
“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. L’inganno dell’amore omosessuale spiegato da Dante

«“Amor, ch’a nullo amato amar perdona”. È questa la menzogna su cui si fonda la recente sentenza della Corte Suprema americana». Spiegando il verdetto federale che ha fatto dei rapporti omosessuali un diritto costituzionale pari al matrimonio, Anthony Esolen, fra i traduttori inglesi più noti della Divina Commedia di Dante Alighieri e professore di letteratura inglese al Providence College di Rhode Island, non può che tornare «all’inganno antico di cui parla Francesca nel canto V dell’Inferno».
Professore, lei ha scritto che l’amore omosessuale «non è amore, ma odio». Cosa intende?
Ho ripreso un’espressione del poeta Edmund Spenser. Si tratta del falso amore esclamato da Francesca nell’Inferno: «Amor, ch’a nullo amato amar perdona», per cui al vero amore sarebbe impossibile resistere, deve per forza essere contraccambiato. Perché Francesca lo afferma? Perché vuole scaricare la sua responsabilità sulle circostanze («galeotto fu ’l libro e chi lo scrisse»), negando che la natura umana ci rende esseri liberi dotati di ragione. Ma se si negano la ragione e la libertà, anche la differenza fra la passione, l’attrazione, l’istinto e l’amore scompare. L’amore, infatti, implica il riconoscimento di uno scopo a cui si può scegliere di aderire o meno: si ama davvero una cosa quando si riconosce la sua natura e il suo fine ultimo e lo si rispetta, usandola per il suo scopo. Allo stesso modo, si ama una persona quando si agevola il suo cammino verso la meta per cui è stato creato. Per questo un uomo che vuole sposare un uomo non lo ama, ma lo odia. La natura dell’uomo, infatti, ha il suo compimento nel rapporto con la donna. Persino la biologia dimostra che l’uomo e la donna sono fatti per unirsi e diventare una carne sola. Perciò, dicendo che quella omosessuale è un’attrazione irresistibile, si giustifica, come fa Francesca, il proprio egoismo narcisista usando l’altro secondo le proprie voglie. Al contrario, Beatrice si muove verso Dante non per portarlo a sé, ma per condurlo in Paradiso: a conoscere il suo Creatore, Colui per cui Dante è fatto e in cui solo può trovare la sua piena realizzazione.
Chi ci rimette in questa interpretazione dell’amore come forza irresistibile e irrazionale?
Come dice il Papa nell’enciclica Laudato si’, siamo abituati a guardare le cose come materia da manipolare a nostro piacimento. Parliamo dei bambini come fossero cose, fino a teorizzare che sia giusto usarli come strumenti da indottrinare al fine di cambiare le idee dei loro genitori e quindi della società bigotta. Se invece li guardassimo con onestà, ci accorgeremmo della loro innocenza, che ci avvicina al divino, da contemplare e da proteggere come un valore. E così, al posto di usarli, li serviremmo, sacrificando i nostri istinti in loro favore. Se non cerchiamo di conoscere, se non ci facciamo delle domande sull’essere e sul suo significato tradiamo, oltre che gli altri, la nostra stessa natura razionale trasformandoci in esseri capaci delle follie peggiori.
Lei ha scritto che oggi c’è confusione anche sul riconoscimento di ciò che è evidente e questo perché abbiamo perso la capacità di usare la coscienza. Cosa intende?
La rivoluzione sessuale ci ha convinti che importa solo quello che vuole il soggetto, indipendentemente dal discernimento sulla bontà del suo desiderio e sulle conseguenze che ha sugli altri. Così la Corte Suprema, schiava di un concetto astratto di amore e di diritto, ha emesso una sentenza in cui l’amore concreto, il diritto naturale e il bene comune sono soppiantati dal potere dei giudici e dall’individualismo.
Perché l’uomo non usa più la ragione per conoscere la realtà?
La ragione non viene più usata perché manca un’educazione, un allenamento alla bellezza. Siamo facilmente ingannati dai media e finiamo per accontentarci. Abbiamo perso la capacità di immaginare, come dice C. S. Lewis che spiegava che se la ragione è l’organo della verità, l’immaginazione è quello del significato. In altre parole, non riusciamo a comprendere il vero significato di una parola, “amore”, senza un’immagine collegata ad essa. Il mondo ci fornisce immagini dell’amore riduttive. Per questo il potere odia la tradizione che, al contrario, ci fornisce immagini alte. Abbiamo sostituito Shakespeare con una svilente educazione sessuale.
Basta Shakespeare?
Ci credo perché l’ho visto con i miei studenti. Mi spiego con un esempio: i personaggi femminili di Shakespeare sono così puri, pieni di grazia e belli da suscitare ammirazione in chi legge. Lo stesso accade di fronte all’amore vissuto e descritto da tanti altri poeti e letterati. I giovani desiderano ancora l’amore vero, ma non lo sanno finché non scoprono cos’è. Finché, come dice appunto Lewis, non hanno davanti un’immagine che esemplifichi che cosa significhi adorare e rispettare l’amato. Ho visto giovani ispirati dalla letteratura e dalla poesia.
Basta davvero solo un libro?
Certamente, se i giovani non incontrano persone che incarnano l’amore vero faranno più fatica a convincersi che sia ancora possibile amarsi così. Per questo bisogna continuare a dire la verità sull’amore e, nello stesso tempo, occorre viverla. Noi cristiani dobbiamo cambiare. E fare, come i primi di noi, che non divorziavano, che non uccidevano i loro figli, che soccorrevano i deboli e gli anziani. In una parola dobbiamo amarci davvero. I pagani vedendoli si convertivano. Sarà una lotta non senza travaglio, perché veniamo da oltre cinquant’anni di diseducazione.
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L’interpretazione del professor Esolen non è scorretta, e – per chi ha studiato un po’ Dante – nemmeno particolarmente originale e innovativa.
L’errore – talmente palese che è persino banale rimarcarlo – è pretendere di applicare al mondo contemporaneo la visione morale di un uomo del Medioevo. Basti pensare che Dante ha collocato all’Inferno anche gli accidiosi e i golosi, e mi pare che nessuno di noi oggi possa considerare colpe gravi questi comportamenti.
Quindi decidetevi: se volete accogliere la morale dantesca, per coerenza dovete anche considerare persone esecrabili, al pari degli assassini, i pigri o coloro che amano mangiare. Non potete cogliere di Dante solo la parte che vi fa comodo.
A cosa non ci si attacca pur di giustificare il proprio bigottismo…
No redazione…no… è uno scherzo. Daniele lo stesso mi vuole bene, ormai ci conosciamo. Lui dice bigotti ed io dico che non capisce un…. Normale amichevole dialettica.
Ok, ripropongo
Caro Daniele
L’errore talmente banale che fai tu è che ignori che accidia e golosità sono tra i vizi capitali sia al tempo di Dante che oggi. La golosità è una degenerazione di una realtà positiva, una cosa che ti sovrasta e ti governa (ragioni con la pancia e non con la testa come diceva Plutarco). Al pari dell’accidia che è l’abbandono di se stesso per ridurti a materia inerte. “Bisogna avere caos dentro di sé per partorire una stella danzante” Nietzsche… mentre l’accidioso è affossato in un divano privo di ogni volontà.
In tutti i tre casi, compreso “l’amore” di Paolo e Francesca c’è una identica matrice idolatrica rispetto a qualcosa che è generato da te ma che ti domina, non puoi gestirlo e ti porta alla rovina portando a commettere qualunque peccato (inclusi i delitti) pur di soddisfare la “viziosa” passione.
PS: Nel post originale c’era un quiz per l’estate.
Ok, hai letto le note a pié di pagina di qualche edizione commentata della Commedia per le superiori e quindi hai appreso il significato dantesco dei concetti di accidia e golosità. Bravo 😉
Ma quello che intendevo dire con quegli esempi era solo che il sistema valoriale e la gerarchia delle colpe secondo il medievale Dante non corrispondono alla morale corrente nella società del XXI secolo. Nessuno oggi – nemmeno un cattolico – considererebbe un individuo “affossato in un divano privo di ogni volontà” al pari di un assassino. Cosa che invece Dante fa. Per questo trovo ridicolo richiamarsi alla morale dantesca per sostenere le proprie tesi oggi.
Il concetto di “vizio capitale”, poi, appartiene all dottrina cattolica e fuori da quel sistema non ha alcun significato.
Caro Daniele, la colpa non è tua, ma della redazione che non ha permesso di pubblicare il quiz che avrebbe svelato la tua impostazione psicologica. Era stato formulato dagli stessi esperti che con gli autorevoli studi deliziano il MicheleL.
Detto questo non credo che hai capito neanche quello che ho scritto.
Tieni presenti i vizi capitali?
Sulla gola:
Tieni presente Platone che fa dire a Socrate “bisogna mangiare per viviere e non vivere per mangiare”?
Plutarco (Vite parallele) riporta un detto di Catone : “È cosa difficile discutere con il ventre perché non ha orecchie”.
Non capisci che mangiare è piacevole cosa naturale ma non il fine della vita?
Capisci che tradotto in linguaggio odierno si traduce che il consumo serve per i fini dell’uomo, ma l’uomo non è un essere dedito ad un consumo compulsivo fine a se stesso.
Ma detto questo: Ci fai caso che in tutti i paesi di tradizione cattolica (e non protestante) si mangia che è una meraviglia (perché è grazia di Die ed ingegno dell’uomo) . Che il nostro Cristo era accusato di mangiare e bere con piacere.?
Che tirando le conclusioni chi a pregiudizi da bigotto sei tu?
ha*
ma pure “… non ha orecchie?”*
Dimenticavo…scusa la sbadataggine di stasera. In merito al tuo – “affossato in un divano privo di ogni volontà” al pari di un assassino. Cosa che invece Dante fa. – credo che hai espresso, in maniera sublime, una minchiata colossale.
Hai visto, To.ni, come avevo previsto, eccolo qua il nick d’appoggio…puntuale come la morte ! 🙂
Cara Giovanna,
se ti riferisci al post delle 23:46 del 31 luglio devo fare mea culpa 🙂 per come l’ho scritto male. In effetti citavo Daniele che attribuisce a Dante una equiparazione tra accidia ed assassinio che dimostra (aldilà della sua bora, presunzione di essere tra i vincenti oltre che prepotenza) la perfetta ignoranza tanto su Dante che sulla nostra religione (che comunque l’odiano a prescindere).
Detto questo comprendo il tuo atteggiamento di non voler foraggiare sociopatici, imbroglioni che sono qui solo per scaricare frustrazioni. Riconosco anche quando operano metamorfosi, più o meno convincenti. Con alcuni di loro particolarmente disturbati (Filomena e Caproni) non ho dialoghi. Rido semplicemente della bestialità di Caproni mentre richiamo a memoria il cocktail di cattiveria, slealtà e atrofia sentimentale di Filomena.
Ma avvolte, come nel caso di Bob, … Filo o no, …camuffato o meno con altri nick, ma con quell’aria di superiorità, quel saperla lunga, quell’ostentare una autonomia di giudizio (si vantano tutti che ragionano con la loro testa), mentre sciorina banalità convenzionali figli di una insistente becera propaganda che attecchisce in soggetti culturalmente deboli, lo trovo non solo insopportabile (non ho un carattere facile), ma mi convinco che meritano risposte. Io non sono sempre del tutto sicuro se riesco nel mio intento, ma ti assicuro che mi disturba che una non risposta la leggano come un atto di resa.
Ripassino di catechismo…
1. Cos’è il peccato.
Il peccato rappresenta un ostacolo alla vera realizzazione dell’uomo che per la religione cattolica è poter fruire liberamente dell’amore di Dio. Dio infatti è sorgente di ogni bene e felicità e ci ha creato per essere felici: quando noi per paura, superbia, sfiducia ci opponiamo a questo piano di Dio commentiamo peccato.
Essendo Dio amore, qualunque azione malvagia è peccato e qualunque peccato è un’azione malvagia.
2. Quali sono le condizioni per commettere peccato.
Per commettere peccato si deve avere una chiara visione che quel che si sta commettendo è malvagio (contrario all’amore), l’azione deve essere grave e si deve avere la piena volontà di quel che si fa.
Così, mangiare un cioccolatino non potrà essere peccato e neppure un bulimico commette peccato, non potendo liberamente decidere quanto mangiare.
La gola è dunque un peccato, poiché guastandoci la salute ci fa meno felici e quindi contrasta il piano di Dio.
3. Esistono peccati più o meno gravi?
Sì, i peccati che violano i 10 comandamenti sono detti mortali, poiché impediscono la realizzazione del progetto di Dio.
Fra essi alcuni sono particolarmente gravi e si dice che “urlano vendetta al cospetto di Dio”, essi sono l’omicidio di innocenti, defraudare i lavoratori, la sodomia e defraudare vedove ed orfani.
La gravità del peccato dipende anche dallo stato d’animo… un pugno sferrato in un momento di rabbia è diverso da una vendetta premeditata poiché non si è agito in preda agli istinti, ma concependo un piano malvagio.
E’ comica la vostra faccia arcobaleno!
@Michele L.
Andiamo con ordine…
1. L’omosessualità è sempre ed ovunque esistita. FALSO. Eibl-Eibesfeldt nel suo trattato “etologia umana” dove analizza centinaia di studi scientifici fa notare che su centinaia di culture e società in nessuna di esse l’omosessualità avesse avuto un riconoscimento sociale ed addirittura in alcune di esse era un comportamento sconosciuto.
Quest’ultimo aspetto contrasta con il fatto che sia un comportamento innato con basi biologiche nella specie.
2. Anche il fatto che l’omosessualità porti vantaggi alla società è tutto da dimostrare. Infatti, di questi vantaggi non si sarebbe accorto nessuno nel corso della storia. Di fatto, come osserva sempre Eibl-Eibesfeldt, mentre il matrimonio ed altre forme di aggregazione sociale (famiglia, tribù, città, polis, associazioni, stati, eserciti, comunità religiose, etc. ) sono sempre esistite e accettate da tutta la società, nessuna cultura nel corso di miglia di anni ha pensato di dare riconoscimento alle coppie omosessuali. Come mai se erano così utili alla società?
Anzi, quasi tutte le società hanno stigmatizzato questi comportamenti se non apertamente condannati. Strano che si perseguiti sempre ciò che fa bene alla società…
3. Invece, il fatto che le società che tolleravano l’omosessualità fossero più pacifiche e progrediti è un falso storico. Greci e Romani erano tutt’altro che pacifici, dediti alla guerra, schiavisti, persecutori di minoranze etniche e religiose. Lo stesso Alessandro Magno era uno dei più grandi conquistatori della storia.
Ma se Greci e Romani hanno avuto grandi progressi, non meno se ne sono avuti nel rinascimento o nell’islam, benché gli omosessuali fossero perseguitati. Nonostante questa avversione verso gli omosessuali, non solo non si sono verificate catastrofi sociali, ma addirittura proprio in quei periodi sono nate le basi culturali per arrivare a società più tolleranti e aperte ai diritti.
Ora, visto che parlavi di fatti e non di opinioni, aspetto i fatti in risposta agli avvenimenti storici ed agli studi di Eibl-Eibesfeldt. Grazie.
A Emanuele:
1. Il fatto che in centinaia di culture e società non sia stata riscontrata l’omosessualità non prova che non sia esistita ad esempio nell’epopea di Gilgamesh (1700 a.c.) si possono riscontrare atti omosessuali e idem nella cultura egizia, esistono anche sacerdoti “effeminati” nella cultura maya/azteca. Il fatto che gemelli omozigoti non presentano lo stesso orientamento sessuale non esclude le basi biologiche.
2.Le donne della popolazione Nandi del Kenya si sposano tra di loro per tradizione; nelle regioni settentrionali del Brasile alcune donne per sposare la propria compagna assumerebbero il ruolo di un uomo. Gli storici hanno evidenza che i matrimoni tra uomini erano praticati anche durante le dinastie cinese Yuan e Ming, che risalgono al 13esimo e 17esimo secolo; un giornalista che ha conosciuto la popolazione siberiana Chukchi afferma che anche i leader politici a volte sposano persone dello stesso sesso con le quali rimangono fino alla morte
3. Ricordiamoci che nella storia dell’umanità la persecuzione degli omosessuali ha causato immumerevoli perdite, una tra le più le famose il suicidio di Alan Turing, padre dell’informatica.
Il fatto che tu minimizzi che la presenza dell’omosessualità in tutte le culture del mondo sia praticamente insignificante, anzi, che addirittura cerchi di imbastire delle considerazioni per trarne spunto per chissà quale regola generale mi sembra (con tutto rispetto) una forzatura per fantasticare conclusioni indebite. Basterebbe cambiare nel tuo ragionamento la parola omosessualità per sostituirla con cannibalismo, con incesto o pedofilia ed il risultato porterebbe a trarre altre legittimazioni (ed altre basi biologiche ….con l’aiuto degli “autorevoli studiL”)
1. Forse non mi sono spiegato bene… stavo rispondendo a Michele L. che sosteneva che l’omosessualità fosse un comportamento innato. Ma se così fosse, lo si dovrebbe riscontrare in ogni cultura, alla pari del gioco o dell’amicizia.
2. Potresti indicarmi qualche riferimento riguardo ai casi citati? Non per sfiducia, è che sono interessato al tema e sono curioso di capire come Eibl-Eibesfeldt, non l’ultimo arrivato, si sia perso questi casi.
Va anche precisato che si deve distinguere tra matrimonio e matrimonio. Eibl-Eibesfeldt in effetti cita il caso di una tribù africana, dove talvolta gli uomini si sposano con uomini. Si tratta di matrimoni di comodo: un uomo che non può saldare i propri debiti, si sposa per mettersi a servizio dell’altro, ma tra i due non ci sono rapporti intimi né sentimentali. La società in questione è poligama. Il maschio sposo deve travestirsi da donna, comportarsi come tale e dedicarsi alle faccende domestiche. Si tratta di una specie di servitù o schiavismo, ben diversa dalla concezione attuale di matrimonio gay.
Si dovrebbe valutare se i casi da te citati siano matrimoni fondati sul sentimento o usanze particolari che poco hanno a che vedere con amore e sentimenti. Per questo ti chiedevo i riferimenti, per approfondire.
3. Certamente persecuzioni, guerre, rivoluzioni fanno non solo vittime innocenti ma anche vittime tra grandi uomini (si pensi anche al caso di Archimede )
Quello che volevo dire è che, contrariamente alle tesi di Michele, non è vero che le società gay-friendly del passato fossero pacifiche né che quelle “omofobe ” fossero meno progredite.
Certo rimane un dato su cui riflettere: nella maggior parte delle società, l’omosessualità è stata stigmatizzata… difficile pensare che essa portasse dei vantaggi, come sostiene Michele, che però nessuno coglieva.
“Cammino verso la meta”? E’ chiaro che l’omosessualità è una meta per la natura, come lo è ogni tentativo di esplorare nuove vie (taluni mancini, taluni neri, gialli, rossi, taluni più alti, alcuni più longevi, alcuni introversi, alcuni più prolifici, ecc.). La pretesa di giudicare viceversa pare intima dell’uomo, che sopra ogni cosa tende a desiderare il potere sugli gli altri, esercitato ordinandogli cosa fare e cosa non fare, oltre la ragione, per il potere.
Infatti la ragione cosa ci dice? Ci dice che l’omosessualità non è una malattia. Poi ci dice che ha forti basi biologiche (familiarità). Poi ci dice che essa ha un ruolo antropologico. La ragione applicata alla storia ci dice che è sempre esistita, applicata alla geografia che esiste ad ogni latitudine, applicata alla società che è la fonte di legami che permettono di creare grandi sinergie umane e che le società in cui è accettata per ciò che è non ne hanno alcuna conseguenza negativa, anzi sono tra le più prospere e pacifiche.
La ragione ci dice anche che i luoghi e i tempi in cui l’omosessualità è ed è stata perseguitata sono stati momenti terribili e luoghi di grande sofferenza, conflitti ed iniquità e che la persecuzione dell’omosessualità e i tentativi di considerarle una patologia hanno creato solo grandi sofferenze con conseguenze spesso tragiche e definitive.
La natura dell’uomo non è solo con la donna, ma con tutti i suoi simili. Anche la coppia -e i suoi eventuali figli- hanno un senso soprattutto come parte di un tutto; e questo tutto, la sua prosperità, ma anche la sua capacità di affrontare eventi imprevisiti attraverso la varietà di comportamenti e di caratteri, è quello che fa dell’umanità l’umanità.
La ragione ci dice.. cioè per te ragione= tua ricostruzione della storia della situazione descritta
non facevi prima e non eri piu’ onesto a dire secondo me?
Se è per questo i cattolici hanno distorto a loro uso e beneficio tutta la storia dell’umanità con il solo scopo di giustificare la presenza di un Dio creatore dell’universo facendosi beffe dei fatti reali.
E se lo dice la campionessa del distorcere la realtà, come non fidarci ?
Cara Xyzwkbobfilomenalucillo ecc ecce, oggi come ti presenti ? Uomo, donna, con figli, senza figli, giovane, vecchio, cattolico, atea…dai…racconta …..
Con sincera pena, ti saluto, multi-troll horror !
E saluto in anticipo pure i tre o quattro nick d’appoggio con cui sei solita darti ragione da sola !
Te le cerchi proprio: una schizoide compulsiva che accusa altri di distorsioni. Hai quella faccia come il …. !
Ma come si può essere così … avete corsi con esperti che aiutano ad ammortizzare le figure di m? Avere compi di addestramento?
“Secondo me” è quanto dovrebbero dire i gerarchi religiosi quando propongono dogmi agli altri, perchè non hanno altra ragione se non la loro opinione arbitraria (il dogma ciò è, per definizione). Fuori da una discussione con dei fedeli e in un contesto politico e plurale, le verità dogmatiche dovrebbero restare ciascuna nella chiesa in cui è imposta, salvo generare conflitti ovviamente insormontabili.
La ragione che ho scritto è quanto sostenuto dalla stragrande maggioranza più autorevole di ricercatori ed esperti della conoscenza, a livello scientifico (medico, biologico, psicologico, ecc.) ed umanistico (antropologico, storico, politico, geografico, ecc.).
Per definizione, il “dogma” è esattamente il contrario rispetto a un’opinione arbitraria.
Inoltre, dal momento che “quanto sostenuto dalla stragrande maggioranza più autorevole di ricercatori ed esperti della conoscenza” (che sciocca prosopopea!) non di rado si è dimostrato essere cosa posta a distanza siderale dalla la verità, se permette noi ci teniamo i nostri dogmi.
Le consiglio di tenere le sue lezioni dove può incontrare più seguito.
Magari in qualche locale per incontri “particolari”.
Il paradosso del dogma è che la sua definizione presume che sia vero. Ma se fosse vero non avrebbe bisogno di essere un dogma, sarebbe semplicemente vero. La verità non ha bisogno di dogmi, perchè può essere verificata.
Quanto alle persone autorevoli, lo sono proprio perchè di rado si è dimostrato che si sbagliassero, cosa che viceversa avviene spesso a chi autorevole non è (e ha bisogno di dogmi per il timore di essere contraddetto).
E cosa meglio di una settantina di autorevolissimi studi lgbt che rivelano quanto sia bello per un bambino essere strappato dalle braccia della madre, dopo essere stato commissionato e scelto su catalogo, come una bestiolina o un videogioco, per intrattenere una coppia di maschi adulti ?
Che finezza d’argomenti!
Sono letteralmente impressionato.
Chissà che la loro enunciazione in un luogo più idoneo di questo covo di bigotti non le consenta di rimediare un bell’accoppiamento per la serata.
Tralascio la questione del dogma per via del famoso detto di non dare perle ai porci.
Sugli autorevoli studi , fatti da autorevoli che piacciano a te (ed hai resp. ceo, ex ministri e trullalà), e che dimostrano le cose che ti stanno a cuore, piace ricordarti che piacciono pure ai tuoi ex 🙂 amici del Nanbla (associazione pedofila) . Ovviamente perché gli “autorevoli” hanno dimostrato che sanno lavorare per dare bambini ad entrambi, per fini diversi. Salvo una ulteriore evoluzione culturale che assimila i fini ( e le evoluzioni, specie quelle culturali, non si mettono in discussione ).
Ciao, To-Ni!, grande!
Ciao Susanna
Caspita, quante cose ci avrebbe detto la ragione!
Oh ragazzi, ma qua abbiamo ricerche sugli effetti dei farmaci sulla salute che dicono “cose” contradditorie e prendiamo per scienza indiscussa ricerche psicologiche (quindi di una disciplina, come le altre scienze umane, che è ben lungi dal rigore delle “hard sciences” ed è alquanto influenzata da visioni filosofiche anche tra loro alquanto differenti) sul benessere dei figli dei gay uguale a quello degli etero. E vorrei ben vedere se le benestanti coppie gay di New York non hanno figli che stanno bene se paragonati ai figli delle famiglie etero disgregate di Harlem. Andiamo magari lì a cercare i figli di coppie gay e facciamo il paragone.
Sulla storia anche qua grandi certezze, vedo. Insomma la legittimazione dell’omosessualità del mondo occidentale è cominciata da qualche decennio e già tutti sicuri che questa è la migliore società di sempre che si espanderà senza ostacoli con sempre più forza. Eppure io vedo che l’occidente sta perdendo la sua supremazia sul mondo. Altri paesi, altre culture (ben poco disposte verso l’omosessualità) cominciano a farsi largo nel mondo, togliendo “quote di mercato£ all’occidente. Senza contare che poi la stigmatizzazione dell’omosessualità è esistita per millenni senza “conseguenze tragiche e definitive”: la società occidentale è andata avanti per millenni (non decenni!) con questa convinzione…
Se vogliamo applicare la ragione vediamo alcune cose elementari: che le coppie etero possono avere un rapporto fecondo, quelle gay mai e poi mai; che le prime possono sussistere tranquillamente senza le seconde, mentre viceversa è impossibile (e già questo la dice lunga sulla completa uguaglianza tra le 2…); che i gay ci dicono che il rapporto è amore mentre il sesso non è così importante, mentre invece vogliono la legittimazione (matrimonio) proprio in base al carattere sessuale (e non esclusivamente di amicizia) della loro relazione; che lo stesso carattere sessuale del loro rapporto è una caricatura di quello etero (non potendo avere la complementarietà sessuale devono arrangiarsi in qualche modo…)
Bei tempi quelli in cui i gay si bruciavano sul rogo, eh?
MicheleL
Pure i virus, i batteri ed i parassiti sono mete della natura?
Pure educare i ragazzi a lavarsi ed a studiare è una “pretesa di giudicare viceversa pare intima dell’uomo, che sopra ogni cosa tende a desiderare il potere sugli gli altri, esercitato ordinandogli cosa fare e cosa non fare, oltre la ragione, per il potere.”?
La ragione a te non ti dice che zoofile, pedofilia, incesto esistono in natura, a tutte le latitudini in ogni epoca storica e trullalà?
No, core mio?
Non hai autorevoli studi che te lo dicono?
Ohhhhh
invece di tradurre in inglese fate studiare l’italiano all’estero. leggere la divina commedia è una ragione sufficiente per farlo. poi mi aspetto che queste cose ai giovani italiani gliele spieghi il professore di religione, non un rispettabilissimo ma distante dotto professore che si può incontrare solo con aereo e appuntamento.
Bellissimo. Grazie redazione per questa testimonianza.
“Allo stesso modo, si ama una persona quando si agevola il suo cammino verso la meta per cui è stato creato”. Frase bellissima. Quanto sia vera l’ho capito appieno solo da quando sono diventato padre.