Bruce Springsteen e siti porno alla “guerra dei bagni”

Di Leone Grotti
20 Aprile 2016
Per punire il North Carolina, colpevole di "discriminare" i trans nell'accesso ai bagni pubblici, celebrità, presidenti e multinazionali sono intenzionati a discriminare tutti
epa04048037 A picture made available on 30 January 2014 shows US singer and musician Bruce Springsteen performing with the E Street Band during the first leg of their 2014 'High Hopes' tour to Africa at the Belville Velodrome in Cape Town, South Africa, 29 January 2014. Springsteen kicked off the show with the song 'Free Nelson Mandela.' EPA/STR

Gli ultimi, in ordine cronologico, sono stati i Pearl Jam. Anche loro si sono uniti al carosello di star che hanno boicottato il North Carolina per vincere quella che si potrebbe definire la “guerra dei bagni” cominciata circa un mese fa.
La guerra, che accende gli animi più della campagna elettorale, ruota attorno a una legge approvata il 23 marzo dallo Stato che si affaccia sull’Atlantico e che vieta alle persone di accedere ai bagni pubblici in base alla percezione soggettiva del sesso. Gli uomini che si sentono donne (transgender donne) ma che mantengono l’apparato riproduttivo maschile, dunque, non potranno andare nei bagni delle donne. Così come le donne che si sentono uomini (transgender uomini) ma che mantengono l’apparato riproduttivo femminile, non potranno andare nei bagni degli uomini. È questione di buon senso, privacy e sicurezza, ha giustificato la legge il governatore McCrory.

DA SPRINGSTEEN A MOORE. I Pearl Jam hanno definito «spregevole» questa legge che «incoraggia la discriminazione contro un intero gruppo di cittadini americani». E così hanno cancellato la data del tour a due soli giorni di distanza. Il gruppo non ha fatto che seguire le orme di Bruce Springsteen, che non andrà in North Carolina come promesso per «combattere contro il pregiudizio e l’intolleranza», l’ex Beatles Ringo Starr, che vuole «prendere posizione contro l’odio, diffondendo pace e amore». Perfino il regista duro e puro Michael Moore ha deciso di infliggere una dura punizione a tutti i cittadini, ordinando di non proiettare il suo nuovo film nei cinema di Raleigh e dintorni.

DOPPIO COLPO. I nomi delle star, ovviamente, sono apparsi su tutti i giornali e le celebrità si sono fatte una bella pubblicità. Alcune, quindi, hanno optato per dare un colpo al cerchio e uno alla botte: pur sottolineando di essere contrarissimi alla legge che viola «i diritti umani degli Lgbtq», hanno deciso di non espungere dal cartellone le date dei concerti, trasformandoli in una grande manifestazione «per far cancellare la legge». Hanno scelto questa strada Jimmy Buffet, Cyndi Lauper, Laura Jane Grace e Brandi Carlile.

MENO POSTI DI LAVORO. Le star però non si sono inventate niente. Sono le grandi multinazionali ad aver ingaggiato per prime la “guerra dei bagni” con un metodo innovativo: per impedire la «discriminazione di alcuni», hanno deciso di discriminare tutti. PayPal, seguita da Deutsche Bank, ha fermato l’apertura di un nuovo centro operativo con sede a Charlotte, la città più importante del North Carolina: le due aziende hanno così impedito la creazione di oltre 650 posti di lavoro.

MENO PORNO. Anche il sito porno xHamster ha deciso di «punire gravemente» gli abitanti del North Carolina, non permettendo più ai residenti nello Stato di accedere ai filmini perché, come è risaputo, il sito porno «rispetta e abbraccia tutti i tipi di sessualità». I veri precursori del boicottaggio globale sono stati i big della Silicon Valley: Facebook, Google, Twitter, insieme ad altri 120 colossi del business americano, hanno scritto una lettera per opporsi alla legge.

BARACK OBAMA. Laddove c’è progresso, ovviamente, non poteva mancare Barack Obama, che ha minacciato di tagliare i fondi federali miliardari allo Stato. Così probabilmente molte scuole e alloggi pubblici dovrebbero chiudere. Ma chiuderebbero anche i loro bagni discriminatori solo per maschi e solo per femmine. E giustizia sarà fatta.

@LeoneGrotti

Foto Springsteen Ansa

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9 commenti

  1. franz

    E noi che pensavamo che i tempi dei cervelli all’ammasso fossero finiti!

  2. Menelik

    Si stanno allontanando sempre di più gli anni in cui l’America era la nazione leader del mondo.
    Non lo è dal profilo sociale, economico, e nemmeno militare, dopo i rovesci delle campagne mediorientali.
    L’America sta naufragando nel nulla, sarà il caso di rivedere il ruolo della Nato e anche di sciogliere vecchi veti e stringere relazioni commerciali e di scambi con altri partner.
    Se li seguiremo come abbiamo fatto dal dopoguerra in qua, il loro marasma passerà anche a noi, che siamo diversi da loro, diversi per mentalità, aspettative, cultura.

  3. Giovanna F

    Che c’entra l’anno della misericordia? Io sono d’accordo con Pepito: se qualcuno mi delude per come si comporta lo esprimo chiaramente.
    Poi io continuerò a pensarla a modo mio e lui a modo suo; se lo incontro lo saluto ma non faccio chissà che feste (salvo con i parenti). Con altri con cui condivido idee o pensieri continuerò a stare più allegra e spensierata.
    Comunque anch’io boicotto non comprando alcuni prodotti (vedi Barilla con annessi e connessi (Mulino Bianco, Pavesi, Voiello….), Findus, ect. etc.

  4. Pier

    Non è mia intenzione santificare il Boss piuttosto che i Perl Jam o altri. Sono d’accordo che questo è l’ennesimo segnale del progressivo avanzare del Gender e compagnia. La cosa che mi lascia invece perplesso e nello stesso tempo trovo ridicolo è l’avere dei miti ed esserne convinti fino alla delusione provocata da quello che non pensavi, da quello che credi e che non è. Anch’io sono un fan del Boss e non lo assolvo. Ma dobbiamo tutti un po imparare a distinguere innanzitutto l’artista dalla persona (fate il paragone musica e scelte di vita di Sting, Elton John, David Bowie e altri – è la stessa identica cosa). In seconda battuta però se da una parte può essere preoccupante la presa di posizione di un personaggio pubblico a riguardo di questo piuttosto che un altro argomento scottante o appunto preoccupante (come questo, condivido) bisognerebbe essere leali e riconoscere anche il positivo che c’è in ciascuno anche se poi la strada percorsa non ci aggrada. Dico questo perchè riportato ai comuni mortali questo atteggiamento separa le persone, crea distanze e non c’è volontà di comprendere (non significa essere d’accordo). Per chi ci crede siamo nell’anno della Misericordia ed è ovvio che non mi riferisco al Boss o altri ma credo che occorra prima di stracciarsi le vesti o temere il nemico o chi riteniamo tale guardare l’esperienza che facciamo, su che cosa è fondata la nostra vita. Tutto ciò che complotta contro la famiglia, la pace e tutto il resto è conosciuto e secondo me non si può vivere con la paura ma certi di quello che viviamo altrimenti la black list dei nemici diventerà interminabile come quella di quelli che ci deludono, come quelli che ci tradiscono. Non ci sarà più spazio per il perdono.

  5. underwater

    Bisognerebbe avere il coraggio di cominciare a dire: mi ricatti con il tuo denaro? Ebbene, il mio Stato non ha bisogno di te per campare. Non vuoi fare concerti da me? Fa niente, verrà un altro.

  6. Pepito

    Ascolto il Boss da una vita. Ho praticamente tutti i suoi album e sono andato a vederlo dal vivo a S.Siro cinque volte. Ho guardato con sospetto la sua amicizia con Obama e alcune sue dichiarazioni negli ultimi anni me lo avevano già fatto scadere.
    Ma dopo questa…per quanto mi riguarda il Boss è morto. Al suo posto è rimasto un certo Springsteen capace di annullare un concerto perchè delle persone non possono andare a pisciare nel bagno delle signore pur avendo il pisello.

    1. Ferruccio

      Ahahah grande Pepito! La parte finale del commento è il sunto esaustivo delle rivendicazioni trans.

    2. Rolli Susanna

      Dove siamo arrivati……..Non so se ridere o piangere….

      1. maboba

        Quando si arriva a dire che i genitali non definiscono il “genere”, siamo all’ideologia pura contro quelli che sono dati di fatto. Galileo fu perseguito perché evidenziò “dati di fatto” che contrastavano con convinzioni puramente ideologiche fatte passare per religiose. Oggi quelli che sputano fiamme contro i persecutori di Galileo, ne sono in realtà gli epigoni! Naturalmente si definiscono “progressisti” contro gli oscurantisti. Un bel ribaltamento.
        Non vedo quale possa essere la negazione di un diritto (quello di pisciare evidentemente no) o anche il disagio di un transessuale con il pisello ad andare nei bagni dei maschietti. Certamente sono pari a quelli delle donne che trovano in bagno uno col pisello, ma di questo non ci si deve curare.
        Comunque vedo che ormai siamo alla guerra dei cessi! Una conquista di civiltà!

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