
Cl scrive a Napolitano: «Affermare il valore dell’altro per il bene comune al di sopra di qualsiasi interesse»
Comunione e Liberazione ha scritto a Giorgio Napolitano per felicitarsi della sua rielezione. Domenica, da Rimini, dove in 24 mila aderenti a Cl si sono radunati per gli annuali esercizi spirituali, don Julian Carron, presidente della Fraternità, ha letto il telegramma che è stato inviato al presidente della Repubblica.
«In questo drammatico momento – ha detto don Carron – lei ci appare come una risorsa per l’Italia, di fronte all’urgenza di riprendere la strada di una vera pacificazione che ottenga quel bene così necessario per la vita personale e sociale. Pur consapevoli dei nostri limiti, come credenti educati da don Giussani alla passione per il destino dei fratelli uomini desideriamo offrire la nostra testimonianza, insieme a ogni uomo di buona volontà, come contributo per sbloccare la situazione, affermando il valore dell’altro nella ricerca del bene comune al di sopra di qualsiasi interesse particolare».
«Comprendendo il peso enorme della nuova responsabilità, le auguriamo di ottenere ciò per cui ha accettato questo grande sacrificio».
Al termine della lettura del telegramma è scattato un lungo applauso di approvazione da parte dei presenti.
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13 commenti
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Don Marzio, fraintente ed interviene solo per far cagnara. “Menarci” era figurativo di come si sono intesi i rapporti in politica in questi anni. Non si riferiva a quelli di CL che semmai le botte le hanno sempre prese.
No, no, sei tu che fraintendi: fatti spiegare cosa sono le manovelle da un romano.
Ho capito Don, vuoi dire che i ciellini sono frocietti che si manistuprano. Hai ragione.
Metà dei contenuti delle scuole di comunità vertevano semplicemente su osservazioni del tipo “non ho capito una mazza di quello che ho letto”
di solito x’ uno arriva alla sdc senza aver letto prima e, secondo, legge mentre gli altri parlano e siccome è interventista interviene a “cappella”.
Comunque avete letto l’intervento del Presidente? Avete letto Carron su Repubblica ed il telegramma? ah dimenticavo: Fatti prima del discorso di Napolitano.
Carron:
momento drammatico: Si
Lei ci appare come una risorsa: Si ma mica dice che è quello che ci salva, magari sbaglierà, ancora, anch’io sbaglio ancora, cazzo! E che facciamo ci meniamo?
Riprendere la strada di vera pacificazione: si
Movimento , critiche? Che facciamo tutti a casa nella tana, suvvia!
x Gabriele
Cristo era a Rimini? Cazzo me lo dite adesso!!! 🙂
Evidentemente cl vede cristo in napolitano. Se hai un po’ di fantasia lo puoi vedere anche nelle incrostazioni del wc. Fanatici visionari al servizio di uno sclerotico.
Sergio ha ragione, “menarvi” è il termine giusto. Il Marchese del Grillo propone una assoluzione ogni tre manovelle per il nipote, io ve ne do una ogni sei. Il pacchetto comprende anche una assoluzione plenaria ogni petting violento tra maschietti purché non di venerdì.
E tu ti sei già fatto separare da Cristo da Napolitano? Davvero pensi che nella “sterile realtà” Cristo non ci sia?
Non so cosa ne pensate voi, ma io a caldo dopo essere stato preso in contropiede da quelle parole non ho applaudito…
Mi sono domandato cosa c’entrasse la ri-elezione di Napolitano con tutto quello che ci eravamo detti in tre giorni.
L’ho sentita come una contraddizione.
Oltretutto, ora che ho avuto un pò di tempo per riflettere, la ri-elezione di Napolitano mi sembra un fallimento della politica italiana.
Cioè la testimonianza evidente dell’incapacità dell’attuale nostra classe politica di rinnovarsi.
Mi rifiuto di pensare che non ci sia nessuno oltre Napolitano in grado di reggere e governare la nostra Repubblica.
Ho trascorso tre giorni in presenza di Cristo e di botto sono ripiombato nella sterile realtà, oltretutto politica.
Per questi motivi alle mie orecchie è sembrato e mi sembra tutt’ora inopportuno quell’elogio a Napolitano.
Per di più così facendo Carron ha esposto il movimento a critiche di cui non ha certo bisogno, visto gli innumerevoli scandali di questi ultimi tempi.
E se in seguito Napolitano si rivelasse incapace di risolvere la situazione? E magari non una risorsa per l’Italia, ma una complicanza?
D’altronde è solo un uomo e come tale fallace, cosa dovrebbe fare Carron? Rimangiarsi le parole?
Secondo me chi lo ha consigliato ha agito troppo d’impulso.
Era meglio rimanere nel tema degli esercizi: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo?”.
Anche per me è ancora difficile capire Don Giussani ad una prima lettura, e molte cose le ho compreso solo dopo molto tempo facendone esperienza. Una di queste è che se Cristo non fa parte della mia realtà quotidiana, allora tutto il resto non ha senso. Ma veramente incontriamo Cristo solo agli esercizi ? Comunque tornando al resto, oggi dopo aver molto avversato Napolitano, mi sento per la prima volta orgoglioso di avere un Presidente così.
beh, forse ho esagerato, ma sicuramente Giussani è difficile da leggere.
Una difficoltà nasce dal fatto che alcune cose, per quanto bene possano essere spiegate, si capiscono solo vivendole, l’altra scaturisce da uno stile di scrittura inutilmente farraginoso ed a volte (spesso?) tortuoso.
E’ un peccato perchè ne limita la possibilità di far conoscere l’insegnamento di Giussani attraversi i suoi scritti.
Noto che questo stile comunicativo rimane nel linguaggio sia di molti articoli di Tempi sia nei comunicati stampa di CL. Quando alcuni concetti ti sono entrati nella pelle diventano così naturali, così ovvie ai propri occhi che le si comunica non tenendo conto che sono tutt’altro che ovvie e scontati per gli altri.
Basta pensare ai concetti di libertà e obbebienza e come vengano intesi all’interno dell’esperienza di CL.
leggendo il comunicato mi è tornato in mente la scrittura di Don Giussani: pesante, poco scorrevole, poco lineare, periodi lunghissimi pieni di subordinate….
Metà dei contenuti delle scuole di comunità vertevano semplicemente su osservazioni del tipo “non ho capito una mazza di quello che ho letto”
Non di meno lo stile di Giussani ha lasciato un segno, specie nei comunicati stampa (o talvolta nei titoli del Meeting).
Ad esempio la frase “come credenti educati da don Giussani alla passione per il destino dei fratelli uomini” è poco chiara a chiunque non abbia fatto un minimo di scuola di comunità.
Ti sbagli. Il tuo non è un problema di scuola di comunità, ma di scuola elementare e scuola media.