
Bollywood sbarca a Milano, tra passi di danza e comparse affamate
[internal_video vid=33120] Alle spalle della Madonnina si è radunata una piccola folla di curiosi. Sono le 11 di mattina, il sole è alto e caldo e il centro è come sempre affollato. Ma oggi c’è una ragione in più per passeggiare tra le vie del capoluogo lombardo. All’alba sono cominciate le riprese del primo film indiano girato a Milano, Ajab Ghazab Love, storia d’amore tra due ragazzi indiani di due ceti diversi che scopriranno i loro veri sentimenti durante un viaggio in Italia. La prima impressione, arrivati sul set, è che ci troviamo davanti a una grossa produzione internazionale, ma non è di sicuro Hollywood. Non c’è infatti alcun divieto in giro, nessuna star nascosta in una limousine e i curiosi invadono tranquillamente i posti riservati alla troupe. Si scattano foto ravvicinatissime ai protagonisti, felici di ricevere tanta attenzione.
Sul set ci sono una cinquantina di comparse italiane, vestite in look total black e total white. La produzione indiana ha richiesto l’aiuto di alcuni assistenti italiani per dirigere gli aspiranti attori: ce ne sono di tutte le età, bambini con i genitori, anziani in tenuta sportiva, giovani coppie. I due protagonisti principali sono al centro della scena e continuano a ripassare i soliti cinque passi di danza: i film indiani, si sa, prediligono il ballo alla trama. La protagonista è una ragazza bellissima, l’attrice e modella Nidhi Subbaiah, il suo partner è Jackky Bhagnani, meno bello ma più sicuro di sè. Il regista, Sanjay Gadhvi, è vestito alla stregua di un asiatico Indiana Jones e non sembra soddisfatto dalla performance danzereccia del suo protagonista maschile. Per un paio d’ore abbondanti la folla è condannata ad assistere alla stessa scena, con la musica accellerata (forse per permettere che lo strazio duri il meno possibile), mentre le comparse cominciano ad avvertire il caldo asfissiante e si rifugiano all’ombra.
I curiosi intanto aumentano e qualcuno prova a indovinare: «Sarà un film pakistano», «È il nuovo video musicale di quello di Danza Kuduro», mentre le arzille vecchiette che sognano i loro dieci minuti di celebrità cominciano a spazientirsi e chiedono agli assistenti: «Ma quando si va a mangiare?». Il clima è rilassato e molto informale, sono tutti sorridenti, tranne il regista che non sa più come far capire al suo attore che sta sbagliando i passi (e più di una volta scuote la testa in segno di universale disapprovazione). Dopo circa un’ora ci siamo, ciak si gira e Stop! Il cineasta indiano non è contento delle comparse bianconere. L’assistente italiano, che suda sette camicie per farsi ascoltare, urla al megafono: «Signori, dovete stare separati. Non è una scena di vita quotidiana questa. I protagonisti sono innamorati, voi siete soli, questo dice la canzone e questo dovete fare, camminate solitari immersi nei vostri pensieri. E non state tutti davanti!». L’arzilla vecchietta vorrebbe protestare, ma ha troppa fame per farlo e così si muove obbediente verso la scena. Sono passate due ore e siamo ancora su quei 5 passi di danza che no, il protagonista proprio non riesce a fare, nonostante due coreografi, un aiuto regista e il regista stesso che lo aiutano. La bellissima attrice mangia solitaria della frutta e noi ci avviciniamo per scattare: ci sorride felice ed esclama: «Thank You!». E a noi viene da pensare: grazie a voi, che avete movimentato una giornata di inizio estate a Milano, anche se in due ore di attesa abbiamo ascoltato sempre lo stesso ritornello.
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