
“Cento” grane per Grillo: gli epurati lanciano il Movimento 6 stelle
È un universo idealista, quello dei grillini. E come da disposizioni ben precise, le cinque stelle del nome rappresentano i cinque temi al centro dell’ideologia del movimento: acqua pubblica, trasporti, sviluppo, connettività e ambiente. Adesso a Cento, in provincia di Ferrara, ne aggiungeranno una, che simboleggia «la coerenza». Un movimento sei stelle, insomma, che nasce dallo strappo con Beppe Grillo che risale a qualche mese fa. All’origine della rottura, ancora una volta, quel Valentino Tavolazzi “epurato” per avere invocato un po’ di trasparenza in più. Figura nota e stimata in Emilia-Romagna, ha ricevuto il sostegno di molti, fra cui quello degli attivisti centesi. Risultato? Fuori dai giochi anche loro per volere di Grillo, diffidati dall’uso del simbolo con tanto di scomunica in carta intestata. La colpa è quella di essersi «azzardati, attraverso un gesto simbolico, a chiedere una spiegazione sull’espulsione di uno di noi, uno del Movimento 5 Stelle (stimato da tanti attivisti e tanti eletti) con conseguente allontanamento di tutto il “suo” gruppo di Ferrara. Il tutto è successo avvalendosi, come in una “questione di mercato”, della proprietà di un marchio esprimendo la volontà di gestire dei “credo”, delle idee, delle persone ed un intero movimento semplicemente mediante una società di strategie di rete e marketing con sede a Milano: la Casaleggio Associati».
Dopo il diktat di Grillo si erano presentati, finora, come ex Movimento Cinque Stelle di Cento. Poi la decisione di fare un passo ulteriore, di «indossare un altro vestito». Cento in Movimento. «Cento, perché è sul territorio che bisogna lavorare. In Movimento, perché siamo nel MoVimento e la vera politica si fa lavorando in piazza, senza delegare gli altri. 6 Stelle, perché la sesta stella è quella della coerenza. La coerenza di non fermarci solo per un’imposizione venuta dall’alto senza nessuna consultazione democratica e decisione deliberata dalla “base”», spiegano i centesi. Che concludono: «Crediamo fermamente in una politica di democrazia partecipata come quella in cui confidiamo noi, attivisti del MoVimento 5 Stelle attraverso i suoi princìpi fondamentali, e non attraverso le parole di un singolo personaggio e le strategie decisionali di una società milanese».
Del resto lo aveva spiegato lo stesso Tavolazzi, lamentando i messaggi del blog dell’ex comico e le azioni dello staff «da cui provengono spinte incomprensibili, che spesso non riesco a capire, e non sono il solo. Il dissenso interno è sacrosanto, ma lo si può esprimere in molti modi. Non c’è bisogno di farlo pubblicamente, su un blog popolare. Perché a quel punto diventa un problema mediaticamente. Io, Progetto per Ferrara e il gruppo M5S di Cento fino a prova contraria facciamo parte del Movimento. E nessun post di nessun blog può modificare questa realtà. Il Movimento non è un simbolo. È carne e ossa, cervello e impegno di chi ci crede e di chi ci lavora con spirito di servizio. Non è proprietà di nessuno. Nemmeno della Casaleggio Associati».
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