Chi scherza coi santi non lascerà stare i morti. Note per i #jesuischarlie

Di Alfredo Mantovano
11 Settembre 2016
C’è un filo conduttore fra l’oltraggio portato dalle vignette di Charlie Hebdo e l’apologia delle natiche nude su cui si fondano le ordinanze anti-burkini: è il rifiuto dell’intelligenza
Nella combo le due vignette dedicate al terremoto in Italia pubblicate da Charlie Hebdo, Parigi, 2 Settembre 2016. ajkahnaahan

Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Tutti concordano sul tratto becero delle vignette di Charlie Hebdo riguardanti il terremoto del 24 agosto. Il dissenso è fra chi ritiene che si sia oltre una mera questione di gusto becero, e chi invece – pur dissociandosi con termini altisonanti dal merito delle vignette – non si schioda dalla difesa della assoluta libertà della satira in quanto satira.

Mettiamoci d’accordo. Non è in gioco la tolleranza, neanche la più lontana, per atti di violenza, o anche solo di minaccia, verso i vignettisti; precisarlo fa fare la figura degli stupidi, ma siamo nella necessità di ribadire l’ovvio. Nemmeno è in gioco la libertà di espressione, pur nella forma necessariamente forzata della presa in giro. È in gioco qualcosa di diverso: è capire se ci sono atti della nostra vita quotidiana – fra cui la satira – legibus soluti a prescindere, se la caricatura legittima tutto, se alla fine è solo questione di buon gusto: come andare a cena in un ristorante di lusso con bermuda rosse e canottiera a strisce. A parte che conciato così al ristorante non ti fanno neanche parcheggiare l’automobile (quando c’è di mezzo il cibo, le regole e il loro rispetto valgono, eccome), nell’ultimo episodio, il cui effetto ancora una volta è stata propaganda gratis per il fogliaccio parigino, l’incoerenza sta dalla parte di chi ha protestato, non di chi ha ribadito la posizione iper-libertaria.

Spiego perché. Le vignette sul terremoto sono state l’equivalente del vilipendio dei corpi delle vittime e del disprezzo del dolore di chi è rimasto in vita; hanno colpito così volgarmente, da indurre alla dissociazione perfino la diplomazia francese; hanno rotto la coltre di sacro che accompagna sempre e da sempre tragedie come quella di Amatrice e dintorni. Sono entrate in un territorio nel quale non c’è margine per lo scherzo: nel quale il semplice riso rinvia alla stoltezza della bocca su cui è stampato. Domanda: ma scopriamo adesso che è così? Non è violare la sfera intangibile del sacro raffigurare l’Eucarestia, il Crocifisso e la Vergine secondo le modalità più volte usate da Charlie Hebdo? Cambiando quel che c’è da cambiare e con intensità differenti, il fedele cristiano non si sente ferito nell’intimo come il sopravvissuto al sisma? E che cosa deve provare lo stesso fedele se sul medesimo stesso giornale – come è accaduto – vede il Vicario di Cristo disegnato in relazione amorosa con una guardia svizzera? Più o meno il sentimento che prova il musulmano che scopre Allah e Maometto pesantemente ingiuriati. La lesione di quanto c’è di più sacro vale a intermittenza?

Papa Francesco ha fatto la sua scorta di critiche, talora pesanti, quando col consueto stile diretto ha raccontato che se un suo collaboratore gli offendesse la madre reagirebbe con un pugno (precisazione sempre stupida ma necessaria: un pugno, non un attentato terroristico). Potremmo chiuderla qui. Non senza constatare, però, che l’ultima vicenda rinvia a una questione non secondaria.

La licenza del clown
Tutto ciò che riguarda l’uomo conosce dei limiti; al clown non è permessa ogni cosa, se la saggezza popolare – molto più “saggia” di tanti editorialisti – trasmetteva la massima “scherza con i fanti e lascia stare i santi”. Il clown si concede delle licenze, ovviamente larghe, ma quando i suoi lazzi incrociano non il concetto astratto di morte, bensì bambini, donne, uomini, chiusi nelle bare e nemmeno sepolti, ha il dovere di fermarsi. Questo dovere è più avvertito se la sua condivisione include quell’intimità del sacro tutelata da ogni civiltà: altrimenti perde credibilità.

Vi è coerenza, oltre alla contiguità geografica, fra l’oltraggio portato da quelle vignette e l’apologia delle natiche scoperte – quale segno eccelso di civiltà europea – su cui si fondano le ordinanze anti-burkini: il filo conduttore è il rifiuto dell’intelligenza, e quindi pure della sensibilità per il rispetto di ciò a cui teniamo di più perché ci tocca nel cuore. La più che fondata ribellione di fronte a ferite così profonde è sulla stessa linea del superamento dell’indifferenza quando riguarda l’oltraggio che colpisce la Croce.

Foto Ansa

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11 commenti

  1. leonardo

    I musulmani hanno perfettamente ragione a sentirsi offesi. Vi state chiedendo se sono musulmano? Si lo sono ma non lo sono stato sempre, sono stato per 40 anni cattolico e da 10 anni mi sono convertito all islam quindi nessuno meglio di me puo’ spiegare certe cose avendole vissute entrambe.
    La religione per i musulmani come importanza e’ tutto per i cattolici e quasi niente. Non ho mai visto nessuno praticare la religione cattolica veramente, che non vuol dire solo andare a messa la domenica anche se la maggior parte non fa nemmeno quello. Per un musulmano un insulto al proprio credo e’ la cosa peggiore in assoluto, peggio ancora di offendere sua madre che passa in secondo piano.Questo e’ stato il grave errore di Charlie Hedbo il non aver compreso l importanza della religione. C’e’ anche la profonda convinzione nei musulmani che noi siamo qui di passaggio che la vera vita non e’ in questo mondo ma che si trova nell aldila’ convinzione talmente profonda da farsi saltare in aria. Pertanto ci vuole rispetto. Un altra cosa che i musulmani hanno capito, non parlo dei terroristi quelli si muovono per soldi e politica non esistono le guerre di religione, esiste il pretesto della religione ma non i motivi veri. Come dicevo quello che hanno capito i musulmani e che esiste 1 solo dio per tutti, non esiste pertanto un dio musulmano un dio cristiano o un dio ebreo esiste 1 solo dio, un giornale musulmano non farebbe mai una vignetta su gesu’, perche’ il corano pur non riconoscendo gesu’ cristo come figlio di dio, lo riconosce e lo cita nel corano come un grande profeta. I terroristi che ci sono in giro sono solo mercenari a pagamento non hanno niente a che vedere con la religione sono tutte organizzazioni create ad HOC fatte di personaggi che nessuno a mai visto in vita e nemmeno da morti per citarne 1, quello che credo e’ che alcuni stati e molte industrie per vivere hanno bisogno di guerre, se non ci sono nemici da combattere, l unico modo e’ quello di crearli, per crearli ci vogliono soldi, ma quelli ritornano una volta distrutto tutto bisogna ricostruire, e poi si possono sempre prendere le risorse naturali.

    1. felpa

      Se esiste una religione che divide fede e morale, questa e’ proprio l’Islam. Ed aggiungo anche vittimistica ed autoassolutoria, come tu stesso dimostri. Mi sa che prima della conversione non eri affatto praticante.

      1. Non ero praticante, perche’ non merita di essere praticata. La chiesa altro non e che un potere Politico ed economico che non si basa per niente sui dettami di gesu cristo che dicono ben altro. Guarda cosa succede all interno del vaticano dove cardinali alloggiano in case di lusso da 300 m2 Vergogna!!!!!

  2. Enio

    Oggi tutti contro,tempo fa tutti jesuischarlie…. Come ci sentiamo offesi noi possono sentirsi offesi i musulmani per le vignette su Maometto.. Detto questo rimane la condanna assoluta per gli omicidi dei giornalisti di CH ma più che satira mi sembra un becero strumento per alzare la tiratura e visibilità. Voi siete oggetto di satira,vergogna

  3. Non sono mai stato un je suis charlie perche’ fare soldi nascondendosi dietro la liberta’ di espressione e’ veramente penoso. La liberta’ per me finisce la dove vengono violati i sentimenti ed i diritti degli altri. Offendere Le religioni in cui credono miliardi di persone non e’ satira ma e’ da fuori di testa. Se Charlie e’ ateo tanto di rispetto, ma allo stesso modo devono essere rispettati chi non la pensa come loro. Chi arranca il diritto di poter fare quello che vuole e’ il primo che non conosce il significato di liberta’, perche’ significa essere prepotenti. Le vignette sul terremoto non fanno ridere nessuno, quindi di satira ce veramente poco, soprattutto per chi ha perso dei figli sotto le macerie, chi vive nella disperazione, chi vive nelle tende e per tutte le persone anziane che in questo momento si sentono allo sbando e non conoscono il loro futuro. Questa liberta’ di espressione a veramente rotto non puo’ esistere una liberta’ infinita’, va posto un limite

  4. Menelik

    Se li prendessimo per i fondelli sulle loro prodezze riguardo al terrorismo islamico e su essersi lasciati scappare (i Belgi in questo caso, no i Francesi) quel terrorista perché dopo la mezzanotte la polizia non può operare, allora riderebbero meno sul nostro terremoto.
    Una volta si diceva “rendere pan per focaccia”.
    Ma in fin dei conti è meglio così, perché quel giornalino di carta igienica non vale la pena di prendersela, tanto per le persone normali la figuraccia la fanno loro.

  5. maboba

    Senta, io non sono jesuischarlie o jesuisqualcosad’altro se non je suis quello che sono.
    Le vignette di CH sul terremoto non mi sono piaciute, non mi hanno fatto né ridere, a me sono parse una, mi perdoni il linguaggio, una solenne stronzata cui andava risposto con la più serafica indifferenza. Se una persona si diverte in quel modo peggio per lei.
    Detto questo altra cosa sono le vignette sul papa, su maometto e via dicendo. Personalmente se una vignetta riesce a strappare un sorriso perché fatta bene può essere fatta anche su Gesù. Non vede perché dovrebbe indignare e offendere le sensibilità poi una vignetta sul papa o su maometto. Questo tipo di reazioni, anche senza arrivare a quelle di stampo tribale tipiche degli islamici, mi paiono dispiace dirlo frutto di sensibilità “dogmatiche”. Forse influenza questa mia “insensibilità” se vogliamo chiamarla così il fatto di essere di una regione dove si riesce persino a scherzare della propria mamma.

    1. rispetto, grazie

      Io invece mi sento profondamente offeso delle vignette fatte da quel giornale (per fortuna ne ho viste poche ed erano rivoltanti) fatte su Gesù, Maria e Maometto.

      Provi a fare finta che al posto delle vignette fatte su Gesù ci fosse suo padre che magari è morto ammazzato in guerra e al posto di Maria sua madre che magari si è sacrificata tutta la vita per allevarlo, farlo studiare, ecc. ecc. . Io se provassero a fare questo dei miei genitori … diciamo che mi sentirei molto offeso… e non ci sarebbe satira di qualsiasi tipo che ne darebbe giustificazione.

    2. felpa

      Assolutamente daccordo per jna vignetta fatta bene, con umorismo intelligente e non blasfemo. Ma quelle di Charlie non appartenevano assolutamente alla categoria delle vignette fini ed intelligenti.

    3. leonardo

      Il problema maboda e’ che i musulmani danno un enorme importanza alla religione per loro non e’ solo una religione ma sono regole di vita quotidiana. Per i cristiani da quello che vedo non e’ cosi importante anzi e quasi banale. Le vignette su maometto 1 in particolare e’ molto pesante e passa a mio avviso veramente il limite, scrivere di un libro sacro che e’ della merda, francamente non mi sembra satira ma significa offendere 2 miliardi e mezzo di persone, cioe un intera civilta’ gratuitamente. I je suis charlie sono molti di meno di quello che si pensa. La gente ha capito che charlie non a alcuna ragione, e che quello che e’ successo se lo sono cercato. Ti ricordi cosa ha detto il papa sugli attentati intervistato sull aereo? chi insulta la fede “si aspetti un pugno”

      1. felpa

        Non è vero. I cristiani, quelli veri, ci tengono tantissimo alla loro fede e ne fanno una regola autentica di vita.

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