
La preghiera del mattino (2011-2017)
L’ateo e l’orso
Un ateo stava facendo una passeggiata nella foresta.
«Che alberi maestosi! Che fiumi impetuosi! Che begli animali!», si ripeteva.
Mentre camminava lungo il fiume sentì un movimento tra i cespugli dietro di sé. Si voltò per dare un’occhiata e vide un orso alto tre metri che lo stava puntando.
Si mise a correre più velocemente che poteva su per il sentiero.
Guardò sopra la sua spalla e vide che l’orso si avvicinava sempre più. Guardò ancora e vide che l’orso era sempre più vicino. Il suo cuore pompava freneticamente e cercava di correre ancora più veloce.
Inciampò e cadde a terra.
Rotolò per cercare di tirarsi su ma vide che l’orso era proprio sopra di lui, avendolo raggiunto con la sua zampa sinistra e alzando la destra per colpirlo. In quell’istante l’ateo gridò:
«Mio Dio!».
Il tempo si fermò. L’orso si congelò. La foresta era silenziosa.
Mentre una luce abbagliante brillava sull’uomo, una voce venne fuori dal cielo: «Hai negato la mia esistenza per tutti questi anni, hai insegnato ad altri che non esisto e addirittura attribuito il creato a un incidente cosmico. Ti aspetti che ti aiuti in questa circostanza? Devo considerarti un credente?».
L’ateo guardò diritto verso la luce: «Sarebbe ipocrita da parte mia chiederti all’improvviso di considerarmi credente ora, ma forse puoi rendere credente l’orso?».
«Molto bene!», rispose la voce.
La luce se ne andò. I suoni della foresta ricominciarono. L’orso abbassò la zampa destra, accostò insieme le zampe davanti, abbassò il capo e disse: «Signore, benedici questo cibo che sto per ricevere e per il quale sono molto grato».
Foto orso da Shutterstock
1 commento
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono chiusi.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!