
La preghiera del mattino (2011-2017)
Barilla. Romano: gli omossessuali non hanno il diritto di zittire chi non vuole le nozze gay
Sergio Romano oggi sul Corriere della Sera difende Guido Barilla e il suo diritto di pensarla come vuole sulla famiglia. L’ex ambasciatore, storica penna del quotidiano di via Solferino, spiega dalla rubrica delle lettere che uno stato liberale non si può fondare sull’eliminazione del confronto e che gli omosessuali non hanno il diritto di costringere al silenzio o alla pubblica ammenda chi dissente dalle loro idee.
Cari lettori, in uno Stato liberale gli omosessuali hanno il diritto di non essere discriminati e insultati, di godere dei diritti civili, di contrarre un’unione conforme alle loro esigenze. Ma non credo che abbiano il diritto di costringere al silenzio, soprattutto in Paesi dove il cristianesimo è fortemente radicato, coloro per cui soltanto il matrimonio fra uomo e donna ha l’autorità della tradizione e il crisma della moralità.
Ho l’impressione che alcune associazioni e gruppi di pressione stiano chiedendo più di quanto necessario. È difficile immaginare che le due unioni (quella fra persone di sesso diverso e quella fra persone dello stesso sesso) possano coesistere l’una accanto all’altra come opposizioni altrettanto utili alla soluzione di un problema. È difficile immaginare che una parte importante della società rinunci alle proprie convinzioni e smetta di manifestare la propria disapprovazione.
Uno Stato liberale deve evitare lo scontro e garantire a tutti il godimento dei propri diritti. Ma non può spegnere le discussioni e i confronti senza mancare alla propria natura e alle proprie funzioni.
Il caso Barilla, in particolare, è quello di un industriale che lavora per la cucina, vale a dire per quella che in altri tempi veniva definita, con un pizzico di retorica, il cuore della casa. È inevitabile, quindi, che le campagne pubblicitarie della sua azienda siano indirizzate alle famiglie. Interrogato, forse un po’ troppo maliziosamente, sui destinatari preferiti di queste campagne, ha detto con franchezza che sono le famiglie tradizionali. Vi piacerebbe vivere in un Paese in cui chiunque osi dire in questa materia ciò che pensa è costretto a fare pubblica ammenda per le sue parole? A me no.
Sergio Romano, “Le famiglie in cucina, il caso di Guido Barilla”, Corriere della Sera
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20 commenti
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L’importante è che se un’agenzia pubblicitaria decide di fare una pubblicità con una coppia gay, nessuno inizi a brontolare ed a gridare all’attentato, etc…
Scusa, caro Cornacchia, ma da dove ti deriva questo interesse che appare un pochino ossessivo per le persecuzioni dei gay ? Mi sembra che tu abbia detto di non avere amici gay che abbiano subito insulti oppure peggio ancora botte, non riesco a spiegarmi tanta passione per una causa molto , molto, molto gonfiata dai media .L’ultima quella di quel poveretto che sostiene di essersi seduto in una panchina di una zona pessima e di aver detto ad un gruppo di ragazzi dall’aspetto decisamente inquietante di stare aspettando “il compagno “: che credibilità può avere un tizio simile ?
Cioè, che si dovrebbe dire dei 6 milioni e passa di bambini UCCISI nel ventre della mamma, oppure venduti al miglior offerente gay, oppure annegati in mare ? Cosa è che ti turba tanto, considerando il fatto che più volte ti sei espresso contro il matrimonio gay e seguendo i tuoi ragionamente ci si finisce dritti dritti ?
Sicuramente c’è una spiegazione.
@ Giovanna.
Sono contrario all’aborto.
Non è vero che la tutela dell’integrale libertà dei gay conduce al matrimonio gay: sarebbe come dire che l’integrale difesa della libertà dell’amicizia conduce al matrimonio fra amici.
Il mio interesse altro non è che l’adempimento di un dovere. Basta leggere gli articoli 2, 3 e 51 della Costituzione.
Siamo ridotti veramente male, altrimenti su questo discorsino di Romano non ci sarebbe proprio da sdilinquirsi tanto. Che c’è di ammirevole nel dire una cosa ovvia? Notare peraltro la coltellatina di soppiatto (bisogna capirli poverini, sono cattolici, arretrati e provinciali ma in fondo sono bestie anche loro, bisogna volergli bene).
carissimo alex, non so che dirle. deve essere imbarazzante la vostra condizione. lo ammetto, io mi commuovo quando vedo delle belle coppie, specie se hanno con se un bambino. sarà l’effetto della sacra famiglia che ci accompagna fin dalla più tenera età. e ammetto di non essere preparato a vedere le effusioni pubbliche di due maschi. mi perdoni, ma penso che non faccia bene nemmeno a dei bambini vedere un simile spettacolo. immagini dunque cosa penso del gay pride. ma spero che quello spettacolo non piaccia neppure a lei.
E i ragazzini gay? Quelli che, ogni tanto, si suicidano, vengono bullizzati o ripudiati dai genitori? Devono aspettare che Tu sia pronto?
Direi che, in una gerarchia dei valori, il loro problema valga di più del Tuo disturbo per il bacio gay.
Poi, la legge è uguale per tutti e, quindi, non deve fare differenza fra bacio gay ed etero.
Ottimo articolo davvero! Ragazzi tiriamo fuori le palle e diciamo chiaramente ed alta voce ciò in cui crediamo. Al diavolo le lobby e i salotti buoni. Verità e chiarezza prima di tutto, altrimenti siamo pressoché pecore da pascolo!!! Ancora complimenti sig. Romano!!!
Attento, Pietro, “tiriamo fuori le palle” è un’espressione che potrebbe essere considerata omofoba e discriminante del gender.
Ahi ahi, adesso anche Sergio Romano rischia di essere molestato sotto casa dagli squadristi del Fascio Gay che pretenderanno scuse, ritrattazioni e genuflessioni. E magari interverranno anche qui Remo e Bifocale ad ammannirci le loro corbellerie sulla sessualità, infarcendo la pagina di ideologismi spacciati per scienza e di ignoranza saccente e arrogante.
Romano guarda che in 20 di pubblicità Barilla e di Mulino Bianco io che sono omosessuale non ho avuto mai nulla da ridire. Ognuno è libero di dire quello che vuole e di esprimere le proprie convinzioni. Poi mi si spiegherà perchè abbia chiesto scusa. Il Sig. Barilla disse che se qualcuno non fosse d’accordo con quello che ha detto comperasse altro. Io ho rispettato il suo pensiero e ho comperato altro.
Lo spieghi anche ai suoi amici di Casale Monferrato (guardi pure i video pubblicati su questo sito o su you tube).
Alex, sei uno dei tanti omosessuali onesti. Fatevi sentire di piu’, che quelli disonesti vi rovinano la “categoria” !
Pero’ il sig.Barilla non ha proprio detto “se qualcuno non fosse d’accordo con quello che ha detto comperasse altro”, non e’ cosi’ autolesionista.
In compenso io non sono assolutamente d’accordo con la ritrattazione di Barilla, ma continuo a comprare Barilla perche’ e’ buona (e costa poco).
Altrimenti dovrei smetterla di comprare anche alla Coop, alla Feltrinelli etc etc.
(Repubblica non la leggo perche’ e’ una truffa)
E comunque per me omofobia è quando a Roma una persona come me non ha diritto a dire aspetto il mio compagnO senza essere massacrato di botte, o a quella persona disabile di Milano ed omosessuale “liberato” dalla polizia da parte di una gang di minorenni. In questo ultimo caso dove erano la mamma e il papà di ogni ragazzo ?
Io vorrei che non ci debba essere una legge che ci tuteli. Perchè se questi problemi esistono debbo pensare che il problema non sia l’omofobia ma il fatto che esistono dei trogloditi. E dai trogloditi allora mi difendo da solo.
Poi ognuno faccia le sue battaglie . Nel rispetto dell’onesta’ intellettuale.
Alex sono d’accordo con lei: la legge sull’omofobia è un provvedimento che ha il solo risultato di ghettizzare gli omosessuali in una sorta di categoria debole per la quale abbisogniamo di una legge che ne punisca i soprusi con pene più severe, in quanto la violenza contro gli omosessuali viene considerata più “violenta” di quella contro tutti gli altri esseri umani. La violenza è violenza e basta. Esistono già decine di leggi che prevedono punizioni detentive contro i violenti, senza dover creare vittime di serie A o di serie B. Tutto questo populismo e moralismo relativista mi fa vomitare.
Per quanto attiene alla ritrattazione del sign. Barilla, l’ho trovata davvero penosa… proprio quando sembrava che ci fosse qualcuno con le palle di dire civilmente ciò che pensa. Questo ci faccia riflettere sulle pressioni che oggi il mal-costume della nostra cultura contemporanea esercita sui liberi pensatori omo o etero che siano.
Sia ben chiara una cosa. Che si picchi un omosessuale in quanto omosessuale solo per odio del diverso esiste. Ed è quotidiano. E si sappia che le leggi che oggi ci sono sono totalmente inefficaci. Io l’unica volta che ho tentato di denunciare alla polizia la cosa la medesima mi ha dato una risposta che mi ha fatto capire che sarebbe stato bene che le mie difese e di quelli come me non si delega a questo stato. Sottolineo che in quell’occasione fui difeso solo da un parroco che purtroppo per difendermi fu colpito anche lui e me ne dolgo. Voi potete fare giustamente le vostre battaglie e non sono io che ve lo impedisco. Ma dire che questi fatti che nascono da una educazione intollerante che si riceve in casa, non esistono, per me è insultante. E se non lo fate per me allora fatelo per quel prete che per difendere me ha subito notevoli danni.
Alex, sono contro la violenza, come tutti i lettori di Tempi, ritengo (intendo i lettori veri, non quelli che leggono per trollare)
Se poi c’e’ dietro un motivo futile, o un debole, tanto peggio. E’ meschino.
Ma dov’e’ finito quello di Roma? Non ne parla piu’ nessuno… mi sa tanto di una storia gia’ vista (tipo il liceo di Roma che era stato bruciato perche’ si era espresso contro l’omofobia….). Se cosi’ fosse, queste “uscite” sono meschine quando l’aggressione.
E cosí dovrebbero fare tutti sig. Alex, purtroppo peró oggi si fanno scandali per sciocchezze.
Alex lui si è scusato proprio perchè tu e altri avete comprato la pasta di un’altra marca.
Se vuoi fare male ad un capitalista devi picchiarlo sul portafoglio.