minoranza ciacolante e sostanzialmente autoreferenziale, perché a prendere sul serio questi deliri ce ne sarebbe a sufficienza per pensare veramente se i cattolici dichiarati debbano poter godere di tutti i diritti civili, in particolare quello di elettorato attivo e passivo

    1. Emanuele

      La verità non si ha bisogno di maggioranza… se una cosa è vera resta tale anche se a sostenerla è un solo uomo.

      Così è sempre stato anche nella Chiesa. Ai piedi della croce c’erano solo tre donne ed un apostolo. A Roma San Paolo era da solo in carcere… non ti preoccupare, siamo abituati ad essere una sparuta minoranza.

      E riguardo al diritto di voto, fatti un esame di coscienza… I tuoi amici si apprestano a votare se un essere umano possa essere comprato e/o regalato. Gli stessi che hanno votato (fregandosene pure della tua tanto cara maggioranza ) che un essere umano possa essere costruito in laboratorio .

    2. giovanna

      Ecco, che avevo detto, è arrivato un altro horror-nick.
      Senti trollona, Lucillo e c, va bene che ti rimbalza tutto , ma questa faccenda che siamo pochi o tanti l’hai tirata fuori un miliardo di volte con miliardi di nick diversi e ogni volta, pazientemente, c’è stato qualcuno che ti ha risposto , come oggi Emanuele.
      E forse perché dai una importanza eccessiva a questa faccenda del numero, che ti duplichi, triplichi, moltiplichi a dismisura , in sprezzo del ridicolo ?
      Ti vuoi finalmente rendere conto in quella tua testolina che è un argomento che non attacca ?
      Già partivi da un livello culturale e umano bassissimo, ma continuando sulla strada totalitaria di minacce più o meno velate , fai quasi paura…se non si sapesse della tua precarietà psichica ci sarebbe anche da preoccuparsi…invece, al più, si dovrebbero preoccupare gli operatori che ti seguono.
      Rilancio l’appello : possibile che non si possa aiutare in nessun modo questa poverina ?

  4. Aldo

    ” è il mondo che si deve adeguare alla Chiesa e non la Chiesa al mondo” wow e se non vi accontentano muoverete guerra al mondo?

    1. giovanna

      Trollona ” aldo”, non hai capito un benemerito tubo.
      Tu non pensi forse che la Chiesa di debba adeguare al mondo ? Ebbene, un cattolico pensa che il mondo si debba adeguare alla Chiesa : altrimenti, perché sarebbe cattolico ?
      O ritieni che la libertà di pensiero sia superata ?

      Non è ora che ti mettano a letto ?
      Suona il campanello, non ti possono abbandonare a te stessa anche di notte.
      ‘notte, trollona.

      1. SUSANNAROLLI

        🙂

    2. giovanna

      ehem, scusa , ti ho chiamata “aldo”, ma qui ti presenti, almeno finora, in triplex , cara carla-xyzwk-aldo, alias trollona.

  5. Celso

    …dovete, per impedire che tutto finisca in anarchia, imporre la vostra “verità” anche a chi non la condivide…

    Qualcuno le ha mai imposto di divorziare?
    Qualcuno le ha mai imposto di abortire (o fare abortire)?
    Qualcuno le ha imposto di fare un figlio in provetta?
    Qualcuno le ha mai imposto di ricorrere all’utero in affitto?
    Qualcuno le ha mai imposto l’eutanasia?
    ecc. ecc. ecc. ecc……..
    La “verità” è che gli atei miscredenti nichilisti relativisti materialisti illuministi ecc. ecc. hanno sempre detto che ciascuno si deve regolare come crede, rispettando la legge. Tutto qui. Ci vuole molto a capirlo? Si chiama libertà. Voi invece ragionate esattamente come i vostri amiconi dell’ISIS. La legge di dio deve prevalere su quella degli uomini. Siete soltanto meno sanguinari perché da qualche secolo a questa parte vi siete dovuti confrontare con gentaglia come Spinoza, Kant, Voltaire, Rousseau ecc. ecc. ecc. Ah…i bei tempi, quando il Duca d’Alba e San Pio V potevano ordinare senza farsi tanti scrupoli quei bei massacri di eretici. La “verità” è che purtroppo non ci sono più i cristiani di una volta. Per fortuna.
    P.S. quelle poche volte che sono intervenuto su questo sito l’ho fatto sempre col nickname Celso/Carlos. Lo dico per quella fanatica che pensa che tutto il “trollaggio” sia dovuto ad un’unica fantomatica mente diabolica. Io non ho niente a che fare con Carla, Xyzwk ecc.ecc. ecc…Mi scusi, cara signora, perché si preoccupa tanto? Il suo dio non le ha detto che tanto “non praevalebunt”. E allora? Si rilassi.

    1. andrea udt

      Da miscredente a miscredente, anche se ora a messa ci vado.

      1) con l’aborto sei tu che disponi della vita di un altro.
      2) col matrimonio gay sei tu che disponi della vita di un altro negandogli l’affettivita’ complementare di uomo e donna, negando il diritto di conoscere padre o madre

      Quando tu disponi della vita di un altro non eserciti la tua libertà, calpesti la libertà di un altro.

      Su testamento biologico e divorzio ti do ragione. Sarò un cattolico adulto, un cattolico sgangherato, chissenefrega: forse non sono cattolico, sono uno che ha bisogno di tutte le ragioni, di questo e dell’altro mondo.

      Contento?

      1. MicheleL

        Salve Andrea, mi perdoni si mi intrometto. Non mi è arrivata la sua risposta nella discussione sui giuristi, immagino avesse altri impegni.

        Sul punto 1 sono d’accordo con lei, come si risolva il problema è il punto (veda sotto).

        Sul punto 2, ci sono diversi punti che vorrei farle presente: primo che le donne lesbiche hanno figli e mi chiedo come lei gestirebbe la cosa. Secondo che presumere la necessità di genitori di sesso diverso è ragionevole, ma è come presumere che la terra sia piatta; pare vero, ma non è così se ci si pensa bene. Le evidenze ci sono e sono scientifiche (ma se vuole leggere lavori metodologici e criticarli, mi fa piacere sapere cosa ne pensa da uomo con una formazione scientifica).

        Sul divorzio sono molto critico, non lo proibire, ma lo renderei molto più complicato di come sia mai stato, perchè prima di sposarsi occorre pensarci bene. Un divorzio ha gravi ripercussioni sociali e non dovrebbe mai essere preso alla leggera.

        Sull’eutanasia a mio avviso vale il discorso sull’aborto: è una sconfitta sociale. Io non la proibirei, come non proibirei l’aborto, ma tradurrei ogni evento del genere in responsabilità sociale. Come? Non lo so, ho qualche idea a proposito, ma è possibilmente grezza: si potrebbe aumentando la pressione fiscale in relazione al numero di aborti ed eutanasie e usando l’introito per campagne di prevenzione. Così tutti si renderebbero conto che nessuno può ignorare il fenomeno e che come ci sono persone che non desiderano abortire o morire, è la loro condizione di vita che va garantita a chi viceversa ha queste intenzioni e spesso non le avrebbe se potesse contare sul calore umano e sul supporto di tutti. Cosa ne pensa?

  6. Aragorn

    Carla,Xyzwk, nelle piazze hanno usato la violenza fisica alle sentinelle per contestarli. E questo modo di fare per essere veri? Per caso li avete difesi nel loro modo di essere? Dove eravate quando accadevano queste violenze? Medievali…onnipotenti… e ipocrisia la vostra!?

  7. Cesare

    A Papa Francesco alla domanda di un giornalista sulla liceità morale delle coppie omosessuali rispose: “Chi sono io per giudicare?” Allora viene doveroso domandarsi: il giudizio è peccato? L’unico giudizio perfetto è quello di Dio, quindi è giusto che io mi astenga nel giudicare altri ma, nell’astenermi, devo comunque domandarmi se il mio rapporto con il prossimo è, per non peccare io stesso, consono alla volontà di Dio: in quella Volontà manifestata nel Suo Decalogo di Verità e Amore.
    Il catechismo è chiarissimo: il rapporto sessuale prima del matrimonio è peccato, peccato mortale! E questo si intende tra persone eterosessuali. Il rapporto carnale, contro natura, tra omosessuali dovrebbe essere considerato ben più grave: abominio! Tanto da meritare la biblica ira di Dio su Sodoma e Gomorra.
    Mi domando: come mai, alla vigilia della legalizzazione civile delle coppie gay, che il Governo Renzi promuove, non si sentono parole chiare nelle nostre Chiese su questo argomento.
    Un imbarazzante silenzio tombale.
    Nel Tempio di Dio non si parla più di purezza, di castità e timor di Dio, si ha vergogna. Si sentono solo parole di buonismo e Misericordia.
    Ma quanto deve essere misericordioso il Signore con noi e, in particolare, con i nostri Pastori?
    Cesare Barbadoro

    1. SUSANNAROLLI

      Condivido!
      I Novissimi? ….roba del passato!!
      La Resurrezione della carne? E quando mai!!
      “Via da me maledetti nel fuoco eterno” (Mt 25)?…..ci deve essere un errore di trascrizione!!
      Non è a caso che la Madre della Chiesa -e di tutti gli uomini- appare, appare, appare e ci consiglia vivamente (non ci obbliga) a pregare, pregare, pregare…Eh!, che pregheremo!!, avanti così e ci si piegheranno le ginocchia in automatico!!, e ci toccherà dire :”…ai monti :cadeteci addosso! E ai colli: copriteci!” (Lc 23).
      E guardate che io sono una che pensa positivo!!

  8. clemente

    Solo voi di sinistra potete imporre le vostre idee a tutti, facendole passare come “super partes”.

    1. giovanna

      Scusate, Clemente, Michele, Angelo, parlate pure con la trollona, d’altra parte incarna bene il pensiero unico laicista( con punte psycho mica male ) abbeverandosi ossessivamente alle acque avvelenate del fatto quotidiano e simili, ma tenete conto che xyzwk e carla fanno parte della troll -cordata della trollona….non fatevi prendere per il naso….arriveranno altri horror-nick…è sempre lei.

      (Angelo…infatti la trollona rivendica il diritto di uccidere i bambini nel ventre materno…ha scritto horror pagine indimenticabili a proposito…)

  9. paolo

    Quelli di sinistra strillano perchè, secondo loro, “imponiamo” le nostre idee a tutti.
    Senti da che pulpito viene la predica!
    Proprio loro che non si fanno nessuno scruploto di usare le strutture pubbliche per far passare ogni genere di porcata (aborto, procreazione artificiale, eugenetica, RAI TV, soldi pubblici per gli LGBT, gli animalisti, le femministe abortiste, ecc. ecc.) facendo pagare il conto ai contribuenti.
    Tutti obbligati dallo Stato “laico” ad appogiare delitti e perversioni. E se non sei d’ accoro, minacciano la galera.
    In confronto il Medioevo era un paradiso di libertà !

    1. Xyzwk

      Imporre le proprie idee agli altri significa obbligarli a fare scelte che li coinvolgono DIRETTAMENTE non farsi gli affari altrui! A nessuno viene imposto di divorziare o di abortire se non vuole farlo. Stessa libertà di scelta deve esistere per chi invece decide di farlo.

  10. Xyzwk

    Peggio, é un delirio di onnipotenza!
    Si ritengono depositari della verità che ovviamente deve valere per tutti. É la cosa più paradossale é che poi accusano gli altri di volere imporre il pensiero unico. É questo loro, cosa sarebbe?

    1. Michele

      La verità, se è tale, vale per tutti, noi non abbiamo mai detto il contrario. Piuttosto voi relativisti, che sostenete che ognuno ha la sua “verità”, dovete, per impedire che tutto finisca in anarchia, imporre la vostra “verità” anche a chi non la condivide (e dovete ammettere, se siete coerenti, che la sua “verità” vale come la vostra), semplicemente basandovi sulla forza (se ognuno ha la sua “verità”, allora non ci sono ragioni per preferire la mia o la tua, se non quelle della forza) generando così un vero delirio di onnipotenza.

      1. MicheleL

        “se ognuno ha la sua “verità”, allora non ci sono ragioni per preferire la mia o la tua, se non quelle della forza”
        Sono d’accordo, ma lei parla di dogmi indiscutibili. I dogmi sono esclusi dai sistemi democratici e sostituiti da valori fondati sull’esperienza umana e sulla conoscenza, ovvero su storia, filosofia (religioni incluse), scienza e cultura in generale. Il valore della vita umana e la dichiarazioni dei diritti universali dell’uomo sono condivise anche a livello laico, mentre non tutte le religioni le riconoscono.

        Nessun sistema democratico si ritiene onnipotente, a differenza di alcune comunità religiose in forza dell’obbedienza al loro Dio.

        Ed ecco perchè le religioni inducono conflitti insanabili. E’ quella cosa in cui due persone anzichè pensare di avere ragione in modo assoluto, si confortano argomentando nel modo più completo e preciso possibile e se una verità emerge dal confronto essa viene adottata da entrambi. Viceversa ciascuno agisce come meglio crede lasciando la libertà all’altro di agire in quanto non è ancora chiarita la verità della questione, finchè dalle azioni (Storia) emergono nuovi elementi.

        Nei paesi in cui le unioni sono permesse anche alle coppie dello stesso sesso non è successo nulla di drammatico, cosa che non si può dire nei luoghi in cui esse sono categoricamente proibite.

        Lei pare ignorare o disprezzare il valore del dialogo. Cosa le fa pensare di essere depositario di verità assolute?

        1. giovanna

          Ebbasta, trollona, hai stufato !
          Perché trollona micheleL-lucillo, scarti a priori l’enigmistica ?
          Ti darebbe più soddisfazioni di questo trollare compulsivo !
          Certo, il gusto di minacciare , sapendo di avere l’attenuante de la seminfermità mentale, ti dà quel brivido meschino che non ti dà la settimana enigmistica.

          Certo, hai ragione anche tu, finché c’è qualcuno che ti risponde alla miliardesima volta che proponi la stessa, spiccicata, identica sbobba, perché smettere di trollare e provare a vivere ?
          Dai, lo so che non ce la fai a vivere, mi spiace.
          Dai, trollona lcll-micheleL, che anche oggi hai scavallato la giornata e tra un po’ ti mettono a nanna.
          Coraggio.

        2. Toni

          Tu non hai idea di cosa è il valore della vita umana (l’unico “dogma” in cui credi). Basta dire che vuoi un bambino per inventarti genitore e farti affittare o prestare un utero. Certe parole “valore della vita” in bocca a certuni che si dichiarano contro l’aborto perché “credono nella vita umana” (parole tue) ma lo ammettano come male minore…fanno semplicemente schifo.

          1. MicheleL

            Il flusso di discussione è un po’ scombinato, non so si riferisca a me To_Ni. Immagino di sì e le rispondo: io non considero il valore della vita umana un dogma, ma una verità oggettiva, positiva, per molti motivi, di ordine antropologico, psicologico, storico, scientifico, politico, culturale, ontologico; in effetti ogni capo del sapere fornisce evidenza che il valore della vita della essere capitale. Io non prenderei mai un utero in affitto e propongo il carcere per chi organizza il commercio di tale prestazione. Lo sa perchè l’ho scritto diverse volte, non so perchè mi accusi disonestamente di tali intenzioni, trovo che non le faccia onore.

            Lo schifo in una discussione lo lascio a chi si erige a giudice con arroganza, se provo schifo non rispondo nemmeno.
            A me preoccupa la presunzione di certuni che pensano di poter comprimere all’infinito le vite del prossimo e che questo sia benefico per la vita, si illudono di poter controllare l’incontrollabile e finisco per perdere ogni controllo. L’aborto, l’eutanasia, il divorzi, sono una realtà che si può solo prevenire ed è controproducente proibire, perchè così si anestetizza la coscienza con il dogma, che rende ottusi e infine deboli e proni all’errore, perchè incapaci di reagire ai torti comprendendoli chiaramente come tali, nell’illusione che il bene assoluto esista e possa essere imposto, mentre ad esso si può solo anelare nell’errore e non stancarsi mai di cercare di promuoverlo.

          2. Toni

            Ti prendo in parola che non affitteresti un utero…ok? Ma non cambia di molto il termine della discussione.
            Ricordo che che hai scritto, nella discussione Hadjadj: «Riscopriamo virilità del cristianesimo», che “….. Le donazioni sono lucro, sono contrario anche ad esse. Alla fine della gestazione per altri, la donna che si presta, in piena libertà e senza nessuna pressione economica, umana o sociale, non deve essere nè più ricca, nè più povera di prima. Guardi To_Ni che io non mi faccio nessuna illusione, non penso troverò mai una donna così, ne faccio una questione di principio, ma sono disposto spingere la cosa alle estreme conseguenze, vale a dire pure che di donne così ce ne siano due o tre in tutto il mondo. …..”
            Su queste pagine scrive Xyzwk, una dolcezza di creatura che ha fatto dell’amore verso l’aborto una missione di vita. Purtroppo, sarà casualità, non si incontra mai a discutere con te la differenze di vedute sul tema aborto (per lei l’aborto è meno pericoloso di un parto, tu contrario all’aborto con motivazioni, per me, simili a quelle dell’avversione alla liposuzione). Lei se intervenisse porterebbe per una volta un contributo significativo alla discussione.
            Ho una domanda:
            Anche se il rischio fosse vicino allo 0 (e non lo è ) di parto si muore (ma immagino anche di rischi nella gravidanze, con cadute altrimenti banali, ecc) . Se putacaso tu trovassi la tanto desiderata “donatrice perfetta”, la quale non solo si fa ingravidare per tua gioia, ma addirittura ti firma le liberatorie che in casi nefasti tu sei esente da ogni responsabilità penale civile ecc. , nell’ipotesi che morisse … tu come ti sentiresti? (non faccio distinzione su questa cosa tra un “tu” etero o gay)
            Sarò sicuramente banale oltre che omofobo, però posso dirti i miei sentimenti: io nelle prime 24 razionalizzerei dicendo che era la scelta di una persona adulta e come tale merita rispetto. Che comunque non poteva ignorare che esiste l’imprevedibile nella vita fino all’irreparabile. Aggiungerei che comunque sarei vicino ai suoi cari (nonostante non ho obblighi dal punto di vista penale civile ecc…) . Passate le 24 ore mi consumerei dal rimorso. Sempre. Mi sentirei per egoismo, per mio desiderio, causa della sua morte. Ripeto…sempre.
            Tu come ti sentiresti? Hai dalla tua un “autorevole studio” che ti dice … “che ce fa?” L’APA ti supporterebbe in qualche modo?
            Come la vedo io questo è l’abisso incolmabile che mi separa da te. Io non chiedere mai una cosa di questo tipo perche indipendentemente dalla disponibilità o meno che incontro nella domatrice (come puoi essere sicuri, data la comprensività umana, che la “generosità” non sia “superficialità” o “mancanza d’immaginazione” “incapacità a misurarsi con una esperienza nuova” , e posso continuare) perchè comunque metta la cosa è una strumentalizzazione per un mio fine di una persona.
            Questa è una differenza fondata su una differenza di coscienza che nessun sondaggio, interviste spontanee a coppie etero o gay, catalogazione dei risultati può appiattire. Quindi quando tu scrivi di credere nel “valore della vita umana” usiamo le stesse parole ma parliamo di cose assolutamente diverse. E quresta incomprensione tua ti porta a qualificare il mio pensiero come “dogma”.
            PS: Tralascio,l’aspetto aborto, perche reputo che hai una superficialità altrettanto marcata, ne parleremo più tardi. .

          3. MicheleL

            Confermo quello che scrissi e non le nascondo affatto To_Ni che il tempo trascorso su Tempi mi sia di aiuto nella riflessione. Avevo dubbi sa sulla questione all’inizio e sto prendendo una posizione via via più chiara anche a me sul tema. Se fossi del tutto contrario a tutto quello che si legge su questo sito sarebbe assurdo che ci rimanessi, mentre ci sono molti spunti interessanti.

            Mi è capitato un battibecco con qualche utente su questo forum che veniva al tempo stesso criticato da voi, non escludo questo confronto, ma preferirei discutere con Xyzwk o Nino o altri via mail, perchè qui ci sono alcuni utenti che reagirebbero in modo poco gentile intromettendosi in un tale confronto.

            Provo a rispondere alla sua domanda, perchè non posso nemmeno immaginare lo strazio dell’evento, il dolore che mi procurerebbe. Tuttavia penso sarebbe analogo a quello di perdere un compagno di vita, perchè il ruolo di questa donna sarebbe essenziale per la mia. Un po’ come mi sentirei se mi dicessero che il donatore di midollo che serve a salvarmi la vita è deceduto durante il prelievo. Ci vedo diverse analogie. In ogni caso sa To_Ni, anche se la possibilità mi si presentasse, non credo che la coglierei immediatamente, preferirei piuttosto l’adozione, ove fosse possibile. Ho molti altri dubbi su tutta la faccenda della fecondazione in vitro.

            Sul rischio posso fare questa riflessione: in moltissime attività c’è un rischio per la salute. Questo non toglie che se la persona è consapevole del rischio e lo accetta in virtù del valore della sua azione, il rischio è giustificato. Anche andare in missione con Medici senza Frontiere è pericoloso, ma i medici lo fanno. Anche avventurarsi in Amazzonia per studiare piante sconosciute è pericoloso, ma certi ricercatori lo fanno. Condurre un automezzo di notte magari con la neve è pericoloso, ma i camionisti lo fanno. Il fatto che una vita venga vissuta in libertà e con il valore della solidarietà e della dedizione al prossimo, rende il rischio di perderla secondario. Una riflessione tuttavia molto superficiale, mi vengono in mente una miriade di cose da dire, ma già sono logorroico così. Le lascio la parola.

          4. Toni

            Trovo una sostanziale differenza tra gli esempi da te portati con i medici, donatore di midollo (trascuro l’esploratore perche entra in una altra tipologia umana). Questi offrono se stessi per il prossimo. Nel caso delle “donatrice” apparentemente offre se stessa, ma in verità usa il proprio corpo per offrire chi non può essere oggetto di proprietà (e disposizione di volontà) ad altri. La possibilità che un uomo dica ad un altro uomo, ti regalo questo essere umano, non è per me contemplabile.
            Tutti noi da bambini abbiamo ricevuto una educazione che ci ricordava costantemente che “certe cose non si chiedono” . Questo è un caso.
            Io ho tirato fuori l’ipotesi estrema (e per fortuna non frequente anche se ultimamente ci sono stati casi di malasanità), ma mi viene in mente un’altra circostanza, legata maggiormente a quello che è il divenire umano con le sue trasformazioni legate al continuo interfacciarsi con la vita . Le persone cambiano e lo fanno in mille modi. Immagina per esempio una persona che dopo averti donato il figlio non potrà più avere un secondo figlio benché lo desideri intensamente. Capisci che non è cosa che risolvi con un “vienimi a trovare quando vuoi” e pensando che comunque si può far spazio ad una presenza che riesca a colmare qualcosa. Come pensi che vivrà la sua privazione? Che sentimenti nutrirà nei tuoi confronti? Io credo che tu ignori o non tieni in debito conto che quello che percepiamo di un essere umano, con parole, atti di volontà, gesti ecc è solo una minia marte di ciò che è realmente.

          5. Toni

            In sostanza anche a me vengono in mente mille cose per essere contrario

          6. MicheleL

            Comprendo la sua osservazione, ed concordo che il tipo di urgenza tra questioni mediche e scientifiche o commerciali (ricercatore e autista) siano diverse. Il punto era piuttosto discutere del concetto di rischio.
            Quanto al suo punto di vista sul caso della gestazione per altri (tolto il lucro, non si tratta più di affitto), io presumo sempre che il bambino sia figlio biologico di uno dei genitori.

            Non concepisco il caso in cui il bambino non sia figlio di uno dei membri della coppia; sarebbe come un qualsiasi altro bambino disconosciuto al parto (a questo punto anche prima), non avendo altri legami e va preso in custodia dai servizi sociali che lo daranno in adozione alla coppia più idonea. Consideri che vedo la cosa in questo modo anche se la gestante volesse tenere il bambino ma essendo priva di ovulazioni e il marito aspermatico, cercassero i gameti per altre vie. Non sarebbe figlio loro, anche se partorito dalla donna.

            Quanto ai rischi, la donna che si presta alla gestazione per altri dovrebbe essere autorizzata da un medico e rispondere a requisiti quali ovviamente la perfetta salute, l’avere già avuto figli (il che riduce notevolmente i rischi) e conscia e perfettamente informata di tutti i rischi, incluso quello di sterilità a seguito di complicazioni. Si tratta di un gesto di enorme generosità e francamente non immagino una situazione in cui la gestante “sparisca” perchè se si presta a tale impresa dovrebbe avere un legame con la coppia o volerne avere uno. Un legame non obbligatorio, ma opportuno, come quello di una zia che ha fatto da nutrice con il suo latte al bambino, ad esempio.

            So che la prospettiva è strana e induce diffidenza, per la sua grande importanza, ma credo che ci dovremmo riflettere bene prima di decidere. E i fatto che tutti noi da bambini abbiamo ricevuto una educazione che ci ricorda costantemente che “certe cose non si chiedono” non credo sia sufficiente per convincervi che una cosa non debba essere fatta o chiesta per partito preso, ma ogni giudizio dovrebbe essere il risultato di una approfondita riflessione. Io sto cercando onestamente e davvero di farne una.

          7. Toni

            Speravo che si fosse capito che per me il fattore rischio è secondario se inserito nel giusto contesto.
            Chiaramente io son legato ad una visione che in nessun caso, neppur a fin di bene , l’essere umano (donatrice e bambino che sia) è un oggetto per un mio desiderio.
            Il perno di tutto è la totale contrarietà che un uomo dica ad un altro uomo, ti regalo questo essere umano. Non è un dono che si fa, che si può fare, che si può chiedere.
            Una zia che fa da nutrice con il suo latte ad una bambino risponde ad una esigenza contingente (la madre non produceva latte) . Ma non sarà d’accordo che una zia allattasse solo perché ha il desiderio/bisogno di farlo (il bambino diventa un oggetto per la zia e per la madre che, senza alcun bisogno, lo consente). I particolari, le intenzioni, che differenziano le cose per me sono fondamentali.

          8. MicheleL

            Forse non ho ancora ben chiaro il ruolo del rischio nel suo discorso. Ad esempio prenda le parole di Papa Francesco, che sconsiglia mamme coniglie in ragione del rischio di lasciare orfani figli già numerosi. Il rischio c’è sempre, ma se il valore del risultato è maggiore del rischio, allora il rischio è giustificato.

            Sono d’accordo che il prossimo non debba essere subordinato ad un nostro desiderio, ma al bene in generale e se la vita è il bene, promuoverla -in ragione dei rischi- è positivo. Più che un dono per soddisfare un desiderio, è un dono che celebra la vita.

            Il bisogno esiste per chi mette in atto la gestazione per altri, non si può fare diversamente, è una extrema ratio. Una donna che non può allattare nemmeno se lo volesse, può lo stesso avere un figlio sapendo che dovrà ricorrere all’aiuto di altri. La vita trova la sua via, sta a noi rendere questa via più sicura ed efficace possibile.

          9. ROLLI SUSANNA

            @ MicheL

            Prova ancora a definire le donne CORAGGIOSE – -oggi più di ieri, con sta gente che c’è al mondo mezza piena e mezza vuota di cervello in continuo aumento! -col nomignolo di CONIGLIE e poi ci risentiamo!!

            Raider, io con sto MicheleL a pagamento non ci parlo proprio più, vedi te.

          10. MicheleL

            Gentile Susanna, la metafora è del Santo Padre, non mia. Se la prenda con lui, una volta tanto che io non c’entro.

          11. giovanna

            Nooooo
            Non ci posso credere, trollona !
            Sei riuscita a scrivere ” preferirei discutere con Xyzwk o Nino o altri via mail, perchè qui ci sono alcuni utenti che reagirebbero in modo poco gentile intromettendosi in un tale confronto ” !!!!!
            Nooooo
            Preferiresti discutere con te stessa, trollona ???
            Perché direi subito che stai discutendo con te stessa ?
            Ti dà terribilmente ai nervi, vero ?
            Daiiiii
            Non so se hai più faccia come il c., più protervia, se ci ritieni degli imbecilli o se proprio non ci arrivi a vedere l’effetto che fai !
            Ma perché hai scritto questa ennesima troll-firma ?
            Perché, perché, perché ???
            Che bisogno c’era di scrivere che parleresti via mail con te stessa ?
            Un’ipotesi , in effetti, ce l’ho, ma non la voglio dire.

            ( scusa, Toni, ma almeno che xyzwk e nino e micheleL e luca nullo e caterina e shiva ecc ecc siano la stessa persona, lo vedi ? non parlano mai, mai, mai tra di loro, pur essendo onnipresenti, se non per frasette insulse hai-ragione-sono d’accordo-convengo , rispondono indifferentemente a te e ad altri, dicono le stesse cose sputate, usano troll-firme a ripetizione…non farti prendere per i fondelli, Toni, almeno…. non troppo ! se non resisti, parlaci, ma non ti far prendere per i fondelli ! non accettare le blandizie di questa poverina ! stai in campana ! ci ha provato pure con la Susanna , dai, non abboccare !
            hai letto come l’ha messa a posto Amicone ? l’ha scaricata in mezzo nano-secondo, anche se lo blandiva come “ennio” !Toni, tu sei troppo buono. Non meriti di essere ingannato così dalla trollona, non te lo meriti proprio.)

          12. giovanna

            Scusa, Toni, avevo tralasciato di citare gli altri horror nick qui presenti: Aldo , Lucillo e Celso .
            Celso, poi, ha inserito nel suo intervento , rimpinzato con la solita e ammuffita sbobba di sempre, una troll firma coi fiocchi e contro fiocchi..ne convieni ?
            Come fa a spuntare dal nulla un tizio che avrà commentato l’ultima volta dieci mesi fa e presentarsi dicendo che non è un troll, cosa di cui sarebbe sicuramente accusato da giovanna , rivolgendosi a me che non gli detto niente di niente ?
            Ma piantala, trollona !
            Come l’altro giorno, che hai scritto “NOI commentatori abbiamo protestato con la redazione perché giovanna accusa NOI di essere dei troll ” !
            Una troll firma pazzesca !
            Toni, daiiii
            Non farti prendere per i fondelli, parlaci, dato che non ne puoi fare a meno, ma non farti prendere per i fondelli.

    2. angelo

      Distillato di scemenza quello di Xyzwk.
      Allora, per essere “laici” e “rispettare il pensiero di tutti”, dovremmo ammettere anche l’ omicidio. Della serie “se tu pensi che ammazzare il prossimo sia sbagliato, tieniti le tue idee, ma non imporle a me, che invece penso sia giusto ammazzare”.

    3. angelo

      Caro Xyzwk, tu hai fotografato prfettamente l’ atteggiamento della sinistra laicista che domina oggi.
      Ogni genere di porcheria (aborto, fecondazione artificaile, embrioni congelati, eutanasia, propaganda di parte tramite la RAI, ecc.) deve essere imposta a tutti e fatta pagare ai contribuenti, dicendo che è una cosa “sociale” e che deve andare bene per tutti.
      Quello che vorrebbero “imporre” i cattolici è solo un minimo di buon senso e di rispetto per i valori base dell’ umanità.
      Altrimenti uno potrebbe anche rivendicare il “diritto” ad ammazzare la gente per strada e poi dire “se tu non sei d’ accordo, non ammazzare nessuno, ma non imporre a me le tue idee”…

    4. Toni

      Xyzwk
      Volevo risponderti alla tua ennesima boiata (sempre la stessa), ma noto con estremo piacere che ti hanno “gonfiata” di brutto . Non che una senza vergogna come te subisca effetto…ma per me è sempre un piacere.

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