Chi è l’imam Sekaleshfar che a Orlando predicava la morte per gli atti omosessuali

Di Leone Grotti
13 Giugno 2016
Già nel 2013 aveva affermato che «nell'islam la pena per gli atti omosessuali è la morte e non c'è niente di cui essere imbarazzati. È un atto di compassione»

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«La pena per gli atti omosessuali dev’essere la morte». Simili espressioni non possono passare inosservate all’indomani della strage di Orlando, dove domenica un jihadista americano di origini afghane ha compiuto la più grande carneficina da sparatoria della storia degli Stati Uniti, entrando nel locale gay Pulse Club e uccidendo 50 persone. L’invettiva è stata fatta da un imam sciita a marzo proprio a Orlando, durante un incontro pubblico.

SERMONI DELL’IMAM. Farrokh Sekaleshfar è nato in Inghilterra e gira il mondo per spiegare l’islam e la legge islamica. In occasione del Ramadan, parlerà ogni sera a Sydney al centro islamico Imam Husain a Earlwood, ma in tanti hanno chiesto di annullare i suoi sermoni, accusandolo di diffondere l’odio verso gli omosessuali. L’imam non è nuovo a simili dichiarazioni: già nel 2013, durante un incontro in Michigan, aveva affermato che «nell’islam la pena per gli atti omosessuali è la morte e non c’è niente di cui essere imbarazzati».

ISLAM RELIGIONE DI PACE. Parlando con il Guardian Australia, l’imam si è difeso dicendo di aver già «espresso su Facebook le mie più grandi e sincere condoglianze agli amici e alle famiglie di coloro che sono stati uccisi a Orlando». Insiste poi sul fatto che «l’islam non giustifica mai l’uccisione della vita innocente. [Il Corano] dice che chi uccide una vita innocente è “come se uccidesse l’umanità intera”».

«ATTO DI COMPASSIONE». Ma un omosessuale, per l’islam, è una “vita innocente”? Sekaleshfar risponde facendo notare di «non aver mai detto nei miei sermoni che chiunque può applicare la pena di morte». Può farlo solo lo Stato in un paese «dove la maggior parte delle persone vuole la legge islamica». L’imam sciita è convinto infatti di non diffondere l’odio invocando l’uccisione degli omosessuali a certe condizioni: «È un atto di compassione, bisogna essere felici per la persona [uccisa]», perché «noi crediamo in una vita dopo la morte, noi crediamo nella vita eterna… E con questa sentenza la persona omosessuale sarà perdonata e non sarà ritenuta responsabile nella vita dopo la morte».

SERMONI CONFERMATI. Insiste Sekaleshfar: «La pena di morte non è contro gli omosessuali, ma riguarda solo quelle persone che in un paese islamico commettono un atto di copulazione anale in pubblico. È importante che l’atto venga compiuto in pubblico». Certo, ammette, vista la strage di Orlando «devo stare attento d’ora in poi. In teoria le parole possono sempre essere abusate dalle persone. Dovrò stare molto attento». L’imam è intenzionato a tenere i sermoni come previsto ma si è detto disponibile a desistere nel caso in cui il Centro islamico glielo chieda. Contattato per un commento, il Centro non ha rilasciato dichiarazioni.

@LeoneGrotti

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12 commenti

  1. Giannino Stoppani

    Raffaele Menichetti Tornello Serbelloni Mazzanti Viendalmare, hai perfettamente ragione: è inutile sprecare tempo cercando di turlupinare chi non ha l’anello al naso.
    Continuate pure a cantarvela e suonarvela tra di voi: tutta gioia tutta bellezza.

    1. Susanna Rolli

      Evviva!

  2. Ferruccio

    Il consenso laicista si regge sull’ignoranza del popolo in campo religioso. Altro che secolo dei lumi. La distruzione della società oratoriale in favore dell’individuo con smartphone e fb è stata la più grande battaglia vinta dal diavolo. Adesso ci provano con la famiglia e forse ci riusciranno ma Dio alla fine prevarrà.

    1. Ferruccio

      Il mio commento è una risposta ai sapientoni che hanno commentato questo articolo su facebook.

  3. Marco

    E’ la stessa dottrina islamica a prevedere la morte per i gay.
    Dalla Sunnah: “Quando un uomo cavalca un altro uomo, il trono di Dio trema. Uccidete l’uomo che lo fa e quello che se lo fa fare. Il sihaq (lesbismo) delle donne è zina (rapporti illegittimi) tra esse”.

    E infatti in molti dei paesi a maggioranza islamica l’omosessualità è punita con la pena capitale: Mauritania, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Yemen, Sudan, Iran, Afghanistan, Nigeria, Somalia. In Pakistan è previsto il carcere a vita.

    Ma per gli islamofili politicamente corretti queste informazioni dovrebbero essere censurate.

    E’ incredibile come molti fremono per “integrarsi” con questo islam, anziché ricacciarlo nel buio da dove viene.

  4. Giannino Stoppani

    Per il caro Valerio Ventura da feisbuc.
    “Fuori di testa” ci sarai te.
    E comunque sì, la pratica della sodomia è un peccato tanto grave “che grida vendetta al cospetto di Dio” il quale però dice anche: “Io non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva”.
    La Bibbia vedete di leggerla, invece di scrivere asinerie.
    Se voi per ragioni di prurito sfinterico credete agli slogan fatti di menzogne che vi ficcano nel capo è un problema vostro e finché ne ragionate dandovi di gomito al circolo Mario Mieli è una cosa.
    Pretendere di far abboccare anche chi non è ben disposto ad esser messo a novanta gradi come voialtri, è un altro paio di maniche.
    Ah, mi scordavo: la voglia matta di censurare un prete che legge San Paolo nella sua chiesa è roba da terrore giacobino o da Corea del Nord (a scelta).
    Andate a farvi benedire, ma da uno bravo.

  5. Antonio

    Comunque se veramente vogliamo rispettare il politically correct e quindi eliminare crocifissi e simboli religiosi che possono urtare la sensibilità la comunità LGBT dovrebbe fissare la regola che due gay non possono baciarsi o fare effusioni in pubblico dato che offende l’islam infatti il fatto scatenante della sparatoria è stato un bacio tra due gay, e poi ve la prendete con i Cattolici.

  6. Giannino Stoppani

    Caro Menichetti Tornello, mi spiace tanto tanto che tu ci sia rimasto così male per non averla passata liscia. Credimi.

  7. Giannino Stoppani

    Per il caro Raffaele Menichetti Tornello da feisbuc.
    Decontestualizzare la Bibbia è il vezzo tipico dei bugiardi e dei somari che, come tali, pensano che chi li ascolta sia somaro come loro.
    Il prete ha letto San Paolo, ed ha ragione a definirlo più che attuale, vista l’ipocrisia e la menzogna che girano, specie in chi si indigna a corrente alternata, considerando certi morti migliori di altri.
    P.S.: se incappi in uno che la lettera ai Romani ha avuto la ventura di leggerla e sa che in tale contesto il termine “morte” allude a ben altro rispetto a quello che dice ‘sto tipo qui, tu che figura ci fai? Vuoi un aiutino?

  8. Susanna Rolli

    Predicava ad Orlando? Enessuno l’ha mai sentito -di quelli che avrebbero dovutosaperlo? strano…

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