
L’album Calciatori Panini fra marxismo e giudizi sintetici a priori
Calciatori 2012-2013 letto da Antonio Gurrado
Anno 52 n.1/2013
Direttore: Fabrizio Melegari
Titolo: –
Tipologia: Album
Periodicità: Annuale
Prezzo: gratuito
Pagine: 128
Pubblicità: 3,9%
Costo di ogni pagina: 0 centesimi
Pazienza: nel senso di Michele, centrocampista, numero 30 del Bologna, nato a San Severo il 5 agosto del 1982, lungo un metro e 75 e pesante altrettanti chilogrammi. È una delle sei figurine infilate nella rilegatura dell’album Calciatori Panini che mi è stato consegnato in edicola abbracciato nel cellophane a un altro acquisto. L’album si trova ovunque ed è già tanto che non venga volantinato in piazza o tirato addosso ai passanti; viene ritenuto un diritto insindacabile dell’uomo quasi come la connessione a internet per Beppe Grillo; oggi non saprei, ma un tempo veniva dato in omaggio anche al McDonald’s e c’era gente disposta a mangiare un hamburger mefitico pur di ottenerlo. Quanto a pagare, c’è sempre tempo. Una bustina con dentro cinque figurine costa 70 centesimi, dieci più dello scorso anno (fatelo sapere a Monti), ossia 14 centesimi a figurina. L’album consta complessivamente di 720 figurine, sei delle quali vengono regalate come incoraggiamento; ragion per cui ne restano 714, che nel migliore dei casi possono essere rintracciate comprando 143 bustine con dentro figurine tutte diverse fra loro tranne un inevitabile doppione, al costo di 100 euro e 10 centesimi. Oppure c’è un trucchetto che i padri di famiglia conoscono bene: si acquista in edicola lo stock da cento bustine al prezzo di 70 euro, lo si nasconde per bene e si fornisce alla discendenza una bustina al giorno per tre mesi e rotti fingendo di averla acquistata lì per lì; ciò consente nel migliore dei casi il riempimento di 500 caselle, al netto dei doppioni. Le restanti 214 caselle possono essere riempite con varie strategie: scambiando i doppioni con gli amici, oppure online per chi non ha amici; o anche indicando espressamente alla Panini quale figurine mancanti spedire e pagarle 18 centesimi l’una, cioè 4 centesimi in più del costo standard in edicola.
Per fortuna i bambini non sono marxisti quindi non fanno di questi calcoli, altrimenti diventerebbero adulti all’istante oppure si accontenterebbero dell’album vuoto. Un album delle figurine vuoto è forma pura, anzi pura potenza, anzi uno schema percettivo per il quale si sa dove andrà a finire ogni singola immagine (Michele Canini del Genoa al 156, Francesco Stanco del Modena al 599b, lo stemma del Poggibonsi al 708a) senza disporre di nessuna di queste immagini e talvolta senza nemmeno sapere come siano fatte.
Mi fermo prima di scrivere che un album vuoto è un giudizio sintetico a priori, kantianamente, e mi limito a notare che la decorazione un tempo essenziale oggi è sufficiente a giustificarne il mancato acquisto di una figurina che sia una. A ogni squadra di Serie A sono dedicate quattro pagine, nelle prime due delle quali campeggia a grande dimensione una scena di esultanza dopo un goal, molto scenografica e colorata. Ci sono inoltre le liste delle squadre in cui ogni calciatore ha fatto carriera, il grafico coi piazzamenti della squadra nei cinque campionati precedenti e la stilizzazione delle maglie da utilizzare in casa e in trasferta. Paradossalmente le cose utili a un appassionato di calcio sono presenti sull’album gratuito, così che l’acquisto delle figurine risulti un atto meramente estetico oppure, se sul serio s’intende completare l’album, un atto di hybris.
C’è anche, novità dell’anno, per ogni squadra un ritratto del suo presidente che è la fiera dell’eufemismo nel tentativo di preservare quel po’ di innocenza che dev’essere rimasto ai bambini italiani. Silvio Berlusconi è “imprenditore con svariati interessi”. Maurizio Zamparini è “imprenditore con interessi in attività diversificate”. Antonino Pulvirenti, quello della Windjet, è “imprenditore con interessi in diversi settori”. Enrico Preziosi “possiede un importante gruppo del settore dei giocattoli”; i Della Valle sono “a capo di un gruppo leader nel settore calzaturiero”; perfino i pandori di Luca Campedelli diventano “settore dolciario”. E Andrea Agnelli? Un capolavoro: “consigliere d’amministrazione delle società della nota famiglia di imprenditori”. Fortunatamente l’album è stato stampato in gennaio, altrimenti nel tondo che riassume la carriera di Massimo Cellino sarebbe stato necessario spiegare all’infanzia “peculato” e “falso ideologico”, e in quello di Urbano Cairo sarebbe stato necessario ficcare una serie di distinguo visto tutto ciò che gli stanno tirando addosso in questi giorni.
Questo album vuoto è soprattutto la testimonianza della necessità della carta. L’album può fare a meno delle figurine ma le figurine non possono fare a meno dell’album; possono mettere online tutti i giornali che vogliono, ma se devo intraprendere una collezione ho bisogno di qualcosa di tangibile sul quale appiccicare le facce dei giocatori. Almeno così credevo, fino a che non mi è venuto in mente che fra qualche anno, ci scommetto, qualcuno starà salutando la grande novità: un’applicazione Panini da scaricare su supporto elettronico, che comprende caselle vuote da ordinare come si vuole e da riempire acquistando con carta di credito pacchetti virtuali di immagini da un generatore casuale che pesca da un database di foto: se la figurina virtuale ti manca, la puoi trascinare con un indice fino alla casella predisposta; se invece ce l’hai già, puoi scambiarla online col primo sconosciuto che passa. Accadrà, prima o poi accadrà davvero, e non fingete che non ve l’avevo detto. Pazienza: non nel senso di Michele, centrocampista, numero 30 del Bologna.
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